Bacheca dei reclami
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Segnalazione pratica bancaria – addebito canone carta Superflash non comunicato
mi rivolgo a Voi per segnalare una pratica bancaria che ritengo scorretta e non conforme alla normativa di trasparenza, posta in essere da Intesa Sanpaolo S.p.A. in relazione a una carta prepagata Superflash. Ho sottoscritto la carta nel 2017.Nel contratto e nel set informativo era previsto che il canone fosse gratuito fino al compimento dei 26 anni, senza alcuna indicazione dell’importo del canone applicabile successivamente.All’epoca della sottoscrizione, il canone annuo della carta Superflash era pari a € 9,90. In data 15 gennaio 2026 mi è stato addebitato € 26,90 con causale “Quote carte Superflash”, importo che corrisponde alle nuove condizioni economiche introdotte dalla banca nel 2025, mai da me accettate. Preciso che: non ho mai ricevuto alcuna comunicazione preventiva di modifica delle condizioni economiche; non ho ricevuto avvisi tramite app, email o posta; il documento informativo che indica il canone di € 26,90 mi è stato trasmesso solo dopo il mio reclamo; la banca ha giustificato l’addebito affermando che il canone era indicato in un Foglio Informativo pubblicato sul sito, senza fornire prova di comunicazione individuale. A fronte del mio reclamo scritto, Intesa Sanpaolo ha negato il rimborso senza dimostrare l’avvenuta comunicazione preventiva della modifica contrattuale né la mia accettazione. Ritengo che l’addebito sia illegittimo in quanto: non previsto dal contratto originario; applicato senza valida modifica unilaterale comunicata; contrario ai principi di trasparenza e correttezza nei rapporti banca–cliente. Con la presente chiedo a Altroconsumo di: valutare la correttezza della condotta dell’istituto; verificare se si tratti di una pratica diffusa anche verso altri clienti; indicarmi eventuali ulteriori tutele o iniziative collettive attivabili. Resto a disposizione per fornire tutta la documentazione in mio possesso. Cordiali saluti
Comportamento dubbio…
Ho richiesto un preventivo per l’assicurazione auto in data21/01/2026. I preventivi che apparivano erano di importo differente, pertanto sceglievo il più conveniente. Sul sito della compagnia veniva riportata una tempistica di due giorni per ricevere la conferma e procedere all’acquisto. A distanza di quasi dieci giorni non ho ottenuto nulla, nonostante i ripetuti solleciti sia attraverso posta elettronica che telefono. La documentazione richiesta è enorme e fuori da ogni logica e nessun altra compagnia richiede talr imponente documentazione. Sorge un dubbio… l’assenza di risposta e della conferma del preventivo a cosa è dovuto, visto che la cospicua documentazione risulta essere perfettamente in regola?Come mai il preventivo più conveniente non viene confermato e la compagnia prende tempo senza fornire risposte e spiegazioni? Se avessi mostrato interesse per il preventivo più alto, la compagnia avrebbe risposto subito? È normale per una compagnia assicurativa degna di tale nome, non rispondere alle istanze del consumatore? Ho provveduto ad inviare segnalazione ad IVASS per comportamento commerciale scorretto, mi auguro che effettuino i controlli ed adottino eventualmente i provvedimenti del caso.
Pratica scorretta
Reclamo formale contro GoBravo / Reparadora RTD Italia S.r.l. Mi rivolgo ad Altroconsumo per segnalare una condotta che ritengo gravemente scorretta e potenzialmente ingannevole, posta in essere dalla società Reparadora RTD Italia S.r.l. (operante con il marchio GoBravo), e per ricevere supporto prima di procedere per vie legali. In data 18 giugno 2025 ho sottoscritto un contratto con GoBravo per un servizio di negoziazione e ristrutturazione dei debiti. In fase precontrattuale, il servizio mi è stato presentato come concretamente orientato alla riduzione dell’indebitamento, con una comunicazione rassicurante e focalizzata sull’aiuto e sul supporto al consumatore in difficoltà finanziaria. Fatti principali • Ho versato 759,00 € come prima rata e 643,47 € per ciascuno dei successivi 7 mesi, per un totale complessivo di 5.263,29 €. • Dopo 8 mesi di rapporto contrattuale, non è stato concluso alcun accordo con i creditori. • Le somme versate sono state in larga parte assorbite da commissioni, costi fissi e oneri, senza che io abbia ottenuto alcun risultato concreto o beneficio misurabile. • In fase di recesso non ho mai ricevuto una risposta chiara e formale in merito all’eventuale rimborso delle somme versate. Le uniche comunicazioni ricevute sono state messaggi vocali generici e non tracciabili, privi di indicazioni precise. Nonostante l’invio di una PEC formale, alla data odierna non ho ricevuto alcun riscontro scritto né alcun rimborso. Profili di criticità Ritengo che il comportamento della società presenti seri e rilevanti profili di scorrettezza, in particolare: 1. Squilibrio contrattuale significativo Il contratto consente alla società di trattenere importi elevati anche in totale assenza di risultati, trasferendo l’intero rischio economico sul consumatore, già in una condizione di vulnerabilità finanziaria. 2. Insufficiente trasparenza nella fase precontrattuale L’effettivo impatto economico delle commissioni e la concreta possibilità di sostenere costi molto rilevanti senza ottenere alcun risultato non sono stati rappresentati in modo chiaro, completo e comprensibile prima della sottoscrizione. 3. Struttura dei costi potenzialmente ingannevole Il modello economico appare strutturato in modo tale da assorbire la maggior parte delle somme nei primi mesi, indipendentemente dall’effettivo avanzamento o dall’esito del servizio, rendendo di fatto il recesso estremamente oneroso per il consumatore. 4. Gestione del recesso e delle comunicazioni non trasparente L’assenza di risposte scritte, chiare e tracciabili, nonché il mancato riscontro a una comunicazione formale via PEC, rappresentano a mio avviso un comportamento non conforme ai doveri di correttezza, trasparenza e buona fede nei rapporti con il consumatore. 5. Pratica potenzialmente aggressiva verso soggetti finanziariamente fragili Il servizio è rivolto a persone in difficoltà economica, ma la struttura contrattuale e gestionale rischia di aggravare ulteriormente la loro situazione, anziché migliorarla. Richiesta Chiedo ad Altroconsumo di: • valutare se la condotta descritta integri una pratica commerciale scorretta o ingannevole; • supportarmi nella richiesta di restituzione delle somme versate, in considerazione dell’assenza di risultati concreti e della gestione non trasparente del recesso; • valutare l’opportunità di una segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM). Preciso che la presente segnalazione viene presentata prima di adire formalmente alle vie legali, che mi riservo espressamente di intraprendere qualora la situazione non trovi una soluzione adeguata e tempestiva. Resto a disposizione per fornire tutta la documentazione contrattuale, le prove dei pagamenti effettuati, copia della PEC inviata e l’eventuale cronologia delle comunicazioni intercorse.
Problema con la chiusura del CC
Buongiorno, Ho richiesto la cessazione del mio CC con singola intestazione il 2 Agosto 2025 tramite la PEC marzia.corarelli@pec.opi.roma.it ed ho ricevuto l'avvenuta ricezione di conseguenza. Da quel giorno non ho più avuto notizie. Il numero verde di Bnl non sa darmi informazioni sul perche la pratica sia bloccata, mi hanno dato almeno 4 o 5 appuntamenti telefonici ma non sono mai stato contattato, e nel frattempo io pago il canone mensile su quel conto totalmente inutilizato (anche perché in corrispondenza della richiesta di chiusura di quel conto ne ho aperto un altro con la mia compagnia sempre con Bnl). Non ho intenzione di pagare il canone visto che la banca è ben oltre i tempi scritti per la chiusura del conto e non fornisce informazioni su cosa fare e perché. Grazie
problema con conto trade republic
Buongiorno spettabile Altroconsumo; Segnalo che la carta virtuale associata al mio conto italiano Trade Republic da questa mattina risulta bloccata e non è al momento possibile neanche inviare bonifici dall'APP; inoltre la chat non risulta attiva in APP ; ho inviato una email all'indirizzo "service-it@traderepublic.com" ma mi rimandano alla chat sull'APP che non è attiva. Chiedo cortesemente il vostro supporto al fine di poter recuperare il controllo del mio conto e carta. Grazie per l'attenzione, cordiali saluti, G.S.
RICORSO VOSTRA DECISIONE PRATICA PP-R-RNV-613660405
RICORSO VOSTRA DECISIONE PRATICA PP-R-RNV-613660405 Sono vostro cliente da anni e sono molto deluso dalla vostra decisione di chiudere la pratica in oggetto a favore del venditore pdf converter guru Basta fare una ricerca su internet per verificare quante persone sono cadute in pratiche scorrette dell'azienda Nel mio caso a fronte di una addebito di euro 0,99 mi sono ritrovato un addebito di 49,99 una settimana dopo (scritte piccolissime in inglese in una mail ingannevole e poco chiara) Ma la cosa più grave è che il loro servizio non funziona! NOTA BENE: PER LEGGE L'UNIONE EUROPEA DA 14 GIORNI DI TEMPO PER DISDETTA E L'AZIENDA PDF GURU A CUI AVETE DATO RAGIONE NON RISPETTA IL REGOLAMENTO DA LORO STESSI FATTO: Note for the EU residents If you are an EU user, you have a period of 14 days to withdraw from a contract, without giving any reason, and without incurring any costs. Ho provato ad utilizzarlo e ogni volta risulta errore pertanto è tutto inutile!! Vi chiedo di rivedere la vostra decisione e riavere il rimborso di euro 49,99 fabio savoldelli
Rimborso non effettuato
Vi contatto nuovamente per presentare formale reclamo in merito a un addebito duplicato di € 6,65, già da me segnalato più volte, e per la totale assenza di assistenza da parte del vostro servizio clienti. Nello specifico, risultano due addebiti identici di € 6,65 relativi alla stessa operazione, come chiaramente visibile dall’estratto conto. Si tratta pertanto di un doppio addebito non dovuto, che deve essere rimborsato. Preciso inoltre di aver seguito scrupolosamente le vostre indicazioni, tentando di contattarvi ripetutamente al numero da voi fornito. Ho effettuato numerose chiamate in diversi giorni, attendendo ogni volta i tempi indicati (sei minuti), senza mai riuscire a parlare con un operatore. La situazione va avanti da giorni ed è diventata oggettivamente insostenibile. Ritengo inaccettabile che, a fronte di un errore evidente, il cliente non riesca ad ottenere alcuna assistenza né una soluzione concreta. Alla luce di quanto sopra, chiedo l’immediato rimborso dell’importo di € 6,65 relativo all’addebito duplicato, nonché un riscontro scritto e risolutivo alla presente comunicazione. In mancanza di risposta o di rimborso, mi vedrò costretta a tutelarmi nelle sedi opportune, anche tramite reclamo formale presso le autorità competenti e le associazioni di tutela dei consumatori, cosa che vorrei sinceramente evitare.
Rimborso
Desidero segnalare il comportamento di PayPal in relazione a una controversia aperta per il rimborso di due biglietti Ryanair, per un importo complessivo di € 93,04 (€ 58,80 + € 34,24). Ho fornito a Ryanair, con ampio anticipo rispetto alla data del volo, una prova documentale concreta, consistente in una e-mail ufficiale inviata da una struttura ospedaliera, che attestava la necessità di sottopormi a una visita medica urgente a seguito di accertamenti clinici rilevanti. Tale comunicazione dimostrava in modo chiaro l’impossibilità oggettiva a viaggiare per motivi di salute. Nonostante ciò, PayPal ha deciso di dare ragione al venditore, sostenendo di fatto che la documentazione fornita non fosse sufficiente, implicitamente pretendendo l’invio di ulteriore documentazione sanitaria dettagliata (es. certificati o referti medici). Ritengo questo comportamento gravemente lesivo dei diritti del consumatore, in quanto: nessun cliente è obbligato a trasmettere dati sanitari sensibili a soggetti privati come compagnie aeree o intermediari di pagamento;, i dati relativi alla salute rientrano tra le categorie particolari di dati personali, tutelate dal Regolamento UE 2016/679 (GDPR);, la prova fornita era idonea, verificabile e proporzionata allo scopo, ossia dimostrare l’impossibilità a usufruire del servizio., La richiesta implicita di ulteriore documentazione medica, oltre a essere sproporzionata, espone il consumatore a una compressione ingiustificata del diritto alla riservatezza, profilo che potrebbe rilevare anche sotto il profilo del Garante per la protezione dei dati personali. Il servizio non è stato fruito per causa di forza maggiore non imputabile alla mia volontà, e PayPal, anziché garantire la tutela dell’acquirente, ha confermato due volte la posizione del venditore, senza una valutazione adeguata del contesto sanitario. Chiedo pertanto l’intervento di Altroconsumo affinché venga riconosciuto il rimborso integrale dell’importo di € 93,04 e venga valutata la condotta di PayPal sotto il profilo della corretta tutela del consumatore, soprattutto nei casi che coinvolgono motivi di salute.
Richiesta di assistenza per presentazione insinuazione al passivo FWU
Nel 2019 ho sottoscritto una polizza vita con FWU LIFE INSURANCE (ForwardYou), n. 5101520025944 FORWARD Quant MR Ad Agosto 2025 è stata avviata la liquidazione coatta della compagnia. Ho ricevuto la dichiarazione di credito precompilata dal liquidatore, ma non sono d'accordo sulla cifra che intendono risarcirmi quindi avrei bisogno di assistenza per verificare il capitale, compilare e inviare la dichiarazione entro i termini, e tutelare i miei diritti di creditore.
Restiruzione rate versate per recesso contratto per grave inadempienza
Resoconto Dettagliato e Cronologico della Vertenza con Reparadora RTD Italia S.r.l. (Go Bravo) Dati del Contratto: Titolare: Io sottoscritto (Fabio Schiesaro, C.F. SCHFBA82T28H620N) Azienda: Reparadora RTD Contratto: n. UIT1338863 del 12 Maggio 2025 Somma versata: € 2.052,54 (7 rate da € 293,22, giugno 2025 - gennaio 2026) Credito interessato: Findomestic S.p.A. Somma richiesta a rimborso (saldo): € 1.766,54 Cronologia degli Eventi Chiave e Inadempimenti: (1) Maggio 2025 – Gennaio 2026 (Inerzia Totale): Dalla firma del contratto ad oggi, per un periodo di ben 8 mesi, la società non ha mai intrapreso alcuna azione negoziale concreta nei miei confronti di Findomestic S.p.A., limitandosi a incassare le mie rate mensili senza fornire il servizio promesso. (2) 17 Novembre 2025: Ho trasmesso a Go Bravo (tramite raccomandata di Findomestic) la comunicazione di decadenza del beneficio del termine. Tale documento rappresentava un’urgenza critica: nonostante la gravità della situazione, Go Bravo ha continuato a non agire, venendo meno ai propri doveri di consulenza e tutela. (3) 21 Novembre 2025: Ho trasmesso ulteriore comunicazione di Findomestic che preannunciava la cessione del credito a terzi, sollecitando nuovamente un intervento risolutivo che non è mai avvenuto. (4) 13 Gennaio 2026 (Prova Audio): In una conversazione registrata in mio possesso, un operatore Go Bravo ha ammesso esplicitamente l'inerzia ("mi ero perso") e ha risposto in malo modo e in tono pretestuoso, sostenendo che per poter lavorare serviva quel documento cruciale. Quando ho ri-allegato il documento in tempo reale, dimostrando che lo avevano già da mesi, sono rimasti spiazzati e senza argomenti. (5) 16 Gennaio 2026: Ho inviato la FORMALE DIFFIDA E COMUNICAZIONE DI RISOLUZIONE CONTRATTUALE via PEC, ai sensi dell'Art. 1453 C.C., richiedendo il rimborso integrale, stante l'assenza totale di prestazioni professionali a fronte dei pagamenti ricevuti. 6) 19 Gennaio 2026: Go Bravo ha effettuato un bonifico parziale "silenzioso" di soli € 286,00. Lo stesso giorno, ho inviato una PEC formale di rifiuto totale di tale somma, intimando il versamento dell'intero importo richiesto (€ 2.052,54) entro i termini originari (7) 26 Gennaio 2026: Ho inviato l'ultima diffida con AGCM in copia conoscenza, ad oggi (28 gennaio 2026) rimasta senza alcun riscontro da parte della società, che non ha completato il rimborso. Punti di forza del reclamo (per Altroconsumo): Assenza di Controprestazione: Per 8 mesi ho pagato puntualmente senza che la società muovesse un solo passo verso la banca. Gravità del Danno: L'inerzia di Go Bravo ha causato la perdita della possibilità di negoziare con il creditore originario, portando alla decadenza del termine. Condotta non Professionale: L'ammissione vocale di "essersi persi la pratica", l'atteggiamento aggressivo e il palese stato di disorganizzazione interna configurano una violazione dei doveri di diligenza (Art. 1176 C.C.). Risoluzione Legittima: Il contratto è da considerarsi risolto di diritto per grave inadempimento della controparte (Art. 1453 C.C.), rendendo illegittima qualsiasi loro pretesa futura. Mancanza di Trasparenza: Il rimborso parziale non motivato e l'assenza di comunicazioni scritte via PEC confermano la mala fede contrattuale. Data la totale inerzia e le palesi scorrettezze, richiedo l'intervento di Altroconsumo per ottenere l'integrale restituzione delle somme versate, prima di procedere con la mediazione obbligatoria e l'azione legale formale.
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