Bacheca dei reclami
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Condizioni contrattuali non firmate. Ho detto NO al telefono per tre volte. Mi sono ritrovato 6 SDD.
Non ho mai firmato per iscritto né accettato telefonicamente alcun contratto con Voi, non ho mai ricevuto alcun documento contenente condizioni precontrattuali, non ho mai sottoscritto alcun mandato SEPA. Sei addebiti SDD mi sono stati comunque presentati a mio nome il 28/08/2026, nonostante una diffida a procedere scritta del 27/08/2026 (il giorno stesso alla chiamata) rimasta senza risposta. Chiedo la cessazione immediata delle disposizioni di incasso, la cancellazione dei sei mandati e entro 15 giorni, copia dei documenti firmati che ritenete di POSSEDERE e riaccredito dei soldi presi illecitamente a me in questo mese.
€48.000 versati per acquistare casa: quanto deve lottare un consumatore per riavere i propri soldi?
Sono una consumatrice privata e ho deciso di rendere pubblica la mia esperienza con TZERO S.r.l., perché credo che la mia vicenda ponga una domanda molto semplice: quanto è realmente tutelato un normale consumatore quando acquista un immobile? Nel marzo 2025 ho sottoscritto con TZERO S.r.l. un contratto preliminare per l’acquisto di un appartamento a Milano e ho versato complessivamente €48.000 a titolo di caparra confirmatoria. La compravendita non si è conclusa. Sono sorte contestazioni relative, tra l’altro, allo stato di completamento dell’immobile, alla documentazione tecnica e alle condizioni necessarie per arrivare alla stipula. Successivamente, l’immobile oggetto del mio preliminare è stato venduto da TZERO a terzi. Io, però, non ho riavuto i €48.000 che avevo versato. Da semplice acquirente mi sono quindi trovata costretta a rivolgermi a un avvocato e ad iniziare una causa davanti al Tribunale di Milano (R.G. 2746/2026) per tutelare i miei diritti. Nel giudizio chiedo, in via principale, il riconoscimento di €96.000 quale doppio della caparra confirmatoria ai sensi dell’art. 1385 c.c. e, in ogni caso, almeno la restituzione dei €48.000 effettivamente versati. Voglio precisare con assoluta chiarezza che la causa è tuttora pendente e non è ancora intervenuta alcuna sentenza sul merito. Sarà naturalmente il Tribunale a stabilire definitivamente le responsabilità delle parti e l’eventuale mio diritto al doppio della caparra. Ci sono però alcuni fatti che sono già accaduti e sono documentati: Ho versato €48.000. Non ho acquistato l’appartamento. L’appartamento è stato successivamente venduto a terzi. I miei €48.000 non mi sono stati restituiti. Il 21 maggio 2026, nel corso della causa, il Giudice ha formulato una proposta conciliativa molto semplice: restituzione a mio favore dei €48.000 effettivamente versati, con compensazione delle spese legali. Io ho accettato. TZERO non ha aderito alla proposta e la causa è proseguita. Nel frattempo la situazione si è ulteriormente complicata. TZERO ha avviato una procedura di regolazione della crisi e il Commissario Giudiziale ha confermato per iscritto che risulto inserita fin dall’origine nell’elenco dei creditori per la caparra versata. Nelle note depositate dal mio legale il 17 settembre 2026 è stato precisato che, allo stato, il mio credito nella procedura risulta indicato per €48.000. Ora, dalla visura camerale aggiornata al 28 settembre 2026, risulta inoltre che TZERO ha depositato il 15 settembre 2026 una domanda di omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi degli artt. 57 e 61 CCII, nell’ambito del procedimento n. 655-2/2026. Dalla stessa documentazione risulta che è stato approvato un piano di risanamento con le condizioni di soddisfacimento dei creditori. Ad oggi non conosco ancora quale trattamento concreto sia previsto da tale accordo per il mio credito di €48.000 e non intendo anticipare conclusioni che non siano supportate dai documenti. Ma proprio questo rende la mia situazione, come consumatrice, ancora più preoccupante. Il 24 settembre 2026 il Tribunale di Milano ha ritenuto non rilevanti per la decisione sia la CTU richiesta dalla mia difesa sia le prove testimoniali richieste da TZERO e ha quindi respinto entrambe le richieste istruttorie. Nonostante ciò, la causa è stata rinviata per la rimessione in decisione al 27 gennaio 2028. Quindi oggi mi trovo in questa situazione: ho effettivamente versato €48.000 per acquistare una casa; non ho ricevuto la casa; l’immobile è stato successivamente venduto a terzi; ho accettato persino la proposta del Giudice di ricevere semplicemente indietro i miei €48.000; non ho ancora recuperato un euro; la mia causa arriverà alla fase della decisione nel 2028; mentre nel 2026 la società sta già procedendo alla ristrutturazione dei propri debiti. Ed è qui che la mia vicenda, secondo me, va oltre il singolo contenzioso. Quanto tempo, quanti avvocati, quante spese e quante procedure deve affrontare una persona normale semplicemente per cercare di recuperare €48.000 versati per acquistare una casa che non ha ricevuto? Un normale consumatore non dovrebbe essere costretto a diventare esperto di procedura civile, CTU, crediti litigiosi, procedure concorsuali e ristrutturazioni del debito semplicemente per cercare di proteggere i propri risparmi. E soprattutto mi preoccupa una cosa molto concreta: mentre io devo attendere fino al 2028 perché la mia causa arrivi alla fase della decisione, la procedura con cui TZERO sta ristrutturando i propri debiti è già in corso oggi. Non sto utilizzando questo spazio per chiedere ad Altroconsumo o al pubblico di decidere chi abbia ragione nella causa. Il processo è ancora in corso e sarà il Tribunale a decidere. Sto semplicemente raccontando pubblicamente, come consumatrice, fatti realmente accaduti e documentati. E rivolgo pubblicamente a TZERO S.r.l. una domanda molto semplice: perché, dopo che l’immobile oggetto del mio preliminare è stato venduto a terzi e dopo che io avevo persino accettato la proposta conciliativa del Giudice di ricevere semplicemente indietro i €48.000 che avevo versato, devo ancora affrontare anni di causa per cercare di recuperare i miei soldi? Chiedo pertanto a TZERO S.r.l. una risposta chiara e una soluzione concreta per la restituzione dei €48.000 effettivamente versati, fermo restando quanto sarà definitivamente deciso dal Tribunale nella causa pendente. Ho deciso di rendere pubblica questa esperienza anche perché ritengo importante che altri consumatori che intendono acquistare un immobile conoscano ciò che può accadere e quanto possa diventare difficile tutelare concretamente i propri risparmi. Continuerò ad aggiornare questo reclamo esclusivamente sulla base degli sviluppi reali e documentati della vicenda.
protezione HOST inesistente
A seguito di danni subiti al nostro appartamento dopo un breve soggiorno di una famiglia di Genova, forniamo ad AIRBNB le foto del momento del check-in dove si vede la casa a posto e del momento del che-out con evidenti danni al mobilio. Forniamo regolare preventivo di riparazione e soddisfiamo ogni richiesta, compresa la dichiarazione dell'ospite precedente in cui viene evidenziato che il mobilio era a posto durante il suo soggiorno. Airbnb nega il rimborso tramite la sua assicurazione (che paghiamo ad ogni soggiorno) per motivazione incomprensibile: danni dovuti da usura nel tempo. (solo pochi giorni di soggiorno) Chiaramente questa assicurazione che paghiamo ad airbnb è non rispetta i termini e le condizioni. Chiediamo il riconoscimento dell'attivazione del servizio assicurazione e il risarcimento dei danni subiti.
malfunzionamento
Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato protocollo.agcm@pec.agcm.it Ass. Altroconsumo Inoltro tramite sito E,p.c. customerservicesitalia@customercare.fcagroup.com customercare.fcagroup.com info@concessionariafiori.it customercare@concessionariafiori.it. OGGETTO: Mal funzionamento porte, altro, Jeep Avengers trg. GW491XF. TELAIO ZAC5JACT3RJL06325, intestata a Bruno Anna Maria. Fa riferimento alle precedenti comunicazioni / reclami, aventi lo stesso oggetto. Premessa; La prima segnalazione inerente al malfunzionamento della vettura in oggetto indicata è del 15 giugno 2026. Dopo la riparazione del 27 u.s. ho constatato che sul quadro del cruscotto le luci (verde, ricarica e azzurro in marcia) non corrispondono a quanto riportato sul libretto di manutenzione e uso del veicolo acquistato. Pertanto, ho inviato il filmato del malfunzionamento via e-mail agli interessati. A seguito di ciò, ho ricevuto una chiamata da parte di Fiori Concessionario per prenotare un nuovo appuntamento. Il nuovo appuntamento per riparare il mal funzionamento è stato programmato per il 25 c.m. presso officina Fiori, via della Maglianella, Roma. Come da appuntamento, alle 14,45 mi presento per consegnare l’auto in parola al fine di procedere alla verifica e/o riparazione. Per l’ennesima volta mi sento dire che se volevo eseguire un controllo per questo mal funzionamento, nel caso non si riscontrasse nessuna anomalia, dovevo pagare 150 euro. A questo punto si accende, con toni pacati, una diatriba per quando già segnalato in altre comunicazioni precedenti, cioè, la macchina è in garanzia? Perché se la macchina è in garanzia, questa copre anche la parte elettronica? Se sì, anche se la batteria della macchina viene ricaricata, comunque c’è un problema sulle indicazioni che compaiono sul cruscotto che non corrispondono con il libretto che dice che se le luci sono azzurre l’auto è in marcia se le luci sono verdi sta caricando la batteria e comunque questo accade in frenata, non solo, non corrisponde alle indicazioni che il cruscotto dava quando ho acquistato la vettura. Nella realtà, compare la luce verde quando l’auto è in marcia (velocità costante, senza frenata inferiore e superiore ai 100 Km orai), oppure compare la luce azzurra quando si è in frenata, oppure non compare nulla. Le istruzioni riportate nel libretto di manutenzione sono contemporanee oppure obsolete? Perché mi è stato riferito che quando ho acquistato la vettura sul cruscotto si evidenziava la luce azzurra quando l’auto era in marcia e verde in frenata, ma a seguito di un aggiornamento questa procedura è cambiata. Nelle precedenti comunicazioni / reclami ho chiesto se le istruzioni del libretto sono attuali oppure superate ma nessuno mi ha risposto. Pertanto, Vi chiedo nuovamente: LE ISTRUZIONI DEL LIBRETTO DI USO E MANUTENZIONI FORNITE AL MOMENTO DELL’ACQUISTO DELLA VETTURA IN PAROLA SONO ATTINENTI ALLA VETTURA OPPURE SONO SUPERATE? Questo che io chiamo malfunzionamento è tale oppure ha ragione il Vostro personale che riferisce che un aggiornamento ha cambiato la procedura? NAPOLITANO Salvatore 3395277773
Pacco bloccato
In giorno 17/09/2026 mi è stato inviato un pacco tramite inpost tutto bene fino all'arrivo a Pieve Emanuele (MI) , il giorno 18/09/2026 dove risulta tutt'ora fermo nonostante dovesse essere consegnato il 22/09/2026. Allego lo screenshot del tracking Il numero di tracking è: 800144047610075014352312
Abbonamento non sottoscritto
Buongiorno, contesto formalmente l’addebito di € 44,90 effettuato sulla mia carta per un presunto abbonamento mensile. Ho utilizzato il vostro servizio esclusivamente per una singola conversione da PDF a Word, che risultava essere indicata come operazione una tantum. Non ho pertanto sottoscritto consapevolmente alcun abbonamento né autorizzato addebiti ricorrenti. L’addebito di € 44,90 è avvenuto dopo soli tre giorni dalla conversione e, non appena ho ricevuto l’addebito, ho provveduto immediatamente a disattivare l’abbonamento. Chiedo pertanto il rimborso integrale dei € 44,90, non avendo mai richiesto né inteso sottoscrivere tale abbonamento. Vi chiedo inoltre di confermarmi per iscritto che l’abbonamento risulta definitivamente cancellato e che non verranno effettuati ulteriori addebiti. In attesa di un vostro rapido riscontro e del rimborso.
rimborso che non volete fare
A tutt'oggi nulla sul c/c nonostante voi dite d'aver fatto il 17/09; soprattutto non volete fornire prova con pezza giustificativa, che, ripeto, non solo non è corretto nè giusto, bensì anche illegale. Incredibile, ma vero, che vi debba rincorrere per neanche 52 euro.
Mancata consegna grate e zanzariere nessuna notizia in merito all' esecuzione del contratto.
Buongiorno, in data 16/9/2025 ho versato un acconto, con bonifico parlante, per la fornitura ed il montaggio di grate e.zanzariere. Dopo circa una o due settimane e' venuto il tecnico a prendere le misure . In data 11/4/2026 ho versato il saldo , come da contratto. A tutt' oggi, nonostante svariati solleciti via mail, telefonici e PEC, non mi viene data alcuna data circa l' esecuzione del contratto, ma mi viene soltanto detto e non scritto, come richiesto piu' volte, che le grate sono in lavorazione. E' trascorso un anno dall' ordine e 5 mesi dal versamento del saldo, ed io non ho alcuna notizia certa sulla fornitura ed il montaggio delle grate e zanzariere. Dopo 1 anno non avere notizie circa un contratto stipulato e' veramente vergognoso. Come da recenti PEC inviate chiedo di fissare la data per il montaggio di quanto regolarmente pagato, altrimenti la restituzione degli importi versati. Aggiungo inoltre che e assurdo che mi trovo nella condizione di detrarre il bonus fiscale del 50% e a tutt' oggi non avere notizie circa la consegna. Rimango in attesa di un sollecito riscontro. In
App ritirata e servizi inesistenti
Buongiorno, Ho acquistato una centralina presso il sito theitalianbox.com nel 2023 per la mia auto, la quale si comanda tramite app proprietaria. Recentemente ho aggiornato l’iPhone a iOs 27 e l’app risulta non disponibile. Indagando ho scoperto che è stata ritirata dall’app store (es anche dal play store), ho cercato il sito per poter richiedere informazioni e anch’esso non compare più. Purtroppo questa situazione rende inutile il prodotto perche non è più comandabile, ma soprattutto all’acquisto era compresa un’opzione di aggiornamento del dispositivo al nuovo modello di auto in caso di cambio. Leggo però che anche altri clienti lamentano questi problemi e stanno cercando di ottenere i servizi promessi alla vendita. Mi unisco a queste richieste per poter utilizzare il prodotto acquistato e per cui ho pagato.
8 mesi per disattivare un contratto!
La disdetta del numero telefonico 0761-308217, è stata inviata, su richiesta del centro Tim della mia città, tramite raccomandata, in data 18/09/2025, allegando tutti i documenti da loro richiesti e cioè modulo fornito dal centro Tim, certificato di morte di Agneni Cesare e copia del mio documento, in quanto mittente della raccomandata. Nella ricevuta di ritorno che conservo ancora, risulta che la raccomandata è stata ricevuta dal destinatario in data 23/09/25. Nonostante questo, abbiamo continuato a ricevere bollette fino a dicembre, puntualmente pagate. A gennaio, dopo aver ricevuto nuovamente la fattura della bolletta, chiamo Telecom Italia dal numero fisso del mio ufficio per fare presente che nonostante la disdetta inviata mesi prima, continuano ad arrivarci bollette da pagare. Ci invitano ad inviare di nuovo tutti i documenti al seguente indirizzo e-mail : documenti187@telecomitalia.it. In data 28/01/2026 allego di nuovo tutti i documenti già inviati nella prima raccomandata, compresa copia della ricevuta di ritorno, chiedendo anche il rimborso delle fatture pagate precedentemente. Seguono altre due e-mail di sollecito da parte mia,inviate in data 6/02/2026 e 10/03/2026. A maggio riceviamo un'altra bolletta di 52,39 che include finalmente anche i costi di disattivazione. Pago immediatamente sperando di essermi liberata per sempre di questa vicenda. Riceviamo ora lettera dall'ufficio legale di At group per recupero crediti per fatture non pagate nel 2026. L'azienda TIM dal 26 settembre 2025, data in cui ha ricevuto la prima raccomandata, di cui ho ricevuta, avrebbe avuto 30 giorni di tempo per chiudere il contratto. Nonostante questo ha continuato ad inviare bollette che abbiamo pagato perchè pensavamo che avessero avuto dei ritardi anche se non giustificabili. Non pensavamo che la vicenda si procrastinasse fino al 2026 e che ci venisse chiesto di pagare, addirittura tramite una società di recupero crediti, ancora bollette relative al nuovo anno sperando in uno sfinimento da parte del cliente costretto quindi a cedere. E' questo un atteggiamento non serio e professionale da parte di un'azienda e noi abbiamo tutti i documenti e le ricevute per dimostrare che abbiamo agito sempre in maniera corretta, pagando addirittura più del dovuto.
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