Bacheca dei reclami
Reclama Facile si propone di instaurare un utile dialogo tra imprese e consumatori per risolvere questi problemi in via amichevole, favorendo il raggiungimento di un accordo condiviso.
Tramite Reclama Facile potrai inviare un reclamo direttamente all’azienda di tuo interesse seguendo la nostra procedura guidata e avrai la possibilità di pubblicare il tuo reclamo sulla nostra Bacheca.
Per avere più dettagli su come aprire un reclamo clicca qui
1. Invia un reclamo all'azienda che ti sta causando un problema
Potrai utilizzare i nostri modelli di lettera per inviare il tuo reclamo direttamente all'azienda
2. Ricevi una notifica quando l'azienda risponde al tuo messaggio
Entra nella tua area personale per leggere la risposta dell'azienda e decidere cosa fare dopo
3. L'azienda non ti ha risposto o ha proposto una soluzione insoddisfacente?
Chiamaci per chiedere il supporto dei nostri avvocati
Prodotto non conforme
Ho ordinato un decespugliatore a batteria ed è arrivato un prodotto giocattolo rispetto a quello ordinato e pubblicizzato. Tra l'altro il prodotto arrivato è pure usato (Probabilmente si tratta di un reso). Non è arrivato insieme al pacco nessun documento fiscale! Pratica commerciale scorretta! In allegato foto del prodotto giocattolo arrivato e screenshot del prodotto pubblicizzato ed ordinato.
Restituzione caparra
Sono andato a visionare una 600 presso la sede di via Novara. Il venditore mi ha rassicurato che l'auto che ho visionato, fotografato(anche il telaio) era ancora coperta dalla garnzia di casa madre ancora per un anno(essendo ibrida il motore elettrico per 8 anni e altre problematiche di costruzione per 3/4 anni es. ruggine, perdita di colore ecc.).L'auto è immatricolata ad aprile 2025 secondo i portali online(perchè loro non mi hanno fornito del libretto) con 17500km. L'auto non aveva l'aria condizionata ma il venditore mi ha garantito che alla consegna sarebbe sta caricata. Ci siamo accordati per 18000 euro compresi di permuta della mia vecchia auto. Ho accettato l'acquisto e mi è stata chieta una caparra di 500 euro. L'ho depositata e nel frattempo ho richiesto di ricevere via email il libretto dei tagliandi per visionare il primo tagliando, le varie garanzie di cui mi aveva parlato, il contratto di acquisto. Ho dovuto chiederlo più volte e per prima cosa mi inoltra un link svizzero di fiat e della garanzia. Richiedo info e sollecito per il resto cosi mi arriva il contratto e il venditore mi dice che l'auto non ha fatto ancora nessun tagliando e che il primo lo fanno loro alla consegna. La cosa mi stranisce, chiamo Stellantis e mi dicono che la garanzie così è decaduta in quanto avrebbero dovuto fare il tagliando entro aprile 26/15000km. Nel contratto mi presentano un'altra auto con 6000km in più. Mai vista. E 300 euro in più di quanto pattuito. Sento il venditore e lui insiste che la garanzia c'è. Chiedo prove e non chiacchere e lui mi dice che per qualunque probelma nell'anno di portarla a loro. No. Non è la garanzia di casa madre. Decido di far decadere il contratto invio una email dove lo comunico e richiedo indiero la caparra, ma ancora non ho ricevuto risposta.
Tasti dell' autoradio nn funziona
In data 02-09-26 ritiro l' auto mi accorgo che i tasti dell' autoradio nn funzionano nn si alza il volume ed nn cambia la stazione
Mancato rimborso
Oggetto: Reclamo e formale messa in mora – Mancato rimborso ordine n. 1786528315516 Spett.le Deghi S.p.A., tramite la piattaforma Altroconsumo presento formale reclamo per il mancato rimborso dell’ordine n. 1786528315516 del 12 agosto 2026, relativo alla cassettiera doppia “Reina”, bianco lucido, con 8 cassetti, codice PV-C44, per un totale di € 283,90, comprensivo di € 28,90 di trasporto. La merce ricevuta presentava danni e difetti tali da comprometterne il montaggio. Il 20 agosto ho segnalato il problema mediante il ticket DA1682944 e, su vostra richiesta, ho verificato anche il secondo collo, trasmettendo fotografie e un video dei difetti riscontrati. Nella stessa giornata ho richiesto espressamente il reso e il rimborso. Il 21 agosto mi avete comunicato che avreste spedito due colli sostitutivi senza ritirare quelli danneggiati. Ho immediatamente ribadito di non volere la sostituzione e di richiedere invece il rimborso e il ritiro della merce a vostro carico. Nonostante le mie risposte, ho ricevuto ripetute comunicazioni di chiusura del ticket, mentre il problema era ancora irrisolto. Il 22 agosto il vostro operatore si è scusato per il disguido e mi ha chiesto di indicare una data per il ritiro; nello stesso giorno mi avete trasmesso il documento di reso n. 42994/2026. Ho quindi restituito la merce secondo le vostre indicazioni. Tuttavia, alla data del presente reclamo, non ho ancora ricevuto il rimborso. Il 4 settembre ho nuovamente sollecitato la restituzione dell’importo, precisando che il ritiro era già avvenuto. A tale sollecito è seguita un’ulteriore comunicazione di chiusura del ticket, anziché un chiarimento sul pagamento. Il 5 settembre è stato aperto il nuovo ticket DR1707719, senza che la questione risulti risolta. Contesto pertanto la chiusura della pratica in assenza del rimborso. La restituzione non deriva da un semplice ripensamento, ma dai danni e dai difetti del prodotto tempestivamente segnalati e documentati. Ho collaborato con la vostra assistenza, fornito quanto richiesto e restituito la merce: resto quindi senza il prodotto acquistato e senza la restituzione della somma pagata. Con la presente vi intimo formalmente di provvedere al rimborso integrale di € 283,90, comprensivo delle spese di trasporto, entro e non oltre 7 giorni dal ricevimento del presente reclamo, mediante riaccredito sul mezzo di pagamento originariamente utilizzato. La presente costituisce formale richiesta di pagamento e messa in mora ai sensi e per gli effetti dell’art. 1219 del Codice civile. Entro il medesimo termine vi chiedo di trasmettere conferma scritta dell’avvenuto rimborso, con indicazione della data e del riferimento dell’operazione. Qualora riteniate di aver già provveduto, vi invito a produrre la relativa documentazione. Decorso inutilmente il termine indicato, procederò attraverso gli strumenti di tutela disponibili, anche richiedendo l’assistenza di Altroconsumo, per ottenere il recupero dell’importo, oltre agli interessi dovuti e agli eventuali ulteriori danni documentabili, con richiesta di rimborso delle spese nei limiti previsti dalla legge. La pratica non può considerarsi risolta fino all’effettiva restituzione dell’importo dovuto. Cordiali saluti, Andrea Cinciripini
Cud 2026 mai inviato
Buongiorno , fino al 2025 ho usufruito di Booking.com per affittare una casa vacanze di mia proprietà . Ho dato disposizioni tramite mia dichiarazione a Booking.com di trattentermi in ogni fattura la ritenuta d'acconto prevista sulla tassazione della cedolare secca del 21%. La suddetta dichiarazione: "Gestisco l'attività in forma NON imprenditoriale e l'immobile che ho su Booking.com è destinato a uso residenziale (accatastato cioè come A1-A11, eccetto A10). Di conseguenza, rientro nello scopo dell'applicazione di una ritenuta fiscale per affitti brevi, e pertanto Booking.com deve continuare a trattenere le imposte dai pagamenti a mio favore." Da quel momento booking ha effettivamente prelevato in ogni fattura la ritenuta d'acconto . Dovendo fare la dichiarazione dei reddito ,sono mesi che mi interfaccio per inscritto con Booking per avere il CUD 2026 relativo ai pagamenti e versamenti fatti per mio conto all'agenzia delle entrate per l'anno 2025 . Senza il Cud nessun CAF riesce a farmi la dichiarazione dei redditi. Booking ha sempre preso tempo lamentando tempistiche tardive sulla produzione della documentazione richiesta. Ho dovuto posticipare la dichiarazione dei redditi da maggio a giugno ,poi da giugno a luglio e ora da luglio a settembre . Il termine ultimo per le dichiarazioni dei redditi 2026 è fissato al 30 settembre e io ho un ultimo appuntamento con il caf il 22 settembre ,se non mi presenterò con il CUD 2026 non potrò fare la dichiarazione dei redditi con enorme danno economico a mio carico. Nonostante i numerosi solleciti scritti di questi mesi ,Booking.com ha sempre trovato scuse e posticipato l'invio di questo documento che ad oggi non è ancora pervenuto. Ci tengo a precisare che , essendo Booking un anticipatore di queste somme da me dovute , ad oggi dal mio profilo fiscale dell'Agenzia delle Entrate io sono impossibilitata a visionare tale documentazione . Attendo con urgenza immediata l'invio del CUD 2026 da parte della Società Booking.com entro e non oltre 7 giorni per poter procedere alla dichiarazione dei redditi . Nulla ricevendo ,mi attiverò immediatamente a tutela dei miei diritti ed interessi economici senza ulteriore preavviso scritto nè comunicazione a Booking.Com. Attendo riscontro celere Distinti Saluti Schembri Teresa
RINNOVO ABBONAMENTO PRIME
buogiorno, dopo quasi 1 anni ormai penso che chiamo per annullare l'abbonamento(visto che sul sito di edream è impossibile sia gestire l'abbonamento annuale che eliminare il profilo) dopo svariate chiamate dove mi hanno confermato che l'abbonamento fosse annullato... nella mia carta si continuano a scalare 99,99euro(non avendo fortunatamente credito nel tempo della richiesta) non mi vengono scalati ma ripeto, solo perchè al momento del pagamento non ho capita nella mia carta personale....onestamente dopo tutte le volte che ho chiamato, le prese in giro tramite il vostro sito dove non si può ne annullare abbonamento ne cancellare profilo!! questa è l'ultima volta che provo a sistemare le cose con le buone,se anche questa volta le cose continuano sarà felice di richiedere un'avvocato e di querelarvi perchè mi state creando problemi emozionali oltre che mentali a causa della vostra disorganizzazione oltre che al fatto che sia IMPOSSIBILE gestire i propri pagamento e abbonamento nel vostro sito. vi invito a rispondermi il prima possibile perchè ne ho le palle piene. ciao
Mancata attivazione della copertura della Polizza Tutela Legale
1. I fatti La sottoscritta è titolare di una polizza “Io e la mia Casa” n.ro 482381572 di Allianz Direct S.p.A., comprensiva della garanzia Tutela Legale Famiglia. Nell’ambito di una controversia con una concessionaria automobilistica, relativa alla restituzione di una caparra di 1000 euro e al risarcimento di danni per 11.000 euro, per un valore in lite complessivo di circa 11.100 euro, a seguito di plurime messe in mora rimaste senza esito e di un tentativo di mediazione al quale la concessionaria non ha ritenuto di partecipare, la sottoscritta ha attivato la denuncia di sinistro per ottenere l’assistenza legale prevista dalla garanzia Tutela Legale Famiglia. 2. I dinieghi ricevuti Allianz Direct ha negato la copertura con due comunicazioni successive e tra loro contraddittorie: • 28 agosto 2026: diniego motivato con l’esclusione “controversie relative alla proprietà o uso di veicoli a motore”. • 31/31 agosto 2026 con due diversi liquidatori: diniego confermato con una motivazione diversa, secondo cui il contratto di acquisto “rientrerebbe nella proprietà”, in quanto dopo la sottoscrizione la vettura sarebbe diventata di proprietà della sottoscritta. 3. Perché il diniego è infondato a) Il Set Informativo “Io e la mia Casa” (Sezione 13 – Tutela Legale Famiglia) esclude i “contratti preliminari di vendita o contratti di compravendita” solo con riferimento ai beni immobili; per i veicoli l’esclusione riguarda solo le controversie sulla “proprietà o uso”, senza menzionare vicende contrattuali di acquisto. Non vi è quindi alcuna base testuale per estendere l’esclusione immobiliare ai veicoli. b) Giuridicamente, il trasferimento della proprietà di un bene mobile non è automatico alla sola firma del contratto, ma è subordinato, quando rilevante, al pagamento integrale del prezzo (art. 1523 c.c.). Poiché la controversia riguarda proprio la mancata restituzione di una caparra, in un rapporto contrattuale mai completato, la proprietà del veicolo non si è mai perfezionata in capo alla sottoscritta: l’argomentazione di Allianz Direct è quindi tecnicamente errata. c) Le due motivazioni di diniego sono tra loro incompatibili e nessuna delle due, ad un esame testuale del contratto, risulta pertinente al caso concreto. d) Nonostante specifica richiesta scritta, la Compagnia non ha mai fornito indicazione puntuale della clausola contrattuale realmente applicabile. 4. Elemento di contesto Secondo i dati pubblicati da IVASS relativi ai reclami dei consumatori per l’anno 2025, Allianz Direct S.p.A. si colloca al 10° posto su 126 compagnie monitorate per numero di reclami ogni 10.000 contratti, con un indice pari a 23,26 — quasi cinque volte superiore alla media delle imprese italiane vigilate (4,73). 5. Richiesta Si richiede il supporto di Altroconsumo per: • ottenere la revoca del diniego e l’attivazione della garanzia Tutela Legale Famiglia per il sinistro in oggetto; • una valutazione legale della fondatezza delle motivazioni addotte da Allianz Direct; • eventuale assistenza nella fase di reclamo a IVASS o di ricorso all’Arbitro Assicurativo, qualora il riscontro della Compagnia risultasse ancora insoddisfacente. 6. Documentazione disponibile • Comunicazioni di diniego del 28 agosto e del 31 agosto 2026 • Copia delle contestazioni scritte già inviate alla Compagnia • Copi della polizza e del Set Informativo “Io e la mia Casa” contenente anche la Sezione Tutela Legale. • Documentazione relativa alla vertenza con la concessionaria (verbale di mediazione)
Reclamo per bagaglio danneggiato e furto
Desidero presentare un reclamo formale nei confronti della compagnia aerea Iberia per la violazione ed il furto subito al mio bagaglio da stiva durante il volo IB0155 da Roma(FCO) a Bogota(BOG) via Madrid, codice prenotazione M84C7. Durante il viaggio di andata all'estero, il viaggio ha subito gravi disservizi fin dalla scala a Madrid: essendomi presentata in aeroporto con il dovuto anticipo per il volo originario il volo IB0155 è stato riprogrammato per ben due volte (passando dalla 00:10 alle 06:25 e successivamente alle 07:15), costringendomi ad una lunghissima attesa di oltre 9 ore e al pernottamento in hotel. A seguito della consegna del bagaglio all'aeroporto di Bogota, ho riscontrato che la valigia era stata forzata, i sigili ed il lucchetto applicati a Roma erano stati rimossi e la valigia risultava aperta. La valigia, imbarcata a Roma con un peso originario circa 23kg, è stata riconsegnata con un peso di soli 17kg, evidenziando un ammanco di circa 6kg di beni personali. Ho tempestivamente aperto il relativo PIR in aeroporto di Bogota. Successivamente, ho contattato Iberia. Con e-mail formale, Iberia ha riconosciuto il ritardo pagando l'indennizzo di 600 euros previsto dal Reg. CE 261/2004 e ha riconosciuto espressamente i danni al bagaglio, invitandomi ad aprire una pratica separata presso il dipartamento specializzato. Ho seguito le loro istruzioni ed aperto il secondo protocollo, tentando ripetutamente di risolvere la situazione anche durante il soggiorno in Colombia. Non parlando spagnolo, ho provato a contattare l'assistenza Iberia Italia, ma a causa del fuso orario gli ufici italiani risultavano gia chiusi. Per ovviare a ciò, ho persino contattato il servizio cliente Iberia in Brasile (sono Brasiliana ma residente in Italia, in lingua portoghese , data la compatibilita di fuso orario con la Colombia). Purtroppo, nonostante tutti questi tentativi e la documentazione fornita, il dipartimento bagagli ha respinto la richiesta per due volte via e-mail e anche al telefono. Ho dovuto quindi attendere il mio rientro programmato in Italia per poter sporgere formale denuncia alle autorita locali. Al mio rientro, ho sporto regolare Denuncia/Querela presso la questura di Ascoli Piceno (di cui se allega la copia) La giustificazione di Iberia sulla "dogana" è del tutto infondata e pretestuosa: 1. Non é stato inserito alcun verbale, sigillo o notifica ufficiale di ispezione all'interno del bagaglio (procedura obbligatoria per legge in caso di controlli doganali). 2. Vi è stata una sottrazione di materiale per circa 6kg e oltre 1000 euros di valore, fattispecie che configura un vero proprio furto in transito. Ai sensi della Convensione di Montreal, il vettore aereo è responsabile del dano derivante dalla distruzione, perdita o deterioramento del bagaglio consegnato. Si precisa che la documentazione allegata include comunicazioni in lingua spagnola, italiana e portoghese, a riprova di tutti i tentativi di contatto effettuati a livello internazionale. Richiedo pertanto il risarcimento per i beni sottratti e per i danni alla valigia per l'importo totale stimato di 1500 euros.
Catena distribuzione e guasti sistemi antinquinamento
Sono proprietario di una citroën C4 Spacetourer diesel automatica immatricolata nel luglio 2022 targata GJ087VD. A metà ottobre 2025 ha cominciato a manifestarsi occasionalmente un segnale di anomalia motore che poi è diventato fisso punto. Mi sono rivolto ad una concessionaria Citröen, Gregis di Sesto San Giovanni dove già mi appoggiavo per la manutenzione, che ha eseguito una diagnosi riscontrando una rumorosità alla catena di distribuzione che avrebbe dovuto essere soggetta ad un richiamo e mi ha rinviato alla rete Stellantis poiché loro non potevano eseguire interventi di questo tipo. Ho allora contattato la rete Stellantis, nella fattispecie la sede di Sesto San Giovanni, e l'operatrice mi ha comunicato che non c'era alcun tipo di richiamo in corso su questa vettura e la garanzia biennale era scaduta. Avrei potuto avere un appuntamento per la riparazione ordinaria non prima del 25 novembre e non era garantita la disponibilità dei ricambi, con un inaccettabile fermo in macchina di quasi due mesi. Mi sono allora rivolto ad un officina della rete Euro Repar a Segrate in via Galileo 14 marchio che mi risulta essere di proprietà Stellantis. Gianserra, titolare del officina, dopo aver verificato la disponibilità di ricambio mi ha informato che ce ne erano circa 800 in lista d'attesa poiché si trattava di un difetto ricorrente e che la disponibilità attuale non era garantita. È riuscito a reperire ricambi a Battipaglia e se li è fatti inviare ed ha iniziato lo smontaggio alla riparazione del veicolo. Nel frattempo attraverso la app my Citröen ho contattato il servizio clienti che mi ha chiamato in due occasioni invitandomi a trasferire l'auto in una concessionario ufficiale, cosa che non ho potuto fare poiché lo smontaggio era già iniziato. Intanto visto il prolungarsi dei tempi ho dovuto provvedere a procurarmi un'altra vettura. Poiché avevo urgente necessità di avere l'auto e la risposta era estremamente tardiva ho consentito una riparazione che mi dava maggiore garanzia dei tempi. L'intervento ha avuto un costo di oltre tremila euro. Ho poi ricevuto una lettera datata giugno 2026 da parte di Stellantis che mi invitava di rivolgermi alla rete di riparazione per il richiamo sulla stessa catena di distribuzione. E quindi è evidente che erano perfettamente consapevoli del difetto produttivo di una catena sottodimensionata ma al momento del guasto che mi ha riguardato non era attivo il richiamo. Ho quindi prenotato la visita in officina per il controllo della catena il 7 settembre. Nel frattempo il 7 agosto l'auto ha avuto un guasto mentre mi trovavo a Fornovo val di Taro e quindi ho dovuto riportarla a Milano con un carro attrezzi che è costato altri 510 euro e non ha più ripreso il funzionamento. Contattata di nuovo l'officina Gianserra alla riapertura ha riscontrato la rottura della valvola EGR. Ho quindi dovuto spostare l'appuntamento presso la sede Citroen di Sesto San Giovanni e mi è stato dato per il 19 novembre. Tutto questo ha provocato, oltre ad un esborso economico rilevante, un fermo auto per diversi mesi. Contattato nuovamente il servizio clienti di Stellantis mi hanno risposto che poiché gli interventi non erano stati eseguiti nella rete ufficiale, pur essendo Euro Repar di proprietà Stellantis, non erano disponibili ad alcun tipo di indennizzo. Per un auto di soli quattro anni direi che questi guasti sono eccessivi e sono pronto a rivolgermi ad un legale per tutelare il mio diritto di consumatore. La mancata risposta di Stellantis con scuse procedurali non cambia il fatto che la catena di distribuzione fosse difettosa e lo sapevano perfettamente.
Richiesta rimborso 40% su metodo di pagamento originario -prenotazione bassano beach
Oggetto: Contestazione formale e diffida ad adempiere - Richiesta rimborso monetario parziale del 40% su metodo di pagamento originario per prenotazione 1.681,00 € - Struttura Bassano Beach.Con la presente intendo formalizzare un reclamo ufficiale in merito ai gravi disservizi subiti durante il soggiorno presso la struttura Bassano Beach. Segnalo inoltre che l'assistenza clienti tramite la chat dell'applicazione è rimasta totalmente silente, lasciandomi privo del supporto dovuto.Il soggiorno ha presentato gravissime difformità rispetto a quanto pubblicizzato sulla vostra piattaforma, integrando gli estremi della pubblicità ingannevole. Nello specifico si sono riscontrati i seguenti disservizi e violazioni:Falsa descrizione dell'alloggio: La struttura è stata pubblicizzata e filtrata come "bilocale" provvisto di camera da letto separata. In realtà si è rivelata essere un monolocale privo di stanza da letto indipendente, aggirando intenzionalmente i filtri di ricerca di Booking.com.Mancanza di trasparenza sui prezzi (Costi occulti): Il servizio biancheria obbligatorio non presentava il prezzo esposto chiaramente sul sito al momento della prenotazione, ma è stato comunicato separatamente in violazione delle norme sulla trasparenza dei prezzi. Carenza igienico-sanitaria del condizionatore: L'impianto di condizionamento presentava filtri totalmente ostruiti e insalubri. Abbiamo dovuto procedere personalmente alla pulizia dei filtri per poter utilizzare l'aria condizionata, esponendoci a gravi rischi sanitari. Guasto all'impianto idraulico: El bidet presentava uno scarico completamente bloccato che ha reso inutilizzabile il sanitario per l'intera durata del soggiorno.A causa di tali gravi inadempienze, il valore del soggiorno è stato fortemente compromesso. Richiedo pertanto un indennizzo parziale pari al 40% dell'importo totale pagato, quantificabile in 672,40 €.Specifico sin da ora che rifiuto categoricamente qualsiasi forma di rimborso tramite crediti Wallet o voucher vincolati sulla vostra piattaforma. Tale imposizione unilaterale contrasta con l'art. 20 e successivi del Codice del Consumo (D. Lgs. 206/2005), integrando una pratica commerciale scorretta. L'obbligazione di rimborso va estinta con valuta reale sul mezzo di pagamento originario, come previsto dai principi di correttezza e buona fede (art. 1175 e 1375 c.c.).Vi diffido a procedere al riaccredito immediato della somma di 672,40 € sulla carta di pagamento originaria entro e non oltre 7 giorni dal ricevimento della presente. In difetto, la pratica verrà gestita tramite l'assistenza legale di Altroconsumo e segnalata all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), procedendo parallelamente alla richiesta di storno (chargeback) presso il mio istituto bancario.Si allegano alla presente gli screenshot della chat di assistenza rimasta senza risposta, i messaggi privati dell'host (relativi ai costi occulti della biancheria e alla proposta di sconti fuori piattaforma) e la documentazione fotografica dei filtri del condizionatore e del bidet.
Hai bisogno di aiuto?
I nostri avvocati esperti in diritto del consumo sono a disposizione dei nostri soci per fornire un consiglio personalizzato
Chiama il nostro servizio
I nostri avvocati sono disponibili dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 13:00 alle 17:00
Sei un'azienda?
Sei un consumatore?
