Bacheca dei reclami
Reclama Facile si propone di instaurare un utile dialogo tra imprese e consumatori per risolvere questi problemi in via amichevole, favorendo il raggiungimento di un accordo condiviso.
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Mancato rimborso dopo 90 giorni
OGGETTO: Mancato rimborso Alien Sound Festival – TicketOne e Live Vision S.r.l.s. – €125,00 non restituiti Desidero segnalare un problema relativo al mancato rimborso di due biglietti acquistati tramite TicketOne per l’Alien Sound Festival di Napoli, evento relativo all’esibizione di Ozuna. In seguito alla richiesta di rimborso, TicketOne mi ha confermato ufficialmente in data 02/08/2026 la presa in carico di entrambe le pratiche. L’importo complessivo da restituire è pari a 125,00 €. Nella comunicazione del 2 agosto TicketOne indicava che l’evasione delle pratiche avrebbe potuto richiedere fino a 60 giorni. Nonostante siano trascorsi tre mesi, non ho ancora ricevuto alcun rimborso. In data 14/10/2026 ho ricevuto un’ulteriore comunicazione da TicketOne, nella quale mi veniva spiegato che l’organizzatore Live Vision S.r.l.s. era in attesa dell’esito di una pratica assicurativa e che stava cercando di anticipare le operazioni di rimborso entro la fine di ottobre. Ad oggi non ho ricevuto né i 125,00 € né una data certa per l’accredito. Ritengo ingiusto che il consumatore debba sostenere le conseguenze di questioni assicurative e amministrative tra organizzatore e intermediario, dopo aver già atteso così a lungo. Ho già atteso tre mesi e ricevuto comunicazioni che non hanno portato ad alcuna soluzione concreta. Chiedo pertanto l’intervento di Altroconsumo per: 1. Verificare la correttezza della gestione delle due pratiche di rimborso. 2. Sollecitare TicketOne e Live Vision S.r.l.s. alla restituzione dei 125,00 €. 3. Ottenere una risposta ufficiale e una data certa per il pagamento. 4. Verificare quali ulteriori strumenti di tutela posso utilizzare per recuperare le somme spettanti. Sono disponibile a fornire tutte le conferme di acquisto, le comunicazioni ricevute e la documentazione relativa alle richieste di rimborso. Chiedo un aiuto concreto per risolvere questa situazione che si trascina ormai da troppo tempo. Cordiali saluti.
Non emettono rimborso
Salve sono Andrea ho comprato su Amazon tramite questa azienda un tablet ho richiesto reso e quindi rimborso Loro hanno ricevuto il reso ma non vogliono emettere rimborso Spero avró il mio rimborso altrimenti inizierò con le dovute denuncie e tutti i mass media Invio foto dell ordine Amazon Saluti
Coop Sirmione / SAIT: chi ha incaricato Parkdepot per il parcheggio?
Spett.le COOP Trentino Alto-Adige / SAIT – Consorzio delle Cooperative di Consumo Trentine Soc. Coop., Il punto vendita Coop di Piazza Unità d’Italia 11, Sirmione, figura sul vostro sito. Parkdepot pretende una penale per l’area antistante la vostra insegna. I consumatori devono sapere chi ne stabilisce le regole, chi ha incaricato Parkdepot e quale ruolo svolgono SAIT e il negozio. Chiedo di chiarirlo e di assumere le iniziative che vi competono. Il 19 agosto 2026 vi è stata consegnata via PEC, insieme a Parkdepot, la contestazione della richiesta iniziale di 54 euro: domandavo chi gestisse l’area, quali regole vigessero e quali fossero gli orari del negozio. SAIT non ha risposto. Ho anche esercitato i diritti GDPR nei confronti di Parkdepot; la società non ha risposto entro il mese previsto dall’art. 12, par. 3, GDPR, né comunicato una proroga motivata. Sono invece arrivati per posta ordinaria due solleciti: 59 euro il 10 settembre e 62 euro il 9 ottobre. Il 29 ottobre ho reiterato la contestazione e ho segnalato all’AGCM le modalità commerciali adottate. È una pretesa contrattuale privata, non una multa della polizia. Sono l’intestataria destinataria delle lettere: non ammetto chi guidasse, la conclusione di un contratto o la debenza della somma. Chi pretende il pagamento deve provarne i presupposti (art. 2697 c.c.), senza sostituire le prove con solleciti e maggiorazioni. ORARI DOMENICALI: SAIT DOCUMENTI COSA ACCADDE IL 26 LUGLIO Il vostro sito indica oggi per la domenica l’orario 08:30–13:00. Parkdepot colloca la presunta permanenza del veicolo domenica 26 luglio 2026 tra le 13:04 e le 17:45: una fascia successiva all’attuale orario di chiusura. Gli orari pubblicati oggi non provano quelli del 26 luglio. Documentate quindi l’orario effettivo del negozio in quella data e ogni eventuale apertura straordinaria. Se era chiuso, quale rotazione dei clienti Coop giustificava il limite di 60 minuti e la penale di 54 euro? Quali altri esercizi erano serviti dagli stalli e con quali orari? Chi avrebbe subito la “potenziale perdita di clientela” invocata? CHI HA INCARICATO PARKDEPOT? Parkdepot afferma di essere autorizzata dal proprietario dell’area, senza identificarlo. Indicate chi possedeva e gestiva l’area il 26 luglio, chi ha firmato l’incarico, quale rapporto aveva con SAIT e il negozio, chi ha approvato limite, penale e lettura targhe, chi incassa e chi beneficia del sistema. Se SAIT è estranea, dichiaratelo e identificate il responsabile. Se SAIT o il gestore del punto vendita ha incaricato Parkdepot, approvato o beneficiato del sistema, intervenite per annullare la pratica e rivedere la gestione. UN CONTRATTO NON SI PROVA CON IL SOLO TRANSITO L’area appare continua con la piazza. Le vedute Google Maps del 2025 documentano la conformazione, non lo stato dei cartelli il 26 luglio 2026. Chiedo foto datate degli accessi, planimetria, telecamere, dimensioni e testo dei cartelli e condizioni allora vigenti, dal punto di vista di chi arriva. Un cartello qualsiasi non prova che fossero leggibili prima dell’ingresso natura privata, limite, 54 euro e lettura della targa. Gli artt. 1336 e 1341 c.c. rendono decisiva la conoscibilità di offerta e condizioni generali. Quali verifiche avete fatto sulla segnaletica presso la vostra insegna? Gli orari trascritti in una lettera non provano da soli controparte, contratto o debito. Chiedo immagini, informazioni tecniche e titolo per esigere la somma. L’art. 1382 c.c. presuppone una penale validamente pattuita; l’art. 1384 c.c. consente di ridurla se manifestamente eccessiva. L’art. 33, comma 2, lett. f), del Codice del consumo presume vessatoria, fino a prova contraria, una penale manifestamente eccessiva. Perché 54 euro in quella fascia domenicale? Quali clausole e costi documentati giustificano i successivi 5 e 3 euro? SAIT chieda queste prove. PRESSIONI, SILENZIO E DIRITTO A CONTESTARE Dopo la PEC, Parkdepot ha inviato “primo avviso” e “secondo sollecito”, aumentando la cifra e prospettando ulteriori costi senza rispondere ai punti contestati. La posta ordinaria non annulla la pretesa, ma non certifica consegna e data; la mia PEC è documentata. Nelle lettere la PEC di Parkdepot non era indicata: l’ho cercata io. Telefono e portale esistono, ma non giustificano il silenzio. Il richiamo alla “mora”, le maggiorazioni e le possibili spese giudiziarie possono indurre a pagare per timore. Ho chiesto all’AGCM di valutarne la correttezza alla luce degli artt. 20–25 del Codice del consumo. Parkdepot sostiene inoltre che il proprietario del veicolo abbia l’“onere” di indicare chi guidava. Chiedo a SAIT di far precisare quale norma imporrebbe, per una pretesa contrattuale privata, la comunicazione del nome e indirizzo di un terzo. L’art. 196 del Codice della strada riguarda sanzioni amministrative e non trasferisce automaticamente la relativa solidarietà a una penale privata. L’intestazione del veicolo, da sola, non identifica chi avrebbe accettato le condizioni. DATI PERSONALI: CHI DECIDE E CHI RISPONDE? Il sistema acquisisce la targa e orari, reperisce i dati dell’intestataria e li usa per chiedere il pagamento. SAIT o il gestore del punto vendita decide finalità e mezzi del trattamento, riceve dati o dà istruzioni a Parkdepot? Chi è titolare, eventuale contitolare o responsabile? Chi ha verificato informativa prima delle telecamere, base giuridica e tempi di conservazione? Non attribuisco a SAIT una violazione GDPR senza conoscere il suo ruolo; chiedo che lo chiarisca. Parkdepot deve comunque spiegare il mancato riscontro alla mia istanza. Se emergessero violazioni, sarà il Garante privacy a valutare provvedimenti verso i soggetti effettivamente responsabili. LE RISPOSTE CHE CHIEDO A SAIT Rispondete punto per punto alla PEC del 19 agosto e a questo reclamo, indicando i documenti su cui basate ogni risposta. Identificate proprietario, gestore e committente di Parkdepot, ruolo di SAIT e del negozio, beneficiari della gestione e degli incassi. Documentate gli orari effettivi di domenica 26 luglio 2026, precisate se il negozio fosse aperto nella fascia 13:04–17:45 e quale interesse tutelasse allora il limite. Producete o fate produrre segnaletica e condizioni vigenti alla data, prove della richiesta, criterio dei 54 euro e base degli 8 euro aggiunti. Chiarite i ruoli nel trattamento delle targhe, quali verifiche avete compiuto dopo la mia PEC e se avete ricevuto contestazioni analoghe per la stessa area. Indicate se, durante l’esame di un reclamo documentato, sia prevista una sospensione dei solleciti e delle maggiorazioni. Se avete potere sulla gestione, chiedete a Parkdepot di sospendere il recupero e annullare la pratica; se non l’avete, indicate chi può farlo e come siete intervenuti presso quel soggetto. Confermate per iscritto l’esito. “Rivolgetevi a Parkdepot” non spiegherebbe chi ha imposto quelle condizioni davanti al negozio. Il silenzio di una cooperativa su un sistema associato all’insegna Coop incide sulla fiducia e sulle scelte di acquisto dei clienti. Pubblicherò fedelmente anche una vostra risposta documentata. Se le autorità accertassero pratiche scorrette o violazioni privacy, i responsabili potrebbero subire provvedimenti e sanzioni: SAIT chiarisca il suo ruolo e corregga quanto le compete. Ai consumatori che leggono: una richiesta di “penale contrattuale” privata non è una multa della polizia. Conservate lettere e buste, fotografate accessi e cartelli, chiedete chi gestisce l’area e quali condizioni erano conoscibili, contestate per iscritto, esercitate i vostri diritti GDPR e conservate le ricevute PEC. Non pagate soltanto per paura di un sollecito: valutate il vostro caso e fatevi assistere se ricevete un atto giudiziario, rispettando i termini. I dati identificativi sono negli allegati riservati a SAIT e Altroconsumo. Nella risposta pubblica non riportate nome completo, targa, indirizzo o numero di pratica.
Problema con le bollette
Buongiorno L’altro ieri mi sono stati tolti i soldi della bolletta relativo a ottobre 186 euro al mese che ci abita una signora di anni 78 e alle otto va a dormire ,avete prelevato i soldi di questo mese senza prelevare i soldi del mese passato non avete mandato neanche una bolletta cartacea che al tempo del contratto (preso con inganno che Gera era stata denunciata ed è passato a energia ,baggianate come voi)questa sera mi avete diminuito la luce per una bolletta che voi non avete mandato.fate pietà come società,ad oggi ho messo un’altro operatore e mi auguro che la vostra società chiude perché truffate solamente
Noleggio auto tramite booking
Spett. BOOKING Il contenuto seguente, è stato inviato 2 volte per email all'indirizzo: aftercare@cars.booking.com. Questo dopo aver provato inutilmente ad inserire sul vostro portale un reclamo, senza riuscirci perché la prenotazione è stata annullata, ma non dal sottoscritto. Nonché dopo aver avuto 2 telefonate con il servizio assistenza e altrettante sessioni di chat, senza riuscire nemmeno ad aprire il reclamo. Buonasera. Ho effettuato la prenotazione 790781460 di un noleggio auto tramite la Vs. piattaforma, per il ritiro c/o l'aeroporto di Palermo, il giorno 24/08/2026, da parte di una persona da me indicata come conducente dell'auto, Sig. (... omissis...). La vettura non è mai stata consegnata con la motivazione pretestuosa, che il guidatore non era in possesso di una carta di debito valida che garantisse il deposito cauzionale di 0,01 €. Naturalmente erano presenti altre persone in possesso di carta di debito, ovvero mia figlia (... omissis...). A nulla è valsa la richiesta di poter cambiare il guidatore principale, poichè a detta dell'operatore Locauto, tale attività poteva essere svolta solo da Booking. Dopo vari tentativi di richiesta assistenza (che doveva essere un assistenza prioritaria, visto che il sottoscritto è un utente Genius 2° livello), si otteneva risposta da un Vs. operatore, il quale messo in contatto direttamente con l'operatore Locauto, non riusciva a risolvere in alcuna maniera la situazione. Ora dalla mia carta, trovo addebitata la somma di 164,47 (il costo complessivo del noleggio per 4 giorni, comprensivo di assicurazione) e lo storno di € 75,62. A mio avviso, niente sarebbe stato dovuto come addebito perché il mancato ritiro della vettura è da addebitare esclusivamente al locatore, il quale non ha accettato una carta di addebito, comunque messa a disposizione e pur sapendo di avere una carta di credito dalla quale potere esigere la cauzione (dove senza problemi ha incassato l'intera somma del noleggio non dovuta). Inoltre la cauzione, nel caso specifico, non aveva ragione di esistere, essendo presente una copertura assicurativa che garantiva l'esclusione della franchigia. In subordine, la somma eventualmente da poter prelevare dalla carta, doveva essere esclusivamente quella del 1° giorno di affitto, invece mi è stata addebitata la somma di € 88,85, che non trova riscontro applicativo. Spero di avere il giusto rimborso di quanto immotivatamente prelevato dalla mia carta e attendo Vs. comunicazioni. Si precisa che le persone che dovevano usufruire dell'auto, sono rimaste a piedi e ho dovuto provvedere ad affittare un altra autovettura, versando un importo oltretutto molto maggiore. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti.
Rifiuto di rimborso per articolo errato
Buongiorno, in data 30 settembre 2026 ho ordinato un iPhone 18 pro (venduto e spedito da Amazon) - ordine numero 171-1126685-2105129- importo € 1.739 Alla consegna ho ricevuto creatina in povere al posto dell’iPhone. Ho fotografato disimballo, etichetta con peso e prodotto errato. Ho immediatamente chiesto il reso per “prodotto errato” e rispedito con tracking JF70057096492, consegnato in data 04/10/2026. Il servizio clienti Amazon ha prima autorizzato il rimborso e successivamente l’ha sospeso e chiesto giustificazioni sui miei resi recenti (tutti legittimi per recesso/difetti, infatti il mio account è attivo dopo questa verifica e potrei continuare ad acquistare come sempre) ma ora rifiuta il rimborso, sostenendo che non rimborserà. Trovo la condotta di Amazon totalmente scorretta e credo che sia già stata oggetto di istruttoria AGCM in passato. Non ho nessuna intenzione di farmi truffare in questo modo e di non poter far valere i miei diritti dato che è quasi impossibile avere informazioni attraverso il loro servizio clienti. Chiedo ad Amazon di procedere al rimborso totale e immediato e di far accertamenti sulla loro catena interna (visto che il pacco mi è stato consegnato sigillato) piuttosto che far vivere un incubo ai consumatori. Per qualsiasi informazione aggiuntiva o prova fotografica sono a disposizione.
Problema con il rimborso di un ordine
Spett. DOUGLAS In data 04/05/2026 ho acquistato presso il Vostro negozio online un profumo pagando contestualmente l’importo di 125€. Alla consegna del prodotto, avvenuta il 05/05/2026, potendone visionare direttamente le caratteristiche, ho deciso di avvalermi del diritto di recesso ai sensi dell’art. 52 e segg. del D.Lsg. 206/05. Vi ho inviato una comunicazione in tal senso tramite email il 30/05/2026. Il 02/06/2026 mi avete risposto accettando la richiesta di reso e dandomi istruzioni per la restituzione della merce. Ho provveduto come da vostre indicazioni ed ho avuto conferma dell’arrivo del prodotto presso di Voi il 09/06/2026. Tuttavia ad oggi, trascorsi 149 giorni, non ho ancora ricevuto il rimborso del prezzo pagato pari a 125€. Vi invito a corrispondermi quanto prima tale somma tramite riaccredito sul mio conto bancario. Attendo un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, valendo la stessa quale messa in mora ai sensi e per gli effetti dell’art. 1219 c.c., altrimenti procederó per vie legali.
Ritarti di consegna mai visti!!
Dopo 16 giorni dall'ordine # 1000921055 del 13 ottobre i prodotti ancora non sono arrivati dovevano arrivare in 2-3 giorni! Nonostante una mail di sollecito l'ordine non solo non è stato spedito ma neache lavorato!!! Al mio sollecito è stato risposto che i ritardi sono dovuti agli scioperi degli autotrasportatori! Ad oggi sul sito non vi sono messaggi- riferimenti a possibili ritardi ritardi di consegna!! Non mi sembra per niente corretto!!!!
RESO NON RIMORSATO
Buonasera, con la presente intendo formalizzare un reclamo in merito alla mancata erogazione del rimborso e alla gestione scorretta della mia pratica di reso. in data 22 settembre 2026 ho provveduto spedire il pacco di reso tramite poste italiane. La spedizione risulta regolarmente partita , tuttavia il collo è andato smarrito durante il trasporto o comunque non è stato registrato correttamente nei vostri magazzini. Nonostante il problema dipenda da una spedizione legata ai vostri canali, gli specialisti dell'assistenza continuano a fare muro trincerandosi dietro presunte restrizioni del mio account ( ripetutamente spiegato non per causa mia) che non c'entrano assolutamente nulla con la questione in oggetto. Questa motivazione viene utilizzata strumentalmente per trattenere ingiustamente sia l'articolo reso che i fondi a me spettanti, scaricando su di me un danno economico ingiustificato e limitazioni digitali del tutto arbitrarie. Chiedo pertanto una verifica seria e risolutiva della tracciabilità della spedizione di reso, lo sblocco della situazione e il conseguente e tempestivo accredito dell'importo dovuto di 865€ che di diritto mi spetta avendo rimandato indietro l'articolo nei termini di reso. Aggiungo inoltre che mi sono già rivolto anche a poste con reclamo scritto dove in risposta è stato esplicitamente detto che è in tutto in mano di Amazon.
Problema risoluzione contratto con TrainMeUp per problemi fisici
Spett. TrainMeUp In data 17/08/2026 ho sottoscritto il contratto per percorso di personal training concordando un corrispettivo pari a € 2.894. Come già indicato nelle mail che vi ho inviato, a causa di problemi fisici insorti dopo il terzo incontro di personal training (1° appuntamento dopo i 2 di prova) e dopo parere medico negativo rispetto all'attività da svolgere chiedo nuovamente il rimborso dell'importo pagato con bonifico istantaneo il giorno stesso della sottoscrizione del contratto ad eccezione dei servizi fruiti ossia un incontro con la nutrizionista e i tre incontri con il personal trainer. In mancanza di un riscontro entro 5 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti.
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