Bacheca dei reclami
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Contestazione Airbnb
Salve, desidero chiedere la vostra assistenza in merito a una controversia con Airbnb relativa a un soggiorno a Simius, del costo complessivo di € 383,62 periodo dal 25luglio al 27 luglio 2026, codice conferma prenotazione HMKWXFXHNE , due adulti e due bambini. Già dopo il primo giorno di soggiorno abbiamo riscontrato diverse problematiche nell’alloggio, tra cui muffa sulle pareti della camera da letto con forte odore, condizioni di pulizia non adeguate, ragnatele, scarico della doccia ostruito, lampadine non funzionanti e letti scomodi. Abbiamo tempestivamente segnalato le problematiche all’host e ad Airbnb e, nel tentativo di risolvere la situazione in maniera bonaria, abbiamo inizialmente richiesto un rimborso parziale di €80. L’host, tuttavia, dopo aver preso visione delle problematiche, aveva inizialmente manifestato la disponibilità a riconoscere soltanto €50. La situazione è successivamente peggiorata durante la seconda notte. Dalle circa 02:00 alle 10:00 si è verificata un’interruzione totale dell’energia elettrica, con conseguente impossibilità di utilizzare illuminazione e climatizzazione. Si sono svegliati prima i nostri due figli minorenni, piangendo perché spaventati dal buio. Successivamente ci siamo svegliati io e mio marito accaldati e senza capire cosa fosse successo. Siccome nell’appartamento non c’era segnale e la wifi non funzionava sono dovuta uscire dall’appartamento e allontanarmi per avere un minimo di ricezione e avvertire l’host. La notte è stata praticamente insonne anche a causa del caldo e la mattina successiva eravamo in condizioni di forte stanchezza e stress, dovendo inoltre affrontare il viaggio di rientro in auto con i bambini. Il blackout ha inoltre provocato il deterioramento di oltre €50 di alimenti conservati nel frigorifero, che siamo stati costretti a gettare, e non ci ha consentito di usufruire della colazione. Prima della partenza abbiamo inoltre rinvenuto una trappola per roditori sotto il letto, trovata dai nostri figli, che inizialmente non sapevano cosa fosse e vi stavano giocando. A seguito dell’insieme di queste problematiche, e quindi dopo il secondo giorno di soggiorno, abbiamo richiesto un rimborso parziale di €150. È importante precisare che questa richiesta di €150 è stata formulata nell’immediatezza degli eventi, dopo una notte praticamente insonne e in condizioni di affaticamento psicofisico. Riteniamo pertanto che tale prima quantificazione non possa essere considerata una valutazione ponderata e definitiva dell’entità dei disagi subiti, né un’accettazione preventiva di €150 quale compensazione definitiva. L’host ha successivamente aumentato la propria proposta fino a €100, ma anche tale proposta è stata espressamente rifiutata da noi, come risulta dalle conversazioni. Nonostante la documentazione fotografica e video fornita e le comunicazioni con l’host, ritenendo insufficiente la proposta ricevuta abbiamo quindi deciso di avviare una procedura di chargeback tramite la nostra banca, informando Airbnb della nostra intenzione. Soltanto successivamente all’avvio della procedura di chargeback Airbnb ha deciso dopo 6 giorni dalla nostra richiesta di rimborso, di intervenire direttamente, riconoscendo ulteriori €50 e portando così il rimborso complessivo a €150 (€100 a carico dell’host e €50 a carico di Airbnb). Il chargeback è stato successivamente respinto, in quanto l’istituto bancario ci ha comunicato che, avendo comunque usufruito dell’alloggio, non sussistevano i presupposti per un rimborso integrale. Precisiamo tuttavia che non contestiamo di aver usufruito dell’alloggio: contestiamo la conformità del servizio ricevuto e la proporzionalità del prezzo pagato rispetto alle condizioni effettivamente riscontrate. Pertanto, il fatto di aver usufruito dell’alloggio per l’intera durata del soggiorno non deve essere interpretato come un’accettazione delle condizioni dell’immobile o come una dimostrazione dell’assenza dei problemi segnalati, soprattutto considerando che i disagi più gravi si sono verificati durante l’ultima notte e poco prima della partenza, quando si è verificata l’interruzione dell’energia elettrica e quando è stata rinvenuta la trappola per roditori sotto il letto. Successivamente abbiamo chiesto ad Airbnb di riesaminare la vicenda, contestando anche la loro affermazione secondo cui avremmo accettato i €150 come soluzione definitiva. Dalla conversazione risulta invece chiaramente che la proposta dell’host di €100 era stata rifiutata. Airbnb ha comunque confermato la propria posizione e comunicato la chiusura della pratica, sostenendo di aver fatto il possibile per venirci incontro. RICHIESTA Considerato il costo complessivo del soggiorno di €383,62, le molteplici problematiche riscontrate, il blackout di circa 8 ore, la notte praticamente insonne, i disagi subiti dai nostri figli, la presenza della trappola per roditori, la perdita di oltre €50 di alimenti e la documentazione disponibile, riteniamo che il rimborso complessivo di €150 non sia proporzionato alla significativa riduzione del valore del servizio ricevuto. Chiediamo pertanto ad Altroconsumo di valutare la vicenda e assisterci nel tentativo di ottenere un ulteriore rimborso da Airbnb, in misura che riteniate congrua e giustificata sulla base della documentazione. Siamo in possesso di tutta la documentazione relativa alla vicenda: conferma della prenotazione e pagamento di €383,62, fotografie e video delle problematiche, conversazioni con l’host e Airbnb, comunicazione relativa al rimborso di €150, documentazione relativa al chargeback e documentazione della spesa alimentare deteriorata. Ringraziandovi per l’assistenza, resto in attesa di un vostro riscontro. Cordiali saluti. Isanna Parisella
costo sostituzione parabrezza esagerato
Spettabile Carglass Direzione Sede Centrale Belron Italia Spa Via Caldera 21 Milano il sottoscritto Gianluca Mancino con la presente invia alla vostra attenzione una richiesta di rimborso parziale in merito al lavoro di sostituzione parabrezza effettuato in data 28 luglio presso il vostro punto affiliato di San Benedetto del Tronto,riferito alla fattura allegata alla presente . Il rimborso richiesto è perché il corrispettivo da voi richiesto e dal sottoscritto pagato supera sensibilmente il valore del prezzo di mercato richiesto per il medesimo lavoro da officine qualificate dedicate alla sostituzione dei cristalli auto Riepilogando : Il 28 luglio il sottoscritto ha fatto effettuare tale lavoro presso la vostra officina sulla sua Dacia Sandero Streetway SCe65 expression del 02 2024 targata GR995ZM come da vostra fattura allegata. Il corrispettivo pagato per tale lavoro è stato di 857 euro e nella fattura non si richiama alla specifica di tale prezzo totale e cioè: come si è arrivato a questo totale, manodopera, prodotti utilizzati, eccetera eccetera. Il sottoscritto ha effettuato tale lavoro a seguito della forte grandinata che si è abbattuta su San Benedetto del Tronto in data 21 luglio corrente anno, a seguito della quale innumerevoli autovetture della zona di San Benedetto del Tronto hanno avuto i vetri danneggiati e si è creato quindi una serie di necessità che purtroppo sono andate ben oltre quelle che sono le attività normali di tutte le officine dedicate alla sostituzione cristalli auto tra cui la vostra . Il sottoscritto è arrivato alla vostra officina tramite una richiesta fatta online sul vostro sito è stato prima contattato dalla vostra sede di Milano e successivamente dalla sede di San Benedetto del Tronto. Quando ha effettuato il lavoro a San Benedetto del Tronto a fine lavoro gli è stato chiesto alla cifra di 857 euro. Successivamente : il sottoscritto in relazione alla fattura ricevuta dove come dicevo non esiste nessuna specifica sui prodotti utilizzati sulla manodopera e sul tempo di intervento tali da chiarire come si possa arrivare alla somma di 857€; proprio in virtù di tale assenza di specifica e soprattutto in virtù della cifra particolarmente alta , ha richiesto degli altri preventivi per il medesimo lavoro su officine dedicate al cambio cristalli delle autovetture e ha potuto constatare che i preventivi ricevuti per il medesimo lavoro erano di gran lunga più bassi di quelli di quello che effettivamente ha pagato presso la vostra struttura : i preventivi ricevuti vanno dai 450 euro ai 630 tutto compreso IVA compresa. A questo punto il sottoscritto ha ragione di ritenere che la somma che ha pagato è frutto di un calcolo non avvenuto correttamente e pertanto chiede: la fattura con la specifica dei lavori effettuati suddivisi tra prodotti utilizzati manodopera e tempo di intervento. Essendo sicuro che tale corrispettivo pagato supera il corrispettivo esatto per il lavoro effettivamente svolto ed i materiali impiegati, chiede che gli venga restituita la cifra pagata in più. Non può esserci una differenza così forte tra il prezzo a voi pagato e quello che si trova nella maggioranza delle officine qualificate dedicate a tali attività. In attesa di vostro riscontro in merito porgo distinti saluti. Gianluca Mancino
Contestazione sollecito RSG Group Italia S.r.l.
Buonasera, vi contatto per richiedere assistenza nei confronti di RSG Group Italia S.r.l., in data 20/04/26 e successivamente il 06/08/26 ho provveduto a inviare contestazione e disdetta tramite PEC all'azienda. Nonostante le mie comunicazioni a valore legale, riconosco di aver perso le mail successive da RSG ricevute nella mia casella postale ordinaria, dichiaranti dell'impossibilità di chiudere nell'immediato per loro clausole, ritrovandomi 4 mesi dopo con addebiti di penali a mio avviso sproporzionate e non dovute. Inoltre se avessi preso visione tramite canale legale da parte loro mi sarei tutelato almeno o usufruendo comunque dell'abbonamento o delle sospensioni mensili a disposizione, prima di chiudere con l'abbonamento. Vi allego le mie ricevute PEC e i solleciti ricevuti. Chiedo il vostro intervento per far valere la mia contestazione, annullare le spese di mora ingiustificate e, se necessario, definire una chiusura a saldo e stralcio della posizione. Cordiali saluti, Flavio Ronga
Servizio non effettuato
Spett.le SecurDucale Istituto di Vigilanza, in data 15/05/2026 ho sottoscritto la Proposta d' ordine per ronda armata di controllo della mia abitazione sita a Scandiano RE tutte le notti dalle 22,00 alle 06,00 con 2 ispezioni. La cifra concordata era di € 30,00 + IVA al mese a partire dal mese di giugno. In questi 2 mesi non ho mai visto la vostra auto e nemmeno un riscontro del vostro passaggio con un bigliettino. In compenso mi avete inviato le 2 fatture. In mancanza di un vostro riscontro non pagherò e adirò le vie legali a tutela dei miei diritti. In allegato trasmetto la copia della proposta d' ordine. In fede, Carlo Bonetti
Ritardo installazione pergola Arquati dopo pagamento integrale e mancato riscontro PEC
Buongiorno, desidero segnalare la mia esperienza negativa con Arquati S.r.l. in relazione al contratto AGE000350_260217243, sottoscritto in data 17/02/2026 per la fornitura e posa di una pergola personalizzata su misura. Ho scelto Arquati confidando nella notorietà del marchio e nella serietà dell’azienda, pur avendo valutato anche soluzioni alternative. L’acquisto era legato a un’esigenza concreta: avere una copertura funzionante durante la stagione estiva, a protezione dell’area esterna e della porta d’ingresso dell’abitazione. Nel corso della pratica ho provveduto al pagamento degli importi richiesti. La gestione amministrativa è stata però tutt’altro che lineare: ho ricevuto richieste di saldo non corrette, successivamente rettificate solo dopo mie verifiche e contestazioni. Anche dopo l’invio delle contabili sono arrivati ulteriori solleciti di pagamento, creando confusione e perdita di tempo. Sul piano dell’installazione, la situazione è stata ancora più problematica. La posa era stata inizialmente fissata per il 30/07/2026, poi spostata al 31/07/2026 e infine annullata da Arquati a ridosso della data prevista, per un problema interno alla squadra incaricata. Successivamente mi è stata proposta una nuova data: 20/08/2026. Ho contestato formalmente tale tempistica, perché ormai tardiva rispetto all’interesse concreto che aveva determinato l’acquisto. La vecchia tettoia era stata rimossa già nel mese di aprile, in funzione dell’intervento, e costituiva l’unico riparo dell’area interessata. Di conseguenza, durante i mesi di giugno, luglio e agosto siamo rimasti senza protezione proprio nel periodo in cui la copertura era più necessaria. Il disagio non riguarda solo il mancato utilizzo della zona ombreggiata. L’area scoperta comprende anche la porta d’ingresso dell’appartamento in cui vivo con mia madre di 87 anni. L’assenza della copertura ha comportato una maggiore esposizione al sole e al calore, con conseguenti ripercussioni anche sulla temperatura interna dell’abitazione. Alle mie comunicazioni formali inviate tramite PEC non è stato dato un riscontro diretto e puntuale. Ho ricevuto invece una comunicazione ordinaria nella quale Arquati sostiene che, non avendo ricevuto una mia conferma senza riserve per la data del 20/08/2026, la posa verrà riprogrammata tra settembre e ottobre. Contesto questa ricostruzione. Non ho mai rifiutato immotivatamente la posa: ho contestato la tardività dell’intervento e ho chiesto una soluzione scritta della controversia. Ritengo inaccettabile che il mancato assenso senza riserve a una data già tardiva venga ora utilizzato per giustificare un ulteriore slittamento a settembre o ottobre. A mio avviso, un rinvio a settembre/ottobre comprometterebbe definitivamente l’utilità stagionale della pergola, acquistata proprio per proteggere e rendere fruibile l’area durante il periodo estivo. Chiedo pertanto la risoluzione del contratto con restituzione delle somme versate. In subordine, qualora Arquati intendesse comunque procedere con l’installazione tardiva, chiedo che venga previamente concordata per iscritto una soluzione equa, comprensiva di un adeguato ristoro economico per il ritardo, la perdita dell’utilità stagionale della prestazione, la rimozione anticipata della precedente tettoia e i disagi abitativi conseguenti. Resto in attesa di un riscontro scritto e di un intervento che consenta di definire la pratica in modo corretto. C.P.
Sollecito al pagamento fattura di abbonamento
Buongiorno, Vorrei segnalare una pratica commerciale scorretta da parte dell'azienda JobLeads. Dopo un periodo di prova finito piu di un anno fa, ultimamente sono stato contattato tramite email dalla PAIR Finance GmbH, che mi suggerisce di pagare una fattura insoluta di 53.83 euro entro il 31/08/2026, altrimenti prenderanno provvedimenti in merito. Allego il testo dell'ultima email ricevuta: Egregio Signor P, Le abbiamo ormai richiesto con numerosi tentativi di contatto di pagare il Suo debito insoluto presso JobLeads. Se non riceviamo il pagamento entro il 31.08.2026, il Suo caso verrà affidato all'ufficio legale e verrà valutato l’avvio di un procedimento monitorio. Pertanto, le chiediamo per l'ultima volta espressamente di pagare l'importo dovuto di € 53.82. A seguito di questa email, ribadisco di non aver usufruito del servizio oltre i 14 giorni previsti dal periodo di prova e non ho dato espressamente il mio assenso per un eventuale rinnovo automatico, non chiaramente esplicitato in fase di adesione. Non ho usufruito dei servizi della piattaforma per il periodo fatturato. Ho già cancellato il mio account in modo da non richiedere più questo servizio a pagamento e in abbonamento. Sono ben disposto a percorrere vie legali se necessario, in modo da fare valere i miei diritti e chiudere la situazione, ribadendo la pratica commerciale scorretta e il modo ingannevole di richiedere l'adesione ad un abbonamento non richiesto e a me non necessario, tra l'altro dopo più di un anno, presentandomi un conto per qualcosa che non ho utilizzato. Attendo vostre in merito alla vicenda. Cordiali saluti.
Villaggio vacanze sporco e decadente
Vorrei aprire un reclamo per segnalare con gran dispiacere le condizioni di scarsa igiene, decadenza di arredi e superfici della stanza assegnatoci e della struttura in generale, per come si presenta al nostro arrivo al villaggio resort Apulia hotel Baia di Dino in data 17 agosto. Come si evince dalle foto vi sono ragni, sporcizia all'interno di frigo (per altro non funzionante), angoli della stanza e superfici del bagno e muffa sulle pareti. Lungo il viale di accesso alla parte centrale e lungo il percorso pedonale che porta alle stanze vi sono tombini scoperti non segnalati, grate di scarico rotte e taglienti. A parte i segni di una mancata e profonda manutenzione ai quali non c'è rimedio immediato ovviamente, segni di sporcizia più evidente e meno difficile da rimuovere, quali impronte di scarpe sul soffitto, strati di polvere sulle superfici, escrementi di piccione sul cornicione della finestra del bagno, a mio parere potevano benissimo essere rimossi prima del nostro arrivo, in modo da trovare almeno un ambiente presentabile in cui soggiornare. Al contrario, la struttura è avvolta dal totale senso di abbandono e incuria, anche per i minimi dettagli.
Indennizzo assicurazione
Buongiorno, chiedo un vostro parere in merito al diniego della garanzia "diaria da gesso" relativa all'infortunio di mio figlio Marco Castoldi. Il 25/02/2026 Marco ha riportato una frattura radiologicamente accertata, trattata con applicazione di gesso. La rimozione del gesso è avvenuta a domicilio esclusivamente perché espressamente indicato dal medico del Pronto Soccorso e non per iniziativa della famiglia. La compagnia assicurativa ha negato la diaria da gesso richiamando una clausola che prevede che il gesso sia applicato e rimosso da personale medico o paramedico presso apposite strutture. Ritengo il diniego ingiustificato poiché: la frattura e l'immobilizzazione sono documentate; la famiglia ha seguito le prescrizioni mediche; il minore ha subito limitazioni significative e documentate (esonero attività fisica, difficoltà di deambulazione e stop allo sport per ulteriori 45 giorni). Vi chiedo se la compagnia possa legittimamente negare l'indennizzo in queste circostanze e se vi siano i presupposti per un reclamo formale o ulteriori azioni di tutela. Cordiali saluti Rosalinda Cirisano
Il pago risulta consegnato ma non è stato consegnato
Buongiorno, ho comprato un articolo che goffo da come consegnato il giorno 27 luglio. Quel giorno io non ero a casa, il corriere non ha citofonato, non ha chiamato. Ha lasciato delle foto che raffigurano la strada al di fuori del condominio. Il condominio non ha una portineria. I condomini non hanno preso il pacco. Il pacco non è stato consegnato. Ho chiamato più volte il servizio clienti gofo che non mi sa né aiutare né dare spiegazioni. Continuano a insistere che il server da come Consegnato il pacco. Ma io non ho ricevuto il pacco.
Addebito non autorizzato
Buon giorno, mi è stato addebitato da avast antivirus un rinnovo non autorizzato per il pacchetto avast premium: non mi è stata inviata alcuna mail relativa ad un eventuale rinnovo, dall' account è impossibile accedere al nuovo e al precedente abbonamento, con la chat di avast non si riesce a risolvere il problema ne a recedere dall' abbonamento ed avere il rimborso.
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