Bacheca dei reclami
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Non mi hanno dato l’indirizzo per la spedizione del reso
Spett. Marlow Crest In data 14 giugno ho acquistato presso il Vostro negozio online due abiti pagando contestualmente l’importo di € 67,92 Alla consegna del prodotto, avvenuta il 2 luglio potendone visionare direttamente le caratteristiche, ho deciso di avvalermi del diritto di recesso ai sensi dell’art. 52 e segg. del D.Lsg. 206/05. Vi ho inviato una comunicazione in tal senso tramite il vostro sito lo stesso 2 luglio. Il 9 luglio mi avete risposto che l’avevo due opzioni: • Opzione 1 – Reso con rimborso integrale: potrà restituire entrambi gli articoli e, una volta ricevuti e verificati presso il nostro centro logistico, provvederemo al rimborso completo dell'importo pagato. • Opzione 2 – Rimborso parziale del 20%: qualora preferisse evitare le spese e i tempi della restituzione, potrà trattenere gli articoli e ricevere un rimborso pari al 20% del valore complessivo dell'ordine come gesto di cortesia. V ho risposto che prima di scegliere un’opzione volevo conoscere le spese di spedizione a mio carico ma non ho ancora ricevuto una risposta . Vi invito pertanto ad ottemperare la mia legittima richiesta di recedere dal contratto, confermando che Il prodotto, integro e completo in tutte le sue parti, è disponibile per la restituzione e richiedo di conseguenza il rimborso del prezzo pagato pari a € 67,92 tramite riaccredito sul mezzo di pagamento utilizzato per l’acquisto. Attendo un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, valendo la stessa quale messa in mora ai sensi e per gli effetti dell’art. 1219 c.c.
Mancata sostituzione frigorifero nuovo non funzionante
Spett. Conforama, In data 11/05/2026 ho acquistato presso il Vostro negozio dito in Vergiate (VA) un frigorifero. Il prodotto che doveva essere consegnato entro fine giugno, è stato consegnato con un enorme ritardo il 30/07/2026. Oltre al grande ritardo,il prodotto consegnato non è funzionante e presenta difetti che lo rendono non conforme allo scopo per cui è stato acquistato. In particolare, il frigorifero non raffredda nonostante siano state seguite le indicazioni (una volta collegato e acceso il frigo, la prima volta non va aperto prima di 6 ore), nonostante ciò il.frigo è caldo e il motore sembra surriscaldarsi. Ai sensi dell’art. 130 e segg. del D.Lsg. 206/05 richiedo pertanto la riparazione del prodotto e, ove la stessa risultasse impossibile o eccessivamente onerosa, richiedo fin d’ora la sostituzione dello stesso senza spese a mio carico o, in alternativa, la risoluzione del contratto con rimborso del prezzo d’acquisto. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti. Allegati: Conferma ordine/Copia contratto d’acquisto Ricevuta di pagamento
contestazione dell’intervento, dei costi applicati e della gestione del rapporto con il cliente
Con la presente desideriamo sottoporre alla Vostra attenzione quanto accaduto in occasione di un intervento di pronto intervento elettrico effettuato da Service Italia SAS, ritenendo che la vicenda meriti una verifica e una segnalazione, soprattutto per le modalità con cui, a nostro avviso, siamo stati indotti ad accettare un intervento dal costo sproporzionato rispetto ai materiali utilizzati e all’attività svolta. L’episodio si è verificato mentre stavamo installando un nuovo lampadario a pale da soffitto. Durante la prova dell’apparecchio è scattato il salvavita e non è stato più possibile riattivare l’alimentazione elettrica. Trovandoci in una situazione di effettiva necessità e disagio, abbiamo cercato un servizio di pronto intervento su Internet, contattando Service Italia SAS. L’elettricista intervenuto presso la nostra abitazione ci ha prospettato un problema al quadro elettrico, descrivendolo come una vera e propria “bruciatura” del quadro e sostenendo la necessità di procedere alla sua sostituzione. La spiegazione è stata accompagnata da un ampio utilizzo di terminologia tecnica che, non essendo noi professionisti del settore, non eravamo in grado di comprendere e valutare autonomamente. In una situazione di emergenza, e facendo affidamento sulla professionalità del tecnico, siamo stati quindi convinti ad autorizzare la sostituzione del quadro elettrico, sebbene inizialmente non fossimo affatto intenzionati a procedere con un intervento di tale portata. Ci è stato indicato un costo di circa 1.000 euro, con una quantificazione dei singoli componenti. In particolare, ci è stato indicato un prezzo di 180 euro ciascuno per tre interruttori magnetotermici. Non avendo competenze specifiche in materia, abbiamo ritenuto di doverci affidare a quanto comunicatoci dal professionista. Solo successivamente, effettuando verifiche e confrontandoci con persone competenti nel settore, abbiamo constatato che i medesimi componenti, identificati con precisione, risultano reperibili sul mercato a prezzi nell’ordine di 70-80 euro circa ciascuno. Riteniamo pertanto che il prezzo applicato ai materiali sia fortemente sproporzionato e chiediamo che tale aspetto venga opportunamente valutato. A ciò si aggiunge un ulteriore elemento che riteniamo particolarmente grave: non ci è stato fornito alcun preventivo scritto. Il costo inizialmente prospettato, di circa 1.000 euro, è inoltre arrivato a 1.342 euro al momento del pagamento, a seguito dell’aggiunta dell’IVA. Non ci è stato consegnato un rapporto finale dell’intervento nel quale fossero dettagliatamente indicati i lavori eseguiti, i materiali effettivamente installati, i relativi prezzi e le motivazioni dell’importo complessivamente richiesto. In una situazione di forte disagio, determinata dall’impossibilità di disporre dell’energia elettrica nella nostra abitazione, e confidando nella correttezza e nella professionalità del tecnico intervenuto, ci siamo quindi trovati nella condizione di firmare e pagare quanto richiesto. Riteniamo inoltre particolarmente grave il fatto che non ci sia stata consegnata una copia della documentazione sottoscritta. Il nostro successivo tentativo di ottenere chiarimenti sul costo dell’intervento e, in particolare, sulla evidente sproporzione dei prezzi applicati, non ha portato ad alcun confronto costruttivo. Abbiamo contattato più volte l’azienda per chiedere spiegazioni, ma le nostre richieste sono state gestite in maniera estremamente sbrigativa e, in un 2 occasioni, la telefonata ci è stata addirittura interrotta bruscamente. Al di là dell'aspetto puramente economico, ciò che riteniamo più grave è la modalità complessiva con cui si è svolta la vicenda. Ci siamo rivolti a un servizio di pronto intervento in una situazione di necessità e vulnerabilità, affidandoci alla competenza di un professionista proprio perché non avevamo gli strumenti tecnici per valutare autonomamente la reale necessità dei lavori proposti né la congruità dei prezzi indicati. Riteniamo che proprio in situazioni di questo tipo dovrebbe essere garantita la massima trasparenza nei confronti del consumatore, soprattutto per quanto riguarda la descrizione dell’intervento, la necessità delle opere, il costo dei materiali, la manodopera e l’importo complessivo da pagare. Chiediamo pertanto ad Altroconsumo di valutare la vicenda, le modalità di determinazione dei costi applicati e la condotta tenuta nei nostri confronti, verificando se tali pratiche siano compatibili con gli obblighi di trasparenza e correttezza nei rapporti con il consumatore. Riteniamo importante segnalare questa esperienza affinché altri consumatori non si trovino, in una situazione di emergenza e di vulnerabilità analoga alla nostra, a dover scegliere tra il rischio di rimanere senza un servizio essenziale e quello di accettare condizioni economiche che, solo successivamente, si rivelano fortemente penalizzanti. Cordiali saluti
Reclamo formale e richiesta di rimborso per mancata fruizione di crediti – ID Booking 3200975820
In data 13/05/2026 e 26/05/2026 la società Bravonext S.A. (Volagratis) ha emesso due distinti voucher d'acquisto (codici 4183237213202644 e 490852126202644), ciascuno dell'importo di 154,99 €, a titolo di rimborso per la prenotazione ID Booking 3200975820. L'utilizzo dei suddetti codici è risultato impossibile per un sistematico errore tecnico della piattaforma al momento del checkout ("A causa di un errore tecnico, questo codice non funziona"), riscontrato in molteplici tentativi con differenti vettori e tratte. A fronte della totale inconcludenza dell'assistenza telefonica, in data 01/08/2026 ho inviato formale PEC di diffida e costituzione in mora ex art. 1219 c.c., concedendo 7 giorni lavorativi per il riaccredito della somma di 154,99 € ed esplicitando il rifiuto a ricevere ulteriori voucher. Scaduto il termine perentorio (11/08/2026) senza alcun riscontro o adempimento da parte della società, chiedo l'intervento di Altroconsumo per ottenere l'immediata restituzione della somma spettante. Si precisa che in data odierna è stata inviata contestuale segnalazione all'AGCM (Prot. n. W00152046)
Telefono in ostaggio al centro riparazioni se non pago per la "diagnosi" di un difetto di fabbrica
Di recente il mio telefono Oneplus 10pro 5g acquistato nel 2022 ha sviluppato una riga viola verticale sul display. Informandomi on-line ho letto anche da esperienze dirette di altri clienti Oneplus che è un difetto tipico dei Oneplus dovuto a un difetto di fabbrica e che è pratica comune di Oneplus fornire la riparazione gratuita dello schermo, a patto che il telefono non abbia segni di cadute o impatti, cose che il mio telefono non ha. Contatto l'assistenza clienti di Oneplus tramite chat del loro sito ufficiale e mi confermano che possono effettuare la riparazione dello schermo se glielo invio, che i tecnici valuteranno il danno e la garanzia ed effettueranno la riparazione, ma che nel caso in cui non fosse in garanzia dovrò pagare 50€ per la diagnosi e la restituzione del telefono rotto. Io, in buona fede e confidando nelle testimonianze di molti altri clienti Oneplus e nel fatto che non presentando segni di caduta il telefono fosse idoneo alla riparazione gratuita, invio il suddetto a Oneplus. Dopo pochi giorni ricevo una mail francamente poco chiara dall'assistenza Oneplus che mi informa che "il difetto non è coperto dalla garanzia", che il problema è "Schermo:Inferior Display screen function (no physical damage)" e "Remark:Case id: 260729-000283 Purple vertical line on the screen." , e che devo pagare 350€ se voglio il telefono riparato, oppure 50€ solo per farmelo ridare indietro dato che mi hanno effettuato la diagnosi. Io contesto loro che il danno allo schermo è dovuto a un difetto di fabbrica per il quale non ho colpa e richiedo una riparazione goodwill dato anche che sono cliente dal 2018, ma rifiutano. Dopodiché richiedo perlomeno la restituzione del telefono gratuita, dato che il danno non è dovuto a colpe mie, dato che l'invio alla loro assistenza era stato fatto in buona fede, e dato che la "diagnosi" non solo si è limitata a dire un fatto già ovvio ai miei occhi, cioè che lo schermo ha una linea viola, ma addirittura hanno confermato che il telefono non ha danni fisici e quindi si tratta di un difetto strutturale proprio del telefono, ma anche qui hanno rifiutato e mi hanno di nuovo intimato di pagare per avere il telefono e di rispondere entro 2 giorni, altrimenti avrebbero ritenuto il problema "risolto", senza dire cosa avrebbero fatto al mio telefono. Pertanto ho risposto ribadendo le mie ragioni, richiedendo una motivazione scritta del perché la garanzia non è valida e dichiarando la mia intenzione di portare la questione in altre sedi per risolverla. Ritengo che sia pratica commerciale scorretta di Oneplus non avvisare preventivamente (né successivamente) le sue politiche sulla garanzia e in particolare sulla riparazione che riguarda il problema della linea del display che, a quanto pare, a molti è concessa gratuitamente, ma per la quale richiedono 350€ al sottoscritto. A prescindere da come finirà la questione sono profondamente deluso dal comportamento di un'azienda della quale sono cliente e consumatore di più prodotti dal 2018, che d'ora in poi non mi avrà più come cliente e che non consiglierò assolutamente a nessuno
Mancata attivazione fibra Plenitude dal 23/06/2026 e ripetuti interventi tecnici inconcludenti
Ho richiesto l’attivazione della fibra Plenitude il 23 giugno 2026 e, a quasi due mesi di distanza, il servizio non è ancora attivo. Al primo sopralluogo i tecnici hanno riscontrato l’assenza di porte FTTH disponibili e mi hanno comunicato la necessità di un intervento di ampliamento dell’infrastruttura, che avrebbe dovuto essere gestito rapidamente. Dopo circa due settimane e solo a seguito di un mio sollecito, è stato fissato un secondo appuntamento. Il tecnico mi ha contattato la sera prima anticipando un forte ritardo, ma il giorno dell’intervento non si è mai presentato, senza ulteriori comunicazioni. Per essere presente avevo dovuto riorganizzare appositamente la mia giornata lavorativa. Dopo un nuovo sollecito è stato fissato un terzo appuntamento. Anche questi tecnici, arrivati in ritardo, hanno rilevato esattamente lo stesso problema del primo sopralluogo, precisando però di non poter effettuare l’ampliamento necessario. Dopo quasi due mesi, tre appuntamenti e numerosi contatti con l’assistenza, mi trovo quindi esattamente al punto di partenza. Trovo inaccettabile che una problematica nota fin dal primo intervento non sia stata correttamente gestita e che vengano inviati tecnici non nelle condizioni di risolverla, costringendo il cliente a perdere tempo e a riorganizzare ripetutamente i propri impegni lavorativi. Ho già inviato un reclamo formale via PEC a Plenitude, chiedendo la presa in carico immediata della pratica, un intervento realmente risolutivo e una data certa per l’attivazione. Chiedo che Plenitude proceda quanto prima all’attivazione del servizio e che vengano verificati anche gli eventuali indennizzi spettanti per il ritardo e i disservizi subiti.
Contestazione
Buongiorno chiedo l'annullamento della violazione delle condizioni di parcheggio in data 25/11/25 reclamo per penale contrattuale numero 003-607-001-439 Targa DE951TZ Contesto il pagamento perché le condizioni non sono TRASPARENTI o meglio , viene richiesto il pagamento di 40 euro per il superamento di 90 minuti di parcheggio supermercato tigre Via Goffredo Mameli, Marino del quale nel ingresso non c'é né una sbarra né un erogatore di ticket e così non è possibile avere il controllo dell' ora di entrata ne di uscita e senza la possibilità di procedere al pagamento in caso di superamento delle ore GRATUITE che dicono anche perché non ci sono cartelli di avviso ben visibili. Considero la multa altamente vessatoria e poco trasparente perché non possono chiedere 40 euro per aver superato le ore gratuite di parcheggio senza nemmeno avere la possibilità di procedere al pagamento sul posto e a questo punto immagino essere stato ripreso a mia insaputa non avendo commesso alcun tipo di reato o danno a oggetti o persone. Il verbale non è nemmeno arrivato con lettera raccomandata ma con posta oedinaria ed è totalmente intimidatorio e con modalità di riscossione poco chiare facendo fare il pagamento solo online senza possibilità di pagare dal tabaccaio o in Posta. Parkdepot non è un ente pubblico e non può emettere multe per mancato pagamento del servizio di parcheggio. Il costo orario e molto più alto rispetto a quello di mercato,il che rende il contratto nullo e truffatorio. La lettera ricevuta non è valida legalmente perché non è stata notificata a mezzo raccomandata. Cordialmente Valeria Malta
Reso
Spettabile Altroconsumo, La sottoscritta Viktoria Szabo, residente in Via Sirtori 44, 91025 Marsala (TP), intende sporgere formale reclamo nei confronti della società Saldi Privati per mancata consegna della merce e ingiustificato rifiuto del rimborso. Dettagli della controversia: Nome acquirente: Viktoria Szabo Indirizzo: Via Sirtori 44, 91025 Marsala Società coinvolta: Saldi Privati Srl Numero ordine: 346579915 Codice di tracciamento corriere (GLS ): 925996665776 Fatti: Nonostante il corriere GLS sostenga che il pacco n. 925996665776 sia stato consegnato, dichiaro fermamente di non aver mai ricevuto né ritirato alcun pacco relativo a questo ordine. Ho già inviato all'azienda una dichiarazione scritta di mancata ricezione, ma Saldi Privati si rifiuta di riconoscere il disservizio e di rimborsare la somma pagata. Non è stata fornita alcuna prova di consegna valida (nessuna firma o ricevuta riconducibile alla mia persona). Richiesta di intervento: Chiedo cortesemente l'intervento di Altroconsumo per mediare con Saldi Privati affinché venga effettuato il rimborso integrale della somma versata, non essendoci alcuna prova di una mia effettiva ricezione della merce. Allego alla presente le comunicazioni intercorse con il servizio clienti e la notifica del corriere. Distinti saluti, Viktoria Szabo 11 agosto 2026
Richiesta urgente intervento – Canna fumaria non conforme –
Rif.Ordine 26173L47740 POSTA CERTIFICATA: Fw:Richiesta urgente intervento – Canna fumaria non conforme – Rif. Ordine 26173L47740 Negozio di Rimini Facendo seguito alla vostra e-mail del 10/08/2026 comunichiamo quanto segue: In sede di sopralluogo era già emerso che la canna fumaria non poteva essere incanalata e ci si era pertanto accordati di farla installare sul tetto, come previsto dalla normativa vigente (UNI 7129) In data 05/08/2026 i dipendenti del Sig. Catalano non hanno effettuato l'installazione decisa nel sopralluogo perché sprovvisti del tubo e della scala necessari, posizionando la canna fumaria nel balcone del vicino. In data 07/08/2026, dopo aver mancato due appuntamenti e dopo tre nostre telefonate, il Sig. Catalano si è presentato presso la nostra abitazione per farci firmare il modulo di conformità dell'impianto. Ci siamo rifiutati di firmarlo in quanto non veritiero: il modulo dichiarava la conformità alla normativa UNI 7129, cosa non corrispondente al vero. Vi invitiamo a verificare quanto previsto dalla normativa UNI 7129 in materia di distanze minime dello scarico fumi da balconi e finestre. Ci meravigliamo che continuiate a sostenere la conformità dell'impianto, e quindi l'assenza di pericolo per la salute, a fronte di quanto sopra esposto. Ribadiamo inoltre che lo stesso Sig. Catalano ci ha riferito di essere consapevole che la canna fumaria non era conforme alla normativa e che si trattava di un'installazione provvisoria. Da parte nostra non sussiste più alcuna fiducia nei confronti dell'artigiano incaricato. Desideriamo tuttavia individuare una soluzione nel più breve tempo possibile. Per evitare ulteriori telefonate senza esito, chiediamo che Leroy Merlin, con cui abbiamo stipulato il contratto: - Fissi un appuntamento con l'artigiano per eseguire il lavoro tassativamente entro questa settimana; - Fornisca al Sig. Catalano il materiale necessario all'esecuzione dei lavori (non essendo di nostra competenza reperirlo). Inoltre segnaliamo che alcune voci presenti sullo scontrino non risultano eseguite: Foro nel cemento armato: € 90 Realizzazione canna fumaria: € 120 Ci riserviamo di corrispondere l'eventuale differenza, se dovuta, una volta verificata la situazione. Segnaliamo ancora una volta il notevole disagio causato dalla situazione, poiché la caldaia risulta al momento inutilizzabile, in quanto non a norma e pericolosa. In allegato: foto dello scontrino, foto del modulo di conformità firmato dal solo Sig. Catalano, foto del tubo posizionato sul balcone del vicino. Restiamo in attesa di riscontro e di un appuntamento fissato entro la settimana corrente. Distinti saluti, Loredana Cipolla loredana.bloembergen@gmail.com foto1.jpgscotrino.jpgfoto2.jpgimage0.jpeg
Problema ontheass
Spett. Ontheass ho sottoscritto l'abbonamento e ricevuto un oggetto. Successivamente ho chiesto l'annullo e ricevuto un nuovo pagamento senza ricevere l'oggetto. L'abbonamento risulta inattivi, ma sto ricevendo richieste di pagamento. Potete bloccare queste richieste, non essendo più interessato?
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