Bacheca dei reclami

Reclama Facile è un servizio a disposizione di tutti gli utenti registrati al nostro sito che ha l’obiettivo di mettere in contatto il consumatore con l’azienda di suo interesse per risolvere i problemi che possono verificarsi nei quotidiani rapporti di fornitura di prodotti o servizi.
Reclama Facile si propone di instaurare un utile dialogo tra imprese e consumatori per risolvere questi problemi in via amichevole, favorendo il raggiungimento di un accordo condiviso.
Tramite Reclama Facile potrai inviare un reclamo direttamente all’azienda di tuo interesse seguendo la nostra procedura guidata e avrai la possibilità di pubblicare il tuo reclamo sulla nostra Bacheca.
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D. G.
25/09/2026
CVpronto

Richiesta di cancellazione immediata dell'abbonamento e rimborso addebiti

Oggetto: Contestazione per pratica commerciale ingannevole - Falsa conferma di cancellazione e addebiti ricorrenti non autorizzati - Account CVPronto Spett.le CVPronto, con la presente formalizzo un reclamo relativo al mio abbonamento attivo sul vostro servizio, con addebito mensile di 34,99€ sulla mia carta, a partire da dicembre 2025. A partire da dicembre ho tentato ripetutamente di annullare l'abbonamento seguendo la procedura di disdetta messa a disposizione sul vostro sito. In ciascuna occasione ho portato a termine l'intera procedura fino alla schermata finale, la quale mi ha comunicato che l'abbonamento risultava annullato (schermata allegata alla presente). Tale messaggio si è però rivelato non veritiero: nonostante la conferma visualizzata sullo schermo, - non ho mai ricevuto alcuna email di conferma dell'avvenuta cancellazione; - l'abbonamento è rimasto di fatto attivo; - gli addebiti mensili di 34,99€ sono proseguiti regolarmente fino ad oggi (ultimo addebito registrato il 14/09/2026). Ritengo che questo comportamento configuri una pratica commerciale ingannevole ai sensi degli articoli 20 e 21 del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005): il sito mostra all'utente un messaggio di avvenuta cancellazione che non corrisponde alla realtà dei fatti, inducendolo a credere di aver esercitato correttamente il proprio diritto di recesso mentre l'addebito ricorrente prosegue inosservato. Si tratta di un comportamento che va oltre il semplice disservizio tecnico, poiché fornisce attivamente una falsa rassicurazione al consumatore, scoraggiandolo dal verificare ulteriormente o dall'intervenire tempestivamente presso la propria banca. Chiedo pertanto: 1. La cancellazione immediata e definitiva dell'abbonamento, con conferma scritta e verificabile della data di disattivazione; 2. Il rimborso integrale di tutti gli addebiti effettuati a partire dal primo tentativo di disdetta risultato fittiziamente completato, in quanto il proseguimento del rapporto contrattuale non è imputabile a una mia volontà, bensì a un'informazione ingannevole fornita dal vostro sistema; 3. Conferma scritta dell'avvenuta cancellazione e del rimborso, da inviare all'indirizzo email associato al mio account. Allego alla presente: - screenshot della schermata che dichiara l'abbonamento "annullato" - estratto dei movimenti bancari con l'elenco degli addebiti CVPronto successivi alla presunta cancellazione. In assenza di riscontro soddisfacente entro 15 giorni dalla presente, mi riservo di procedere con la contestazione formale degli addebiti presso il mio istituto bancario (procedura di disconoscimento operazioni) e con una segnalazione all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) per pratica commerciale ingannevole, ai sensi del Codice del Consumo. Resto in attesa di un vostro cortese e tempestivo riscontro. Cordiali saluti, dg

In lavorazione
M. M.
25/09/2026
CONTACT HUNT

Prelievi arbitrari e ripetuti sulla mia carta di credito

Spett.le Contacthunt, in data 26 giugno avete correttamente prelevato 0,50 € dalla mia carta prepagata n. 5400580898188954, per un servizio richiesto. In seguito, nelle date 1° luglio, 12 agosto, 1° settembre avete ogni volta prelevato dalla mia carta prepagata la cifra di 39,90 €, per un totale di 119,70 €, senza che da parte mia vi fosse alcuna richiesta di un vostro servizio. Non ho mai chiesto di abbonarmi ai vostri servizi. Ho solo usufruito della vostra offerta di un periodo di prova di 48 ore. In assenza di una mia conferma esplicita, la vostra pretesa di ritenermi abbonato al vostro servizio è del tutto arbitraria. Vedo che parecchi altri hanno avuto con voi lo stesso problema. Ho quindi deciso di far ricorso all'assistenza di ALTROCONSUMO. Vi chiedo pertanto di riaccreditare sulla mia carta la cifra indebitamente prelevata. In caso contrario sarò costretto ad adire alle vie legali

In lavorazione
D. M.
25/09/2026

Pronto intervento elettrico da 427 €: guasto non individuato e presa lasciata con fili scoperti

Il 30 agosto 2026, mentre io e la mia compagna stavamo pulendo l’appartamento appena acquistato e non ancora abitato, durante l’utilizzo di una vaporella vicino a una presa della cucina si è interrotta completamente la corrente nell’abitazione. Fino a quel momento l’impianto aveva funzionato regolarmente. Le utenze erano state correttamente volturate e attivate a luglio. Prima di chiamare un elettricista abbiamo effettuato autonomamente diverse verifiche: abbassato e rialzato il contatore, controllato il quadro elettrico interno, provato il salvavita e lasciato trascorrere due giorni per escludere che vi fosse ancora umidità nella presa. Nel resto del condominio la corrente era regolarmente presente. Non conoscendo elettricisti e avendo urgenza di rendere abitabile la casa, il 2 settembre ho contattato tramite internet un servizio di pronto intervento, poi gestito da BFP Services SRLS. Durante la telefonata ho spiegato nel dettaglio quanto accaduto e ho chiesto espressamente il costo. Mi è stato comunicato un costo di 50 euro per l’uscita, specificando che il tecnico, una volta sul posto e compreso il problema, avrebbe formulato il preventivo e avremmo potuto decidere se effettuare o meno i lavori. L’intervento è avvenuto il 2 settembre, indicativamente alle ore 18. Una volta arrivato, il tecnico mi ha però comunicato immediatamente che la “ricerca del guasto”, anche solo per utilizzare lo strumento di misurazione, sarebbe costata 350 euro + IVA, quindi complessivamente 427 euro. Ho fatto presente che telefonicamente mi era stato prospettato un costo di 50 euro per l’uscita con successivo preventivo, ma mi è stato risposto che i 50 euro riguardavano soltanto il diritto di chiamata. Avendo necessità di risolvere rapidamente il problema, ho accettato. Il tecnico ha effettuato alcune verifiche sul quadro interno e mi ha riferito che “la corrente arriva” e che ci sarebbe stata “un po’ di dispersione”. Ha poi scollegato la presa della cucina che io stessa avevo indicato come possibile origine del problema. Nonostante ciò, la corrente non è tornata. Successivamente ha iniziato a ipotizzare che il problema potesse dipendere da bollette non pagate, nonostante gli avessi ripetutamente detto che il contratto era regolarmente attivo e che non risultavano morosità. Dopo pochi minuti di verifiche mi ha comunicato che, per continuare ulteriormente la ricerca del guasto, avrei dovuto sostenere altri costi. A quel punto non ho autorizzato ulteriori spese, avendo già accettato 350 euro + IVA proprio per quella che mi era stata presentata come “ricerca del guasto”. L’intervento si è quindi concluso senza individuare né risolvere il problema. Un altro elemento che contesto è che il documento denominato “Contratto di pronto intervento”, sul quale compare la voce “preventivo stimato lavori € 350”, mi è stato sottoposto per la firma soltanto al termine dell’intervento, e non prima. Sullo stesso documento è stata inoltre riportata la dicitura manoscritta relativa a una “ricerca del guasto iniziale” e al fatto che il cliente avrebbe deciso di fermarsi. Prima dell’intervento, però, non mi era stato spiegato che i 350 euro + IVA avrebbero coperto soltanto una fase iniziale della ricerca né che per proseguire sarebbero state richieste ulteriori somme. Dopo la partenza del tecnico ho contattato sia il fornitore sia il distributore di energia elettrica. Mi è stato confermato che il contratto era regolarmente attivo, che non vi erano problemi di pagamento e che l’alimentazione arrivava regolarmente al contatore. La sera stessa abbiamo avuto la possibilità di parlare telefonicamente con un altro elettricista, al quale abbiamo spiegato l’accaduto. Ci ha suggerito di verificare la presenza di un ulteriore dispositivo di protezione posto tra il contatore e l’impianto dell’appartamento. Lo abbiamo individuato nelle vicinanze del contatore e abbiamo constatato che era scattato. È stato sufficiente riarmarlo perché la corrente tornasse immediatamente e integralmente in tutto l’appartamento, senza effettuare alcuna riparazione. Il 3 settembre ho quindi contestato formalmente a BFP Services l’intervento e chiesto il rimborso integrale dei 427 euro, evidenziando anche la discordanza tra il prezzo prospettato telefonicamente e quello richiesto sul posto, il fatto che il guasto non fosse stato individuato e la richiesta di ulteriori somme per proseguire la stessa ricerca. BFP Services ha confermato il 4 settembre di aver ricevuto il reclamo e di voler effettuare le verifiche necessarie. Successivamente è emerso un ulteriore problema, a mio avviso molto serio. Il tecnico, durante l’intervento, aveva scollegato la presa della cucina dicendomi sostanzialmente: “te la lascio così, così quando chiamerai un elettricista potrà vedere qual è”. Controllando successivamente la presa, abbiamo constatato che era stata lasciata non funzionante, con alcuni conduttori scollegati e con estremità in rame visibilmente scoperte e prive di protezione isolante, come documentato dalle fotografie inviate anche all’azienda. Per ragioni di sicurezza abbiamo quindi evitato di riattivare il relativo circuito delle prese, in attesa di una corretta verifica e messa in sicurezza. Nella mia integrazione al reclamo ho chiesto a BFP di spiegare per quale motivo la presa fosse stata lasciata in quelle condizioni e se intendessero provvedere, a loro spese, al ripristino. Ho ribadito che, a fronte del pagamento di 427 euro, il problema originario non era stato individuato né risolto e che una presa precedentemente funzionante risultava ora inutilizzabile. L’11 settembre ho sollecitato un riscontro. Il 14 settembre BFP Services mi ha risposto che la situazione era ancora al vaglio e che avrei ricevuto una decisione “comunque non oltre i prossimi 7 giorni”. Trascorso anche tale termine senza alcuna decisione, il 24 settembre ho inviato un ulteriore sollecito, ricordando che il termine indicato dalla stessa azienda era ormai decorso. Nello stesso giorno BFP Services ha comunicato che, a causa di “particolari aspetti della pratica e delle successive integrazioni”, la questione era stata rimessa al vaglio dell’ufficio legale e amministrativo, senza però indicare una nuova tempistica né fornire una decisione sul rimborso. Alla mia ulteriore comunicazione hanno risposto semplicemente che l’ufficio competente avrebbe deciso “quale che sia la decisione”. Ad oggi, quindi, ho pagato 427 euro per una ricerca del guasto che non ha individuato né risolto la causa dell’interruzione, mi sono state prospettate ulteriori spese per continuare la stessa ricerca e una presa sulla quale il tecnico è intervenuto è stata lasciata non funzionante, con conduttori scoperti e da mettere in sicurezza. Il problema generale dell’assenza di corrente è stato invece risolto successivamente con il semplice riarmo di un dispositivo di protezione che il tecnico intervenuto non aveva individuato. Chiedo pertanto la restituzione integrale dei 427 euro corrisposti, oltre a un riscontro chiaro sulle condizioni in cui è stata lasciata la presa e sugli eventuali costi necessari per il suo ripristino in sicurezza.

In lavorazione
F. T.
25/09/2026

ritardo nella riparazione della lavatrice

Buongiorno, sono Fabrizio Tarantini come si evince dal n. di contratto , ho aperto una pratica di riparazione della lavatrice da 5 giorni e non sto ricevendo nessun tipo di assistenza; Con la presente vi invito nuovamente a farmi contattare da un vs tecnico per risolvere la problematica; Ribadisco l'enorme disagio arrecato alla nostra famiglia composta da 5 persone per il vs mancato intervento; questo è l'ultimo tentativo che pongo in atto per avere un vs riscontro, dopo di che sarò costretto ad adire le vie legali e chiedere un congruo risarcimento economico per il disagio arrecatomi. Cordialmente Fabrizio Tarantini

In lavorazione
A. F.
25/09/2026

Disdetta del contratto Domestic&General per mancata assistenza

Desidero segnalare la mia esperienza con Domestic & General Italia S.r.l., relativa a una polizza/contratto di assistenza per la mia lavatrice. In data 21/09/2026 la mia lavatrice si è guastata. Ho quindi contattato il servizio clienti Domestic & General per richiedere l’assistenza prevista dal contratto e fissare un appuntamento per l’intervento. Nei giorni successivi ho effettuato numerosi contatti telefonici, ma non sono riuscita a ottenere un appuntamento. Durante le chiamate venivo indirizzata a una risposta automatica che comunicava che, a causa dell’elevato traffico, il mio numero era stato memorizzato e che sarei stata ricontattata. Considerato il protrarsi della situazione e non avendo ottenuto l’assistenza richiesta, in data 25/09/2026 ho contattato nuovamente il servizio clienti e ho chiesto la disdetta del contratto, che mi è stata effettuata telefonicamente. Per avere una conferma scritta, lo stesso giorno ho inviato una comunicazione via email a Domestic & General chiedendo conferma della disdetta e della relativa data di cessazione. Domestic & General ha successivamente aperto la segnalazione identificata dal codice #SC02000232, comunicandomi che la mia richiesta sarebbe stata presa in carico. Ad oggi sono quindi in attesa della conferma scritta dell’effettiva cessazione del contratto. Con la presente chiedo ad Altroconsumo di prendere in considerazione la mia segnalazione e di verificare la correttezza della gestione della richiesta di assistenza e della successiva richiesta di disdetta.

In lavorazione
G. M.
25/09/2026

Addebito non autorizzato

Buongiorno, volevo segnalare quanto in atto con il sito LiveCareer, ti fanno credere di permetterti di redare il tuo Curriculum Vitae per € 2,00, peccato che in seguito si inizia a trovare un addebitato sul conto di € 24,99, non so con quale frequenza. Tutto questo non è evidente in alcun posto del sito, al quale avevo fatto accesso una volta tre anni fa. Sul sito stesso non si trova alcuna funzione per cancellare l'addebito.

In lavorazione
E. R.
25/09/2026

Unsubby addebito abbonamento mensile non voluto e non sottoscritto

Buongiorno, il 17 scorso ho incaricato Unsubby di procedere alla cancellazione del contratto per la linea telefonica fissa+internet stipulata nel 2018 con Fastweb. Il pagamento del servizio è avvenuto tramite Carta di credito PostePay, con l'addebito di una tariffa di 0,50 €. Il 24 settembre Poste Italiane, gestore della mia Postepay, mi ha notificato che Unsubby. com mi aveva addebitato sulla mia carta di credito la somma di 16 € per un abbonamento mensile che io non ho mai voluto e sottoscritto, e che fortunatamente il pagamento era stato rifiutato per saldo insufficiente. Nello stesso giorno ho inviato a support.it@unsubby.com una mail di reclamo per il disconoscimento dell'addebito per transazione non autorizzata, aggiungendo che avrei segnalato l'accaduto all'Antitrust italiana, per l'attivazione di abbonamenti nascosti o poco trasparenti come quello di cui sto parlando, rientrando nelle pratiche commerciali scorrette e ingannevoli. A ciò , aggiungevo che avrei aperto un reclamo pubblico, chiedendo assistenza tramite la piattaforma Altroconsumo. Inoltre con la medesima Mail ho chiesto la cancellazione immediata di qualsiasi profilo a mio nome, ed un riscontro al reclamo inviato, e che, qualora non avessero posto fine a tutto ciò, mi sarei vista costretta a sporgere denuncia alla Polizia Postale o ai Carabinieri.

Risolto
F. P.
24/09/2026

Reclamo per danno/deterioramento cellulare durante gestione assistenza – 9004118/2026 ACC

Desidero aprire una segnalazione formale in merito alla gestione dell'assistenza sul mio dispositivo POCO F4, inviato per un intervento di manutenzione e valutato in condizioni nettamente peggiorative rispetto al momento della spedizione. Riassumendo i fatti, avevo un POCO F4 a cui avevo richiesto, direttamente tramite l'assistenza della casa madre Xiaomi, di poter effettuare esclusivamente le seguenti lavorazioni: - sostituzione batteria - sostituzione porta USB-C (necessaria per la ricarica) - diagnostica generale La casa madre mi ha reindirizzato all'azienda Video Pacini, la quale mi ha inviato una mail indicandomi come imballare il tutto per il ritiro a domicilio. Il cellulare è stato inviato perfettamente FUNZIONANTE, con foto scattate prima della spedizione che provano sia il corretto funzionamento dell'oggetto, sia il fatto che sia stato imballato esattamente come da loro richiesta. Il ritiro a domicilio è avvenuto in data 28/08. Arrivato all'azienda in questione pochi giorni dopo, i tecnici hanno emesso un preventivo per la sostituzione della scheda madre che, comprese le spese varie, raggiunge il costo dello stesso cellulare nuovo. Essendo rimasto estremamente stranito da questo preventivo, ho provato a contattare più volte l'assistenza sia di Xiaomi che dell'azienda credendo ci fosse stato un semplice disguido. Da questo momento in poi, le comunicazioni con entrambe le realtà si sono rivelate a dir poco disastrose. L'azienda Video Pacini dispone di un numero di telefono che, tramite procedura guidata automatizzata, non ti riporta da nessuna parte e non permette di parlare con un operatore. Ho quindi provato a mandare diverse email agli indirizzi ufficiali che sono riuscito a reperire sul loro sito, ma non ho ottenuto alcuna risposta. L'assistenza Xiaomi, dal canto suo, mi ha risposto aprendo una pratica di segnalazione e facendosi inviare le foto di prova. In tale occasione mi è stato comunicato che ci sarebbero voluti fino a quindici giorni per evadere la pratica e mi è stato esplicitamente detto che l'azienda che si occupa direttamente della riparazione non è contattabile dal cliente finale, in quanto solo Xiaomi può interfacciarsi con loro. Passati dieci giorni ho richiamato Xiaomi per aggiornamenti, ma l'operatore si è limitato a rispondere con un "Sono i nostri tecnici, se per loro il cellulare non si accende non si accende", invitandomi in modo del tutto liquidatorio a presentare un reclamo. Successivamente, grazie a varie ricerche di informazioni effettuate online, sono finalmente riuscito a trovare il modo di contattare direttamente l'azienda Video Pacini, la quale questa volta ha risposto. Durante la chiamata hanno chiarito che la dicitura "NON SI ACCENDE", presente sulla pagina del loro sito, era in realtà un'indicazione fornita all'origine dalla casa madre Xiaomi, che aveva quindi perfino travisato e storpiato la mia richiesta iniziale. In ogni caso, i tecnici dell'azienda mi hanno comunicato una nuova versione, sostenendo che il cellulare "Si spegne e riaccende di continuo". Quando ho provato a spiegare anche a loro che il cellulare era stato inviato perfettamente funzionante e che avevo le prove che lo attestavano, mi è stato risposto con superficialità "eh ma la foto potevo farla anche io, serviva un video". Ciononostante, mi hanno invitato a reinviare nuovamente la documentazione fotografica a uno degli indirizzi email a cui avevo già scritto in precedenza, dimostrando così di avermi deliberatamente ignorato fino a quel momento, e assicurandomi che avrebbero ricontrollato il caso per poi ricontattarmi. Pochi giorni dopo mi è arrivata una loro email che si limitava a rinnovare e confermare nuovamente il preventivo emesso in precedenza per la scheda madre. Dato che, chiaramente, non potrei mai accettare un preventivo con questi costi, il dispositivo tornerebbe quindi indietro da me in condizioni peggiori rispetto a come l'avevo inviato, cosa del tutto paradossale considerando che l'avevo mandato in assistenza per tutt'altri motivi e che l'oggetto è stato protetto scrupolosamente come da loro richiesta. Nella prima email inviatami dall'azienda con la vettura per il pacco da ritirare si attesta proprio che, nel caso in cui l'oggetto non sia stato protetto secondo le loro specifiche, non avrebbero potuto essere ritenuti responsabili di eventuali danni durante il trasporto; avendo io rispettato alla lettera tali indicazioni, la responsabilità di eventuali danni o deterioramenti ricade interamente su di loro. Chiedo pertanto un risarcimento, in quanto il cellulare è stato danneggiato o alterato durante la gestione della pratica. Vorrei inserire In allegato alla presente segnalazione tutte le foto inviate del telefono e dell'imballaggio, unitamente agli screenshot delle varie pagine dei loro portali che attestano i continui cambi di stato della lavorazione, ma non sembra esserci un modo comodo di caricare il tutto. In ogni caso basterà chiedere e invierò il tutto dove richiesto.

In lavorazione
G. B.
24/09/2026
EuroPalTners

garanzia estesa su lavatrice non riconosciuta

Buongiorno, con la presente contesto formalmente il diniego della copertura della garanzia convenzionale estesa relativo all'intervento effettuato sulla mia lavatrice in data 10.7.2026 numero documento 1812223, acquistata nel mese di maggio 2023. Mi è stato riferito che il guasto riguarderebbe un componente in plastica e che sarebbe riconducibile a normale usura. Ritengo tale motivazione insufficiente e non adeguatamente dimostrata. Il componente interessato (fermaporta) non costituisce un semplice elemento accessorio, bensì una parte essenziale per il corretto funzionamento e per il normale utilizzo dell'elettrodomestico. Il suo cedimento impedisce infatti il regolare impiego della lavatrice. Inoltre, considerata l'età dell'elettrodomestico, pari a circa tre anni dall'acquisto, non è comprensibile come possa essere qualificato come normale usura senza una specifica motivazione tecnica. Pertanto chiedo: 1. il riesame della pratica di garanzia; 2. una relazione tecnica dettagliata che spieghi le ragioni per cui il guasto sarebbe imputabile a usura; 3. l'indicazione degli elementi tecnici oggettivi sui quali si basa tale valutazione; 4. il riferimento preciso alla clausola contrattuale applicata e le ragioni per cui il fermaporta verrebbe considerato una parte esclusa dalla copertura. In mancanza di un'adeguata motivazione tecnica, ritengo il diniego non sufficientemente giustificato e mi riservo di tutelare i miei diritti nelle sedi competenti, chiedendo altresì il rimborso dell'importo che ho corrisposto con espressa riserva di ripetizione. Resto in attesa di un vostro cortese riscontro scritto. Distinti saluti. Balducci Giuseppe Via Edison 32 60027 Osimo AN

In lavorazione
C. S.
24/09/2026

Gofo pacco risulta consegnato ma mai arrivato

Il giorno 18/09/2026 il pacco GFIT26251197574216 risulta consegnato al mio indirizzo, ma in realtà non ho ricevuto nulla pur trovandomi quel giorno a casa. Ho chiamato l'operatore e mi indica che dalle foto il pacco risulta consegnato. Nella foto non è presente nessun pacco e si vede solo il mio numero civico dalla strada, non è una procedura corretta. Nessuno mi ha bussato o entrato nella mia proprietà per lasciare pacchi! Queste foto sono assolutamente inattendibili secondo la legge e mi meraviglio di come la Gofo Italy ne faccia uso, questo per me la dice lunga sul loro operato visto che ho riscontrato lo stesso problema con altri privati. La mia richiesta è sempre quella di recuperare il mio pacco GFIT26251197574216 Grazie.

In lavorazione

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