Bacheca dei reclami
Reclama Facile si propone di instaurare un utile dialogo tra imprese e consumatori per risolvere questi problemi in via amichevole, favorendo il raggiungimento di un accordo condiviso.
Tramite Reclama Facile potrai inviare un reclamo direttamente all’azienda di tuo interesse seguendo la nostra procedura guidata e avrai la possibilità di pubblicare il tuo reclamo sulla nostra Bacheca.
Per avere più dettagli su come aprire un reclamo clicca qui
1. Invia un reclamo all'azienda che ti sta causando un problema
Potrai utilizzare i nostri modelli di lettera per inviare il tuo reclamo direttamente all'azienda
2. Ricevi una notifica quando l'azienda risponde al tuo messaggio
Entra nella tua area personale per leggere la risposta dell'azienda e decidere cosa fare dopo
3. L'azienda non ti ha risposto o ha proposto una soluzione insoddisfacente?
Chiamaci per chiedere il supporto dei nostri avvocati
Penale Parkdepot contestata: solleciti senza risposta alla PEC
Spett.le Parkdepot, Prima di pretendere 62 euro entro il 30 ottobre, rispondete alla PEC che vi è stata consegnata il 19 agosto. Contiene una contestazione motivata e un’istanza di esercizio dei diritti GDPR. Il termine di un mese dell’art. 12, par. 3, GDPR è trascorso senza che abbia ricevuto risposta o comunicazione di proroga. Avete invece inviato due solleciti aumentando l’importo. Questo silenzio, a fronte di richieste documentate, è il primo oggetto del reclamo. Rendo pubblico il caso perché altri consumatori possano riconoscere e contestare pretese non dimostrate. I dati della pratica sono nelle PEC allegate per voi e Altroconsumo. I FATTI Mi dichiarate «in stato di mora», invocate un «obbligo procedurale» sul conducente e prospettate costi e azioni legali. Indicate portale e telefono, non la PEC da me reperita, a cui non rispondete: chiedo valutazione AGCM ex artt. 22, 24-25 Cod. consumo. Sono intestataria del veicolo indicato nella vostra lettera del 13 agosto 2026, ricevuta il 18 agosto per posta ordinaria. Chiedete 54 euro come “penale contrattuale” per una presunta sosta del 26 luglio, dalle 13:04 alle 17:45, presso la Coop di Piazza Unità d’Italia 11, Sirmione, dove indicate un limite di 60 minuti. Contesto la pretesa senza riconoscere il debito né confermare l’identità del conducente. La PEC del 19 agosto risulta consegnata anche a SAIT, per quanto di sua competenza. Ho segnalato la vicenda all’AGCM. Sono arrivati per posta ordinaria un sollecito datato 10 settembre, per 59 euro, e uno datato 9 ottobre, per 62 euro. Il 29 ottobre ho reiterato la contestazione via PEC; ho la ricevuta di consegna a Parkdepot. PERCHÉ CONTESTO LA RICHIESTA 1. Conoscibilità delle condizioni. Gli artt. 1326 e 1336 c.c. riguardano conclusione del contratto e offerta al pubblico; l’art. 1341 c.c. richiede che le condizioni generali siano conosciute o conoscibili con l’ordinaria diligenza al momento della conclusione. Dire “comportamento concludente” non prova che i cartelli fossero leggibili PRIMA della sosta. L’area appare in continuità con la piazza: le immagini Street View del luglio 2025, coerenti con quanto ho osservato, documentano la configurazione dei luoghi. Spetta a voi spiegare e documentare come fosse segnalata il 26 luglio 2026, lungo l’effettivo accesso, la natura privata, il limite di 60 minuti, la penale di 54 euro e l’uso delle telecamere. Chiedo planimetria, fotografie datate dal punto di vista del conducente, posizione e dimensioni dei cartelli e testo delle condizioni allora vigenti. Una risposta generica sulla “presenza dei cartelli” non risponde a questa contestazione. 2. Prova e persona obbligata. L’art. 2697 c.c. pone a carico di chi agisce in giudizio la prova dei fatti costitutivi del diritto. Due orari trascritti in una lettera non dimostrano da soli né la conoscibilità delle condizioni né chi abbia concluso l’asserito contratto. Chiedo le immagini originali disponibili, i dati dei transiti e gli elementi necessari a verificarne l’attribuzione e la sequenza. L’art. 2712 c.c. riguarda il valore probatorio delle riproduzioni fotografiche e informatiche: invocarlo senza produrre le riproduzioni non rende incontestabile una trascrizione. L’intestazione del veicolo non identifica automaticamente il conducente. L’art. 196 del Codice della strada riguarda la solidarietà nelle sanzioni amministrative, non crea un identico obbligo contrattuale verso una società privata. 3. Penale, costi e orario del negozio. L’art. 1382 c.c. esonera dalla prova del danno solo se la penale è validamente pattuita: non prova da sé il contratto. L’art. 1384 c.c. consente al giudice di ridurre una penale manifestamente eccessiva; l’art. 33, comma 2, lett. f), del Codice del consumo presume vessatoria, fino a prova contraria, una somma manifestamente eccessiva per l’inadempimento. L’art. 35 impone clausole chiare. Chiedo dove fosse esposta la penale, il criterio dei 54 euro e il fondamento contrattuale dei successivi 5 e 3 euro. La pagina ufficiale Coop indica per questo negozio la domenica apertura fino alle 13:00: gli orari che contestate iniziano alle 13:04. Chiedo a SAIT gli orari effettivi del 26 luglio 2026 e a Parkdepot di spiegare quale interesse giustifichi limite e importo nelle ore indicate. 4. Dati personali: termine scaduto. Targa, orari e dati dell’intestataria sono dati personali. Gli artt. 5, 6, 13 e 14 GDPR impongono correttezza, una base giuridica e trasparenza sull’acquisizione diretta o indiretta. Nella PEC del 19 agosto ho esercitato accesso, limitazione e opposizione nei rispettivi presupposti (artt. 15, 18 e 21 GDPR). Chiedo copia dei miei dati disponibili sui transiti, provenienza di nome e indirizzo, finalità, basi giuridiche, destinatari e conservazione. L’art. 12, parr. 3 e 4, richiede un riscontro entro un mese, anche per spiegare un eventuale diniego; la proroga motivata va comunicata entro quel mese. Ad oggi non ho ricevuto nulla. Chiedo un riscontro completo, non un ulteriore invito al pagamento. 5. Ruolo di Coop/SAIT. Il parcheggio è presso un punto vendita Coop Trentino-Südtirol; SAIT ha ricevuto la mia PEC e non mi ha chiarito il proprio ruolo. Parkdepot dichiara di operare su incarico del proprietario. Chi è il proprietario o gestore dell’area? Chi ha scelto Parkdepot, il limite di 60 minuti e la penale? Chi incassa e chi beneficia del sistema? Chiedo a Parkdepot il titolo per riscuotere e a SAIT una presa di posizione scritta, con indicazione del soggetto responsabile se non ha conferito l’incarico. Se Coop/SAIT ha autorizzato o beneficia del sistema, deve rispondere delle proprie scelte su segnaletica e penale; se non vi è coinvolta, lo chiarisca e indichi chi lo è. INDICAZIONI UTILI AD ALTRI CONSUMATORI • Verificate chi chiede il pagamento e a quale titolo. Una penale privata non è una multa della Polizia. Una lettera che usa parole come “violazione” o “trasgressione” non è un accertamento dell’autorità pubblica. • Conservate lettere, solleciti, buste e date di ricezione. La posta ordinaria non certifica normalmente la consegna né la data. Fotografate accessi, cartelli e percorso dal punto di vista di chi guida; conservate anche immagini storiche dell’area. • Chiedete condizioni vigenti alla data, cartelli visibili prima della sosta, dati dei transiti, fondamento di penale e maggiorazioni e titolo di chi riscuote. Non date per accertata una pretesa solo perché reca un QR code per pagarla. • Contestate per iscritto e conservate il messaggio PEC originale, l'accettazione e l'avvenuta consegna. Si può inviare una PEC personalmente, senza avvocato. Un reclamo pubblico su Altroconsumo non sostituisce la contestazione formale. • Esercitate i diritti GDPR presso il titolare; se non risponde nei termini, potete reclamare al Garante (art. 77 GDPR). Segnalate all’AGCM eventuali modalità commerciali scorrette (artt. 20 e seguenti del Codice del Consumo), allegando lettere, solleciti e prove di consegna delle contestazioni. • Non pagate solo per timore del tono dei solleciti: fate valutare documenti e rischi del vostro caso. Se arriva un vero atto giudiziario, agite subito nei termini indicati. CHE COSA CHIEDO A PARKDEPOT Chiedo l’annullamento della pratica e la conferma scritta che nulla è dovuto. In caso contrario, esigo una risposta individuale e documentata alle PEC, le prove della pretesa, il fondamento degli 8 euro aggiunti e il riscontro GDPR ormai scaduto. Vi diffido dal presentare come definitivamente accertato un credito contestato e vi chiedo di sospendere maggiorazioni e recupero durante il riesame. Chiedo a SAIT/Coop di chiarire pubblicamente il proprio ruolo e di intervenire presso Parkdepot se ha autorizzato o beneficia di questa gestione. Mi riservo le ulteriori tutele nelle sedi competenti. Nella risposta pubblica non riportate nome completo, targa o indirizzo: disponete dei riferimenti nei documenti allegati e potete rispondere sui dettagli personali in un canale riservato e PEC.
Richiesta di rimborso per indisponibilità date – Hotel Majestic
Buongiorno, ho acquistato un cofanetto regalo Smart box per l'ingresso alle terme e un pernottamento di una notte presso l'Hotel Majestic di Galzignano (PD), destinato al compleanno di mio figlio ottobre 2026. Al momento della prenotazione abbiamo constatato che la prima disponibilità proposta dalla struttura sarà soltanto dopo ottobre 2027, più di un anno dal compleanno per il quale il regalo era stato acquistato. Abbiamo chiamato la struttura e ci hanno confermato la stessa data, dicendo che se vogliamo venire di sabato dobbiamo prenotare due notti anziché una notte come previsto dal cofanetto. Ritengo che un'attesa così lunga comprometta la possibilità di usufruire dell'esperienza nei tempi ragionevoli che ci si aspetta al momento dell'acquisto. Chiedo di ottenere il rimborso integrale dell'importo pagato. In attesa di riscontro porgo cordiali saluti D.
Tessera prepagata
Titolo del reclamo: Esselunga trattiene 200€ per carta prepagata integra scaduta da soli 5 giorni - Richiesta riemissione Descrizione del fatto: Con il presente reclamo intendo segnalare la condotta di Esselunga S.p.A. in merito alla gestione di una carta prepagata totalmente nuova, integra e mai utilizzata (n. 0040253885913), avente un valore nominale di ben 200,00 euro interamente versati in anticipo. La carta in oggetto è scaduta in data 30 settembre 2026. A causa di una involontaria e temporanea dimenticanza all'interno delle mura domestiche, il titolo è stato utilmente rinvenuto solo pochi giorni dopo. In data 5 ottobre 2026 – ovvero ad appena 5 giorni di distanza dalla scadenza – ho provveduto a contattare immediatamente l'assistenza Clienti per segnalare la situazione e richiedere la riemissione del titolo o lo storno della disponibilità su un nuovo supporto. Sia l'assistenza ordinaria sia l'ufficio gestione PEC hanno respinto la richiesta con formule standardizzate, confermando il diniego definitivo. Riconosco la presenza di un termine di scadenza sul regolamento, ma ritengo che il totale trattenimento di una cifra così importante (200,00 euro), a fronte della quale l'azienda non ha erogato alcun bene o servizio e ricevuta a soli 5 giorni dal termine, configuri un evidente e ingiustificato squilibrio contrattuale. Tale comportamento si traduce in un arricchimento senza causa da parte della società a danno del consumatore. Non viene richiesto un rimborso in denaro, bensì la semplice possibilità di poter spendere la cifra originaria (già incassata dall'azienda) presso i punti vendita Esselunga. Cosa chiedo per risolvere il problema: Chiedo che Esselunga S.p.A., in un'ottica di tutela del consumatore, equità commerciale e attenzione al cliente, provveda alla riemissione della carta prepagata n. 0040253885913 o all'accredito del valore nominale di 200,00 euro su un nuovo supporto utilizzabile per la spesa.
Richiesta pagamento servizi già inclusi nell’acquisto
Reclamo contro Airzone Italia S.r.l. per l'introduzione di un abbonamento a pagamento su impianti acquistati precedentemente Azienda coinvolta: Airzone Italia S.r.l. Oggetto: Introduzione di un canone a pagamento per il controllo da remoto tramite Airzone Cloud su impianti acquistati quando tale funzionalità era gratuita. Descrizione del reclamo Sono proprietario di un impianto di climatizzazione dotato di sistema Airzone Acuazone, acquistato e installato nel 2024. Al momento dell'acquisto, il sistema consentiva di gestire e controllare da remoto l'impianto attraverso l'applicazione Airzone Cloud, senza alcun costo di abbonamento. Recentemente ho appreso che Airzone ha introdotto un nuovo piano a pagamento, subordinando il mantenimento delle funzionalità di controllo da remoto al pagamento di un canone periodico. Ritengo tale decisione particolarmente problematica per i consumatori che, come me, hanno acquistato il sistema diversi anni prima, confidando nelle funzionalità disponibili al momento dell'acquisto. Il controllo da remoto rappresentava una caratteristica concreta del prodotto acquistato e non un servizio aggiuntivo richiesto successivamente. L'introduzione di un canone rischia pertanto di modificare unilateralmente le condizioni di fruizione di una funzionalità già compresa nel sistema, con un aggravio economico per i consumatori e una riduzione delle prestazioni originariamente disponibili. Motivi della contestazione Ritengo che la vicenda meriti una valutazione sotto il profilo della tutela dei consumatori, in particolare per verificare: - se Airzone avesse previsto, nelle condizioni contrattuali applicabili al momento dell'acquisto, la possibilità di introdurre successivamente un abbonamento per funzionalità già disponibili gratuitamente; - se la modifica sia stata comunicata in modo adeguato e trasparente ai clienti già esistenti; - se la subordinazione a pagamento di una funzionalità precedentemente inclusa possa configurare una pratica commerciale scorretta o una modifica contrattuale non adeguatamente giustificata; - se i consumatori che hanno acquistato impianti prima dell'introduzione del nuovo piano debbano essere tutelati attraverso il mantenimento delle condizioni originarie. Richieste ad Altroconsumo Chiedo ad Altroconsumo: 1. di valutare la legittimità della condotta adottata da Airzone Italia S.r.l.; 2. di verificare se siano già state avviate iniziative o interlocuzioni con l'azienda; 3. di valutare la possibilità di promuovere un'azione collettiva a tutela dei consumatori coinvolti; 4. di chiedere ad Airzone il mantenimento gratuito delle funzionalità di controllo remoto per gli impianti acquistati prima dell'introduzione del nuovo piano; 5. di valutare eventuali ulteriori iniziative presso le autorità competenti, qualora emergano profili di violazione della normativa a tutela dei consumatori. Conclusione Non contesto la possibilità per Airzone di introdurre nuovi servizi premium o funzionalità aggiuntive a pagamento. Contesto invece la possibilità che venga imposto un nuovo canone per continuare a utilizzare funzionalità che erano già comprese nel sistema acquistato e disponibili gratuitamente al momento dell'acquisto. Ritengo che il caso possa riguardare un numero significativo di consumatori italiani che hanno acquistato impianti Airzone negli anni precedenti e che oggi si trovano a dover sostenere un costo aggiuntivo per mantenere una funzionalità già inclusa nel prodotto. Chiedo pertanto ad Altroconsumo di valutare la vicenda e di fornire indicazioni sulle possibili iniziative di tutela individuale e collettiva. Impianto interessato: Airzone Acuazone Anno di acquisto e installazione:** 2024 Consumatore: proprietario dell'impianto e utilizzatore del servizio Airzone Cloud.
Mancanza rimborso reso
Buongiorno o chiesto reso del prodotto acquistato e arrivato sbagliato di fare reso e non o ricevuto ancora addirittura sospeso il pagamento fatto da parte mia o perso sia ii soldi che prodotto pagati 3 mesi fa
Mancata consegna e comunicazione
Spett. Farmacia Loreto Gallo, in data 15.10.26 ho acquistato presso il Vostro negozio online 2 prodotti pagando contestualmente l’importo di euro 42,40 a mezzo carta di credito (ordine nr. 9440468). Alla conferma dell’ordine, mi è stato comunicato che la consegna sarebbe avvenuta entro max 72 ore. Tuttavia, ad oggi non ho ancora ricevuto la merce. Il giorno 18.10.26 ricevo una mail che per cause logistiche la consegna sarà ritardata. Ma poi nulla. Ho provato a contattarvi attraverso i canali da voi messi a disposizione, ma non c'è stata alcuna risposta. Vi invito pertanto a recapitarmi quanto prima, e comunque non oltre 30 gg dalla data dell’ordine, i prodotti da me acquistati o, nella negativa, il rimborso dell'importo pagato. Attendo un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, valendo la stessa quale messa in mora ai sensi e per gli effetti dell’art. 1219 c.c. Allegati: Conferma ordine, comunucazione del 18 ottobre
Addebiti non autorizzati su Wallet Booking.com
Spettabile Servizio Clienti Booking.com, e p.c. Direzione Generale / Ufficio Frodi e Sicurezza Con la presente intendo sporgere un formale reclamo in merito al furto del credito presente sul mio Wallet Booking.com, utilizzato senza alcuna mia autorizzazione per la prenotazione di voli aerei a me totalmente estranei. Vi comunico formalmente che, a tutela dei miei diritti, ho già provveduto a sporgere formale denuncia presso la Stazione dei Carabinieri di Portogruaro (VE) in data 15/09/2026. I fatti, già dettagliati alle Autorità competenti, si sono svolti come segue: • In data 15/06/2026, ho ricevuto sul mio Wallet Booking un accredito pari a € 1.183,89. • A distanza di soli due giorni, in data 17/06/2026, l’importo di € 1.182,37 è stato sottratto dal Wallet per l'acquisto di biglietti aerei da me mai richiesti. Sono state effettuate n. 9 prenotazioni di voli aerei di cui n. 8 dell'importo di € 138,87 e n. 1 di € 71,41. Non conosco i codici delle prenotazioni abusive, in quanto non ho ricevuto mail di conferma od altre notifiche. Vista la strettissima vicinanza temporale tra l’accredito e il cyber-furto (appena due giorni) configura il fondato e forte sospetto di un'attività illecita perpetrata dall'interno della vostra organizzazione, potenzialmente ad opera di un dipendente o collaboratore sleale con accesso ai sistemi gestionali e ai dati sensibili dei clienti. Avendo già interessato l'Autorità Giudiziaria, la quale avvierà le dovute indagini per l'identificazione dei responsabili anche tramite il tracciamento dei log di accesso e degli indirizzi IP, vi diffido formalmente a: 1. Ripristinare e riaccreditare immediatamente l'intera somma di € 1.182,37 tramite rimborso diretto sul mia carta associata all'account. 2. Congelare e annullare le prenotazioni dei voli aerei generate dalla frode. 3. Conservare e mettere a disposizione dell'Autorità Giudiziaria tutti i dati telematici, i log di sistema e i tracciamenti interni relativi ai due giorni successivi al mio accredito. In mancanza di un vostro riscontro positivo e del totale rimborso delle somme sottratte entro e non oltre 7 giorni dal ricevimento della presente, l'atto di querela già depositato verrà integrato indicando Booking.com come responsabile civile per omessa custodia dei fondi e carenza nei sistemi di sicurezza informatica. Resto in attesa di un vostro riscontro immediato. Distinti saluti, E. F. Allegato: Copia del verbale di denuncia presentato ai Carabinieri.
Effettuato un reso mai ricevuto il rimborso
Io ho restituito i jeans ordinati perché non mi stavano ho effettuato il reso e non mi hanno mai rimborsato
Mancata consegna pacco
Salve ho ordinato un pacco che è stato affidato per la consegna ad HR Parcel, la consegna era prevista per il 28/10/2026 entro le ore 19.00, mai arrivata e sul tracciamento del loro sito risultava "destinatario assente al primo passaggio". Ricevuta una nuova mail con data di consegna per il 29/10/2026 entro le ore 19.00, mai arrivata e sul tracciamento del loro sito risultava "destinatario assente al passaggio successivo". Aperta segnalazione sul loro form sperando in una rapida risoluzione, ma vedendo le recensioni di tale società la vedo dura... Esigo spiegazioni, ma soprattutto quello che mi spetta.
Consegna errata pacco
In data 27/10/2026 ho acquistato sul sito Decathlon.it l'ordine n. IT5YW44ZCBG5-A, pagando contestualmente l'importo relativo alla merce e alle spese di spedizione. Alla conferma dell'ordine, mi è stato comunicato che la consegna sarebbe avvenuta presso l'indirizzo di destinazione situato a Modena, con tracciamento affidato al corriere Poste Italiane (codice spedizione 3UW16FJ06880). Tuttavia, ad oggi 29/10/2026, la merce non mi è stata recapitata. Inoltre, il sistema di tracciamento di Poste Italiane indica in modo palesemente errato che la spedizione risulta "Consegnata il 29/10/2026 alle ore 12:20 dalla sede operativa di NAPOLI (NA)", nonostante il pacco fosse in transito a Piacenza. Nonostante le segnalazioni inviate tramite i canali di assistenza, non ho ancora ricevuto riscontro né la consegna del bene. Vi invito pertanto a recapitarmi quanto prima il prodotto da me acquistato. In difetto, mi riservo il diritto di richiedere il rimborso integrale di quanto versato. Attendo un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, valendo la stessa quale messa in mora ai sensi e per gli effetti dell'art. 1219 c.c.
Hai bisogno di aiuto?
I nostri avvocati esperti in diritto del consumo sono a disposizione dei nostri soci per fornire un consiglio personalizzato
Chiama il nostro servizio
I nostri avvocati sono disponibili dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 17:00
Sei un'azienda?
Sei un consumatore?
