Bacheca dei reclami
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Mancata applicazione della garanzia e richiesta di sostituzione del componente difettoso.
Spett.le SCAVOLINI Con la presente desidero formalizzare un reclamo per il mancato riconoscimento della garanzia relativa alla cucina Scavolini da me acquistata presso LM Service SRLS, per un importo complessivo di 10.000,00 euro. Di seguito i riferimenti dell’acquisto: • Rivenditore: LM Service SRLS, Via Livornese Est 194, 56035 Perignano (PI). • Importo della cucina: € 10.000,00. • Fattura: n. 134/A del 28/04/2026. • Data di montaggio: 11/05/2026. • Data di prima segnalazione della crepa: 26/09/2026. A distanza di soli quattro mesi circa dal montaggio, ho riscontrato una crepa su un componente della cucina, difetto che ho prontamente segnalato e per il quale ho effettuato diverse comunicazioni, nella speranza di ottenere un intervento risolutivo. Nonostante le ripetute segnalazioni, mi è stata negata la sostituzione del componente, motivando il rifiuto con una presunta esposizione all’acqua. Ritengo tale giustificazione del tutto insufficiente e non supportata da una reale verifica delle cause del difetto. La crepa interessa un pensile della cucina situato dietro il piano cottura e in prossimità del lavandino. La semplice vicinanza a una fonte d’acqua non costituisce una prova che il danno sia stato causato da un contatto diretto con l’acqua, né può giustificare automaticamente il mancato riconoscimento della garanzia. Vorrei sottolineare che ho sostenuto una spesa di ben 10.000 euro per l’acquisto di una cucina di un marchio importante come Scavolini, confidando nella qualità dei materiali, nella solidità della produzione e nella durata del prodotto nel tempo. Trovo pertanto inaccettabile che, dopo appena quattro mesi dall’installazione, si manifesti un difetto di questo tipo e che, nonostante le ripetute segnalazioni, la risposta ricevuta sia un semplice rifiuto basato su una supposizione, senza una documentata verifica tecnica delle effettive cause. Ricordo che, ai sensi degli articoli 128 e seguenti del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), il consumatore ha diritto alla garanzia legale di conformità. Per i difetti manifestatisi entro il primo anno dalla consegna opera inoltre la presunzione prevista dalla legge, salvo prova contraria. Alla luce di quanto sopra, CHIEDO FORMALMENTE: 1. La riapertura immediata della pratica di garanzia e una nuova valutazione del difetto riscontrato. 2. Una verifica tecnica concreta e documentata delle cause della crepa. 3. La sostituzione gratuita del componente difettoso, qualora ne ricorrano i presupposti di legge. 4. Una risposta scritta, dettagliata e adeguatamente motivata qualora intendiate confermare il rifiuto della garanzia. Desidero precisare che non intendo accettare una risposta generica basata sulla presunta presenza di acqua, senza alcuna prova oggettiva che dimostri un utilizzo improprio o una causa di esclusione della garanzia. Mi aspetto che un’azienda come Scavolini, insieme al proprio rivenditore, si assuma le proprie responsabilità e garantisca un’adeguata assistenza post-vendita, soprattutto a fronte di una spesa importante e di un difetto comparso dopo un periodo così breve. In assenza di un riscontro concreto e di una soluzione soddisfacente, mi riservo di procedere attraverso le opportune sedi di tutela dei consumatori e di intraprendere ogni iniziativa necessaria per far valere i miei diritti. La presente costituisce formale contestazione del mancato riconoscimento della garanzia. In attesa di un vostro sollecito riscontro scritto, porgo distinti saluti.
Mancata erogazione 10 euro e servizio clienti inesistente
Spett.le Altroconsumo e Servizio Clienti Q8, Invio formale reclamo per una mancata erogazione totale di € 10,00 in data 29/10/2026 alle ore 11:50 presso la stazione Q8 easy di Sasso Marconi (Viale Kennedy). La colonnina automatica ha trattenuto i contanti senza erogare il gasolio e senza rilasciare lo scontrino di credito. Ho provato ripetutamente a contattare l'assistenza telefonica locale e il numero verde, oltre ai canali social ufficiali (Instagram), ma nessuno risponde e il servizio clienti si sta dimostrando totalmente inesistente. Chiedo la verifica urgente dei log della colonnina nell'orario indicato e il rimborso immediato della cifra trattenuta indebitamente. In difetto, provvederò a sporgere formale denuncia alla Guardia di Finanza. Cordiali saluti, Gjelbrim Sallaj
Mancata risposta ai reclami e richiesta di risoluzione finanziamento auto
Oggetto: Reclamo formale per mancata gestione delle richieste, assenza di riscontri e contestazione delle modalità di estinzione del finanziamento auto Con il presente reclamo intendo segnalare il comportamento di FCA Bank, oggi CA Auto Bank, in relazione al contratto di finanziamento automobilistico n. 5000598711, sottoscritto il 10 marzo 2023 per l’acquisto di una DR4. Da circa cinque mesi sto tentando di trovare una soluzione concordata per l’estinzione anticipata del finanziamento, senza ottenere risposte concrete e risolutive da parte dell’istituto. Ho inizialmente richiesto una rinegoziazione delle condizioni contrattuali, senza ricevere un riscontro adeguato. Successivamente, il 29 settembre 2026, ho formalizzato la mia disponibilità alla restituzione del veicolo, anche mediante procura notarile, chiedendo alla finanziaria di valutare una soluzione concordata per la chiusura della posizione. L’8 ottobre ho richiesto il conteggio estintivo, dal quale è emerso un debito residuo di circa 15.000 euro, a fronte di un valore commerciale dell’automobile stimato in circa 13.900 euro. Il 18 ottobre ho inoltrato un’ulteriore contestazione formale, evidenziando l’assenza di soluzioni e chiedendo alternativamente il ritiro del veicolo a saldo e stralcio oppure l’autorizzazione alla vendita privata, finalizzata all’estinzione del finanziamento. Anche questa comunicazione è rimasta priva di riscontro risolutivo. Il 28 ottobre 2026 ho trasmesso un’ulteriore PEC di diffida, coinvolgendo anche Adiconsum, alla quale ho inoltrato separatamente la documentazione relativa alla controversia. Tutte le PEC inviate alla finanziaria risultano regolarmente consegnate. Ritengo particolarmente grave che, a fronte delle mie ripetute richieste di confronto e della disponibilità a individuare una soluzione, la società non abbia fornito risposte concrete, mentre il recupero crediti ha continuato a sollecitare i pagamenti, arrivando a contattare anche mia madre, garante del finanziamento. Preciso che non sto cercando di sottrarmi alle mie obbligazioni contrattuali. Al contrario, sto chiedendo da mesi di poter definire la posizione attraverso una soluzione economicamente sostenibile e concordata. Segnalo inoltre di aver richiesto chiarimenti sulle coperture assicurative accessorie collegate al finanziamento, alcune delle quali risultano scadute dopo tre anni, senza ottenere un prospetto sufficientemente dettagliato degli importi eventualmente ancora dovuti o rimborsabili. Chiedo pertanto: 1. Un riscontro scritto e motivato a tutte le richieste e contestazioni già formalmente presentate. 2. La valutazione di una restituzione concordata del veicolo con definizione a saldo e stralcio della posizione. 3. In alternativa, l’indicazione delle condizioni per procedere alla vendita privata del veicolo e alla contestuale estinzione del finanziamento. 4. Un conteggio estintivo analitico, comprensivo delle singole voci di costo e della verifica degli eventuali rimborsi relativi alle coperture assicurative. 5. Chiarimenti sulle modalità di gestione della pratica da parte del recupero crediti e sui contatti effettuati nei confronti del garante. 6. L’apertura di un confronto concreto per individuare una soluzione definitiva alla controversia. Ritengo inaccettabile che un consumatore che manifesta ripetutamente la volontà di risolvere una posizione debitoria debba ricorrere a numerose comunicazioni formali e al coinvolgimento di associazioni di tutela per ottenere un’interlocuzione effettiva. Chiedo pertanto l’intervento di Altroconsumo affinché la vicenda venga esaminata e la finanziaria fornisca finalmente risposte puntuali e una proposta concreta. Mi riservo, in assenza di riscontro, di valutare il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario e ogni ulteriore iniziativa consentita a tutela dei miei diritti. Resto disponibile a produrre il contratto di finanziamento, le PEC trasmesse, le relative ricevute di consegna e tutta la documentazione comprovante quanto esposto.
App diventata a pagamento
Gentile Redazione di Altroconsumo, desidero sottoporre alla Vostra attenzione una situazione che ritengo estremamente grave e potenzialmente lesiva dei diritti dei consumatori, riguardante la società Airzone e il servizio di controllo degli impianti di climatizzazione tramite applicazione mobile. Al momento dell'acquisto del prodotto Airzone, il controllo remoto del condizionatore tramite app veniva presentato come una funzionalità integrante del sistema e compresa nel prezzo pagato. In nessuna fase dell'acquisto, né nella documentazione commerciale disponibile all'epoca, risultava indicata la possibilità che tale servizio potesse successivamente diventare a pagamento o essere subordinato al versamento di un canone periodico. Con estrema sorpresa e indignazione, mi sono trovato oggi nella situazione in cui Airzone ha deciso unilateralmente di richiedere un pagamento per continuare a usufruire di una funzionalità che era stata determinante nella scelta del prodotto e che era inclusa nell'offerta originaria. Ritengo tale comportamento profondamente scorretto nei confronti dei consumatori. Chi ha acquistato il sistema lo ha fatto sulla base di caratteristiche e funzionalità ben precise; modificare successivamente le condizioni economiche significa, di fatto, ridurre il valore del bene acquistato e costringere il cliente a sostenere costi non previsti né preventivamente comunicati. Una simile pratica appare particolarmente discutibile perché trasferisce sul consumatore il peso di una decisione commerciale presa dopo la vendita, alterando unilateralmente il rapporto contrattuale. Se Airzone avesse dichiarato fin dall'inizio che il servizio sarebbe stato soggetto a un abbonamento o a futuri costi aggiuntivi, molti clienti – me compreso – avrebbero probabilmente valutato diversamente l'acquisto. Chiedo pertanto che Altroconsumo valuti la possibilità di approfondire la questione, verificando l'eventuale presenza di una pratica commerciale scorretta e prendendo in considerazione tutte le iniziative ritenute opportune a tutela dei consumatori coinvolti, inclusa l'eventuale promozione di un'azione collettiva qualora emergano i presupposti necessari. Ritengo inoltre che Airzone debba ripristinare gratuitamente il servizio per tutti i clienti che hanno acquistato il prodotto quando tale funzionalità era inclusa, mantenendo inalterate le condizioni promesse al momento della vendita e rispettando le aspettative legittimamente maturate dagli acquirenti. Resto a disposizione per fornire documentazione, prove d'acquisto e qualsiasi ulteriore informazione utile alla valutazione del caso. Cordiali saluti.
ADDEBITO INGIUSTIFICATO
Buongiorno, ho precedentemente aperto un reclamo per un addebito di danni mai arrecati e completamente inventato nonostante le prove da me fornite che attestano l'integrità della macchina al momento della riconsegna. A distanza di mesi mi è stata addebitata una nuova somma di circa 41,55€ senza alcuna giustificazione e alcuna fattura. Nonostante la mia richiesta di chiarimento, non mi è stata data alcuna risposta, il che lo trovo altamente scorretto e denunciabile attraverso le autorità competenti. Chiedo immediatamente una risposta circa la motivazione di questo ulteriore addebito COMPLETAMENTE immotivato. Ho già aperto una controversia bancaria e non mi fermerò qui, perché la situazione è molto grave! Ho indicato un numero fattura, ma si riferisce al primo addebito avvenuto il 3 agosto! Di questo ulteriore addebito non ho ricevuto nè fattura nè giustificazione, un addebito completamente ILLECITO.
Mancato rimborso dopo 90 giorni
OGGETTO: Mancato rimborso Alien Sound Festival – TicketOne e Live Vision S.r.l.s. – €125,00 non restituiti Desidero segnalare un problema relativo al mancato rimborso di due biglietti acquistati tramite TicketOne per l’Alien Sound Festival di Napoli, evento relativo all’esibizione di Ozuna. In seguito alla richiesta di rimborso, TicketOne mi ha confermato ufficialmente in data 02/08/2026 la presa in carico di entrambe le pratiche. L’importo complessivo da restituire è pari a 125,00 €. Nella comunicazione del 2 agosto TicketOne indicava che l’evasione delle pratiche avrebbe potuto richiedere fino a 60 giorni. Nonostante siano trascorsi tre mesi, non ho ancora ricevuto alcun rimborso. In data 14/10/2026 ho ricevuto un’ulteriore comunicazione da TicketOne, nella quale mi veniva spiegato che l’organizzatore Live Vision S.r.l.s. era in attesa dell’esito di una pratica assicurativa e che stava cercando di anticipare le operazioni di rimborso entro la fine di ottobre. Ad oggi non ho ricevuto né i 125,00 € né una data certa per l’accredito. Ritengo ingiusto che il consumatore debba sostenere le conseguenze di questioni assicurative e amministrative tra organizzatore e intermediario, dopo aver già atteso così a lungo. Ho già atteso tre mesi e ricevuto comunicazioni che non hanno portato ad alcuna soluzione concreta. Chiedo pertanto l’intervento di Altroconsumo per: 1. Verificare la correttezza della gestione delle due pratiche di rimborso. 2. Sollecitare TicketOne e Live Vision S.r.l.s. alla restituzione dei 125,00 €. 3. Ottenere una risposta ufficiale e una data certa per il pagamento. 4. Verificare quali ulteriori strumenti di tutela posso utilizzare per recuperare le somme spettanti. Sono disponibile a fornire tutte le conferme di acquisto, le comunicazioni ricevute e la documentazione relativa alle richieste di rimborso. Chiedo un aiuto concreto per risolvere questa situazione che si trascina ormai da troppo tempo. Cordiali saluti.
Non emettono rimborso
Salve sono Andrea ho comprato su Amazon tramite questa azienda un tablet ho richiesto reso e quindi rimborso Loro hanno ricevuto il reso ma non vogliono emettere rimborso Spero avró il mio rimborso altrimenti inizierò con le dovute denuncie e tutti i mass media Invio foto dell ordine Amazon Saluti
Richiesta risarcimento danni economico ex Art. 82 GDPR - 3.500,00€
OGGETTO: RECLAMO FORMALE E RICHIESTA ESCLUSIVA DI RISARCIMENTO DANNI ECONOMICO EX ART. 82 GDPR E RESPONSABILITÀ CIVILE - VIRGIN ACTIVE ITALIA S.P.A. (CLUB BARANZATE) Il sottoscritto Kamel Abdelrahman Ahmed Kamel Ahmed presenta il presente reclamo tramite Altroconsumo al solo ed esclusivo fine di ottenere un risarcimento economico diretto da parte di Virgin Active Italia S.p.A. A seguito dell'aggressione fisica subita all'interno del club Virgin Active di Baranzate e delle formali richieste di preservazione delle immagini di videosorveglianza, la Società e il Data Protection Officer (DPO) hanno risposto con un totale silenzio, venendo meno ai propri doveri di tutela e violando gravemente il principio di accountability e conservazione dei dati (Art. 5 GDPR), compromettendo la tutela del sottoscritto in sede giudiziaria. Si evidenzia che per tali fatti sono già stati depositati formali esposti e denunce presso l'Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza e il Garante per la Protezione dei Dati Personali. RICHIESTA ECONOMICA FORMALE E VINCOLANTE: Si precisa fermamente che la semplice risoluzione del contratto o l'annullamento delle rate NON costituiscono in alcun modo una soluzione accettabile della controversia, essendo atti dovuti per inadempimento della Società. Tramite Altroconsumo si richiede formalmente a Virgin Active Italia S.p.A.: 1. Il versamento di un risarcimento economico pari a 3.500,00 € per i danni fisici, morali e per la gravissima violazione dei diritti in materia di protezione dei dati personali (ex Art. 82 GDPR). 2. Il rimborso integrale di tutte le quote associative versate dal sottoscritto fino ad oggi. Si precisa che la presente controversia verrà ritenuta risolta ed archiviata ESCLUSIVAMENTE a fronte della formulazione di una concreta proposta risarcitoria economica e del relativo effettivo versamento.
Coop Sirmione / SAIT: chi ha incaricato Parkdepot per il parcheggio?
Spett.le COOP Trentino Alto-Adige / SAIT – Consorzio delle Cooperative di Consumo Trentine Soc. Coop., Il punto vendita Coop di Piazza Unità d’Italia 11, Sirmione, figura sul vostro sito. Parkdepot pretende una penale per l’area antistante la vostra insegna. I consumatori devono sapere chi ne stabilisce le regole, chi ha incaricato Parkdepot e quale ruolo svolgono SAIT e il negozio. Chiedo di chiarirlo e di assumere le iniziative che vi competono. Il 19 agosto 2026 vi è stata consegnata via PEC, insieme a Parkdepot, la contestazione della richiesta iniziale di 54 euro: domandavo chi gestisse l’area, quali regole vigessero e quali fossero gli orari del negozio. SAIT non ha risposto. Ho anche esercitato i diritti GDPR nei confronti di Parkdepot; la società non ha risposto entro il mese previsto dall’art. 12, par. 3, GDPR, né comunicato una proroga motivata. Sono invece arrivati per posta ordinaria due solleciti: 59 euro il 10 settembre e 62 euro il 9 ottobre. Il 29 ottobre ho reiterato la contestazione e ho segnalato all’AGCM le modalità commerciali adottate. È una pretesa contrattuale privata, non una multa della polizia. Sono l’intestataria destinataria delle lettere: non ammetto chi guidasse, la conclusione di un contratto o la debenza della somma. Chi pretende il pagamento deve provarne i presupposti (art. 2697 c.c.), senza sostituire le prove con solleciti e maggiorazioni. ORARI DOMENICALI: SAIT DOCUMENTI COSA ACCADDE IL 26 LUGLIO Il vostro sito indica oggi per la domenica l’orario 08:30–13:00. Parkdepot colloca la presunta permanenza del veicolo domenica 26 luglio 2026 tra le 13:04 e le 17:45: una fascia successiva all’attuale orario di chiusura. Gli orari pubblicati oggi non provano quelli del 26 luglio. Documentate quindi l’orario effettivo del negozio in quella data e ogni eventuale apertura straordinaria. Se era chiuso, quale rotazione dei clienti Coop giustificava il limite di 60 minuti e la penale di 54 euro? Quali altri esercizi erano serviti dagli stalli e con quali orari? Chi avrebbe subito la “potenziale perdita di clientela” invocata? CHI HA INCARICATO PARKDEPOT? Parkdepot afferma di essere autorizzata dal proprietario dell’area, senza identificarlo. Indicate chi possedeva e gestiva l’area il 26 luglio, chi ha firmato l’incarico, quale rapporto aveva con SAIT e il negozio, chi ha approvato limite, penale e lettura targhe, chi incassa e chi beneficia del sistema. Se SAIT è estranea, dichiaratelo e identificate il responsabile. Se SAIT o il gestore del punto vendita ha incaricato Parkdepot, approvato o beneficiato del sistema, intervenite per annullare la pratica e rivedere la gestione. UN CONTRATTO NON SI PROVA CON IL SOLO TRANSITO L’area appare continua con la piazza. Le vedute Google Maps del 2025 documentano la conformazione, non lo stato dei cartelli il 26 luglio 2026. Chiedo foto datate degli accessi, planimetria, telecamere, dimensioni e testo dei cartelli e condizioni allora vigenti, dal punto di vista di chi arriva. Un cartello qualsiasi non prova che fossero leggibili prima dell’ingresso natura privata, limite, 54 euro e lettura della targa. Gli artt. 1336 e 1341 c.c. rendono decisiva la conoscibilità di offerta e condizioni generali. Quali verifiche avete fatto sulla segnaletica presso la vostra insegna? Gli orari trascritti in una lettera non provano da soli controparte, contratto o debito. Chiedo immagini, informazioni tecniche e titolo per esigere la somma. L’art. 1382 c.c. presuppone una penale validamente pattuita; l’art. 1384 c.c. consente di ridurla se manifestamente eccessiva. L’art. 33, comma 2, lett. f), del Codice del consumo presume vessatoria, fino a prova contraria, una penale manifestamente eccessiva. Perché 54 euro in quella fascia domenicale? Quali clausole e costi documentati giustificano i successivi 5 e 3 euro? SAIT chieda queste prove. PRESSIONI, SILENZIO E DIRITTO A CONTESTARE Dopo la PEC, Parkdepot ha inviato “primo avviso” e “secondo sollecito”, aumentando la cifra e prospettando ulteriori costi senza rispondere ai punti contestati. La posta ordinaria non annulla la pretesa, ma non certifica consegna e data; la mia PEC è documentata. Nelle lettere la PEC di Parkdepot non era indicata: l’ho cercata io. Telefono e portale esistono, ma non giustificano il silenzio. Il richiamo alla “mora”, le maggiorazioni e le possibili spese giudiziarie possono indurre a pagare per timore. Ho chiesto all’AGCM di valutarne la correttezza alla luce degli artt. 20–25 del Codice del consumo. Parkdepot sostiene inoltre che il proprietario del veicolo abbia l’“onere” di indicare chi guidava. Chiedo a SAIT di far precisare quale norma imporrebbe, per una pretesa contrattuale privata, la comunicazione del nome e indirizzo di un terzo. L’art. 196 del Codice della strada riguarda sanzioni amministrative e non trasferisce automaticamente la relativa solidarietà a una penale privata. L’intestazione del veicolo, da sola, non identifica chi avrebbe accettato le condizioni. DATI PERSONALI: CHI DECIDE E CHI RISPONDE? Il sistema acquisisce la targa e orari, reperisce i dati dell’intestataria e li usa per chiedere il pagamento. SAIT o il gestore del punto vendita decide finalità e mezzi del trattamento, riceve dati o dà istruzioni a Parkdepot? Chi è titolare, eventuale contitolare o responsabile? Chi ha verificato informativa prima delle telecamere, base giuridica e tempi di conservazione? Non attribuisco a SAIT una violazione GDPR senza conoscere il suo ruolo; chiedo che lo chiarisca. Parkdepot deve comunque spiegare il mancato riscontro alla mia istanza. Se emergessero violazioni, sarà il Garante privacy a valutare provvedimenti verso i soggetti effettivamente responsabili. LE RISPOSTE CHE CHIEDO A SAIT Rispondete punto per punto alla PEC del 19 agosto e a questo reclamo, indicando i documenti su cui basate ogni risposta. Identificate proprietario, gestore e committente di Parkdepot, ruolo di SAIT e del negozio, beneficiari della gestione e degli incassi. Documentate gli orari effettivi di domenica 26 luglio 2026, precisate se il negozio fosse aperto nella fascia 13:04–17:45 e quale interesse tutelasse allora il limite. Producete o fate produrre segnaletica e condizioni vigenti alla data, prove della richiesta, criterio dei 54 euro e base degli 8 euro aggiunti. Chiarite i ruoli nel trattamento delle targhe, quali verifiche avete compiuto dopo la mia PEC e se avete ricevuto contestazioni analoghe per la stessa area. Indicate se, durante l’esame di un reclamo documentato, sia prevista una sospensione dei solleciti e delle maggiorazioni. Se avete potere sulla gestione, chiedete a Parkdepot di sospendere il recupero e annullare la pratica; se non l’avete, indicate chi può farlo e come siete intervenuti presso quel soggetto. Confermate per iscritto l’esito. “Rivolgetevi a Parkdepot” non spiegherebbe chi ha imposto quelle condizioni davanti al negozio. Il silenzio di una cooperativa su un sistema associato all’insegna Coop incide sulla fiducia e sulle scelte di acquisto dei clienti. Pubblicherò fedelmente anche una vostra risposta documentata. Se le autorità accertassero pratiche scorrette o violazioni privacy, i responsabili potrebbero subire provvedimenti e sanzioni: SAIT chiarisca il suo ruolo e corregga quanto le compete. Ai consumatori che leggono: una richiesta di “penale contrattuale” privata non è una multa della polizia. Conservate lettere e buste, fotografate accessi e cartelli, chiedete chi gestisce l’area e quali condizioni erano conoscibili, contestate per iscritto, esercitate i vostri diritti GDPR e conservate le ricevute PEC. Non pagate soltanto per paura di un sollecito: valutate il vostro caso e fatevi assistere se ricevete un atto giudiziario, rispettando i termini. I dati identificativi sono negli allegati riservati a SAIT e Altroconsumo. Nella risposta pubblica non riportate nome completo, targa, indirizzo o numero di pratica.
Problema con le bollette
Buongiorno L’altro ieri mi sono stati tolti i soldi della bolletta relativo a ottobre 186 euro al mese che ci abita una signora di anni 78 e alle otto va a dormire ,avete prelevato i soldi di questo mese senza prelevare i soldi del mese passato non avete mandato neanche una bolletta cartacea che al tempo del contratto (preso con inganno che Gera era stata denunciata ed è passato a energia ,baggianate come voi)questa sera mi avete diminuito la luce per una bolletta che voi non avete mandato.fate pietà come società,ad oggi ho messo un’altro operatore e mi auguro che la vostra società chiude perché truffate solamente
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