Bacheca dei reclami
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Negazione reso
Spett.le Altroconsumo, desidero segnalare una problematica relativa ad un acquisto effettuato tramite la piattaforma Temu, per la quale, nonostante numerosi tentativi di risoluzione, non ho ancora ricevuto il rimborso dovuto. Ho acquistato un materasso venduto da Etracom Srl tramite Temu per un importo di €193,05. Non essendo conforme alle mie esigenze, ho avviato la procedura di reso e in data 29 aprile 2026 ho consegnato il pacco presso un BRT Point utilizzando l’etichetta di spedizione fornita dal venditore. Fin da subito sono sorti problemi: * il punto BRT non mi ha rilasciato alcuna ricevuta di consegna; * dopo una settimana il pacco risultava irreperibile; * contattando il venditore mi veniva semplicemente risposto di attendere; * trascorsa un’ulteriore settimana, continuavano a non esserci aggiornamenti né sul reso né sul rimborso. A quel punto ho richiesto personalmente il numero di tracciamento dell’etichetta di reso al venditore, il quale continuava però a chiedermi una ricevuta che il BRT Point non mi aveva mai consegnato. Solo dopo numerosi contatti diretti con Bartolini sono riuscita a far rintracciare il pacco e a sbloccarne la consegna. Una volta effettuata la consegna, ho inviato sia a Temu sia al venditore la prova della tracciabilità direttamente dal sito BRT. Nonostante questo: * il venditore continua a rispondere in modo vago dicendo “attendiamo il documento”, senza specificare quale documento manchi; * Temu continua a chiedermi solamente di avere pazienza; * ad oggi non ho ancora ricevuto il rimborso di €193,05. Ritengo il comportamento estremamente scorretto, considerando che il reso risulta consegnato e tracciato ufficialmente.
Reclamo Burger King Italia
Oggetto del reclamo Vendita del menu promozionale “King Junior The Mandalorian” senza preventiva comunicazione dell’assenza del gadget pubblicizzato. Cronologia eventi 1. Pubblicità/promozione visualizzata Ho visto la promozione relativa al menu “King Junior The Mandalorian”, pubblicizzato con gadget dedicati alla serie. La promozione risultava ancora attiva e presente presso il ristorante Burger King visitato. 2. Visita al ristorante Mi sono recato appositamente presso il ristorante Burger King effettuando diversi chilometri, principalmente per acquistare il menu promozionale destinato a mio figlio. Al momento dell’ordine non mi è stato comunicato dal personale che i gadget “The Mandalorian” fossero terminati. 3. Consegna prodotto differente Dopo il pagamento e la consegna del menu, abbiamo scoperto che al posto del gadget pubblicizzato “The Mandalorian” era stato inserito un vecchio gadget della promozione “Sonic”. Il prodotto consegnato risultava quindi differente rispetto a quanto pubblicizzato. 4. Disagio subito Se fossimo stati informati preventivamente dell’assenza dei gadget promozionali corretti, avremmo potuto decidere liberamente se procedere o meno all’acquisto. La situazione ha causato forte delusione, soprattutto a mio figlio, oltre al disagio legato allo spostamento effettuato appositamente per la promozione. 5. Contatto con il Servizio Clienti Ho contattato il Servizio Clienti Burger King Italia segnalando l’accaduto. Burger King ha risposto affermando che: può capitare che alcuni prodotti promozionali terminino; sono stati effettuati controlli nel ristorante; non è stato però proposto alcun rimborso, coupon compensativo o soluzione concreta. 6. Contestazione inviata Ho successivamente precisato al Servizio Clienti che il problema principale non era l’esaurimento del gadget, ma la mancata comunicazione preventiva prima dell’acquisto. Ho inoltre richiesto un gesto commerciale concreto (rimborso, coupon o invio del gadget corretto). Motivo del reclamo Ritengo il comportamento commerciale scorretto in quanto: la promozione continuava ad essere venduta e pubblicizzata; il consumatore non veniva informato preventivamente dell’assenza del gadget promosso; veniva consegnato un prodotto differente solo dopo l’acquisto. Chiedo pertanto la valutazione della vicenda e l’eventuale intervento a tutela del consumatore.
Mancata applicazione garanzia per ORDINE 11551254
Buongiorno, ho acquistato una scheda video sul portale Eprice venditore realphone il 15/07/2025 con Ordine 11551254. Il 26/02/2026 ho avuto un problema con il funzionamento della scheda e ho quindi contattato il venditore tramite la funzione 'Contatta il venditore' del sito eprice.it. Il venditore ha subito risposto e mi ha indicato di rispedirgli la scheda per procedere alla verifica e riparazione. La scheda è stata spedita a mie spese e recapitata al venditore il 11/03/2026 con spedizione numero JF00003568061 con corriere Poste Italiane. Da quella data il venditore non mi ha dato piu' notizie e dopo avergli chiesto dello stato della riparazione mi ha risposto la signora Silvia che mi ha scritto quanto segue : "Buongiorno, stavo ricreando la spedizione, ma ho notato che lei è stato rimborsato al momento può capire bene che mi trovo in difficoltà a reinviarle il prodotto. Silvia" Io non ho ricevuto nessun rimborso che tra l'altro non ho neanche richiesto. L'ordine 11551254 è stato pagato il 15/07/2025 con Carta di Credito. Dopo vari solleciti al venditore e avere scritto diverse volte al servizio clienti di Eprice ad oggi non ho ancora ricevuto ne il rimborso ne la spedizione della scheda video funzionante. Trovo la cosa abbastanza scorretta e non conforme al Codice del Consumo (D. Lgs. 206/2005)
Contestazione formale intervento - richiesta fattura dettagliata e rimborso per pratica scorretta
Spett.le Apache Srl, con la presente intendo contestare formalmente l’intervento effettuato presso la mia abitazione in data 13/05/2026, a seguito della richiesta effettuata tramite il servizio “Pronto Intervento Fabbro Monza - 24h Serrature / Pronto Intervento 24”. In data 13/05/2026, a seguito della rottura della chiave all’interno della serratura della porta di ingresso della mia abitazione, ho effettuato una ricerca online trovando il servizio “Pronto Intervento Fabbro Monza - 24h Serrature”, ritenendo in buona fede di contattare un fabbro locale della zona di Monza e Brianza. Il sito e la denominazione utilizzata risultavano infatti idonei a far credere al consumatore di rivolgersi a un operatore locale. Solo successivamente ho scoperto che il servizio fungeva da intermediario e che il tecnico intervenuto apparteneva in realtà alla società Apache Srl, diversa da quella che appariva al momento della ricerca. Durante il contatto iniziale mi è stato comunicato esclusivamente un costo di uscita pari a €70 + IVA, senza alcuna indicazione chiara circa possibili costi ulteriori, tariffe massime o ordine di grandezza economico dell’intervento. A seguito della rapidità sospetta con cui stava venendo organizzato l'intervento ho iniziato a nutrire dubbi sulla trasparenza del servizio. Per tale motivo, alle ore 20:56, entro circa venti minuti dalla richiesta iniziale, ho comunicato via messaggio la volontà di annullare l’intervento (“Ok annulli la richiesta ho trovato una alternativa grazie”). Tale richiesta di annullamento è stata sostanzialmente ignorata e il tecnico si è comunque presentato presso la mia abitazione. L’operatore intervenuto: era privo di badge identificativo o divisa aziendale; è arrivato con auto personale; non ha mostrato alcun tesserino o documentazione identificativa; solo successivamente è risultato collegato alla società Apache Srl. In una situazione di emergenza e pressione psicologica, mi sono sentita di fatto obbligata a consentire l’intervento, pur essendo già insospettita dalle modalità operative adottate. Solo sul posto, in situazione di emergenza e senza reale possibilità di valutare alternative, mi è stato comunicato verbalmente un costo di €320 + IVA esclusivamente per l’apertura della porta, senza preventivo scritto e senza dettaglio delle voci di costo. L’apertura è avvenuta in pochi minuti mediante semplici strumenti manuali. Tuttavia: il cilindro non è stato smontato; la chiave è rimasta bloccata all’interno della serratura; il problema non è stato quindi completamente risolto. Temendo ulteriori danni e ulteriori aumenti di costo, ho interrotto personalmente l’intervento e ho successivamente incaricato un secondo fabbro locale che, due giorni successivi, ha completato il lavoro di estrazione della chiave e sistemazione della serratura per €80 + IVA. Ho corrisposto ad Apache Srl l’importo di €390,40 tramite POS, come da ricevuta SumUp, nella quale compare unicamente la dicitura generica “importo personalizzato”, senza descrizione dettagliata della prestazione effettuata. Alla richiesta di fattura dettagliata: mi è stato inizialmente risposto che sarebbe stata inviata; ad oggi non ho ancora ricevuto documentazione fiscale dettagliata; non mi sono stati forniti dati aziendali completi né generalità del tecnico intervenuto. Ritengo che quanto accaduto configuri una pratica commerciale gravemente scorretta ai sensi del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), in particolare per: mancata trasparenza preventiva sui costi; assenza di preventivo scritto; sproporzione evidente tra prestazione resa e importo richiesto; utilizzo della situazione di urgenza del consumatore; documentazione fiscale incompleta e generica; mancata gestione della richiesta di annullamento dell’intervento. Dalle verifiche effettuate presso operatori locali, il costo medio per: apertura porta semplice: €90 – €180; diritto di chiamata emergenza: €50 – €80; risulta ampiamente inferiore all’importo richiesto. Pertanto: Diffido formalmente Apache Srl a emettere entro 5 giorni fattura fiscale dettagliata ai sensi dell’art. 21 DPR 633/1972, con indicazione precisa di: diritto di chiamata; manodopera; descrizione tecnica dell’intervento; eventuali materiali utilizzati. Chiedo il rimborso parziale dell’importo corrisposto, quantificato in €240,40, ritenendo congruo un importo massimo di €150 per l’intervento effettivamente eseguito. Chiedo inoltre: denominazione completa della società; sede legale; PEC; nominativo del tecnico intervenuto. In assenza di riscontro entro 10 giorni dal ricevimento della presente, procederò a: segnalazione presso AGCM per pratica commerciale scorretta; segnalazione alla Guardia di Finanza per verifica fiscale; attivazione procedura di chargeback presso il mio istituto bancario; eventuale segnalazione alle associazioni consumatori competenti. Preciso che la presente contestazione riguarda esclusivamente le modalità commerciali e tariffarie applicate dalla società e non costituisce alcuna valutazione personale nei confronti del singolo operatore intervenuto. Distinti saluti,
Contestazione formale intervento - richiesta fattura dettagliata e rimborso per pratica scorretta
Spett.le Apache Srl, con la presente intendo contestare formalmente l’intervento effettuato presso la mia abitazione in data 13/05/2026, a seguito della richiesta effettuata tramite il servizio “Pronto Intervento Fabbro Monza - 24h Serrature / Pronto Intervento 24”. In data 13/05/2026, a seguito della rottura della chiave all’interno della serratura della porta di ingresso della mia abitazione, ho effettuato una ricerca online trovando il servizio “Pronto Intervento Fabbro Monza - 24h Serrature”, ritenendo in buona fede di contattare un fabbro locale della zona di Monza e Brianza. Il sito e la denominazione utilizzata risultavano infatti idonei a far credere al consumatore di rivolgersi a un operatore locale. Solo successivamente ho scoperto che il servizio fungeva da intermediario e che il tecnico intervenuto apparteneva in realtà alla società Apache Srl, diversa da quella che appariva al momento della ricerca. Durante il contatto iniziale mi è stato comunicato esclusivamente un costo di uscita pari a €70 + IVA, senza alcuna indicazione chiara circa possibili costi ulteriori, tariffe massime o ordine di grandezza economico dell’intervento. A seguito della rapidità sospetta con cui stava venendo organizzato l'intervento ho iniziato a nutrire dubbi sulla trasparenza del servizio. Per tale motivo, alle ore 20:56, entro circa venti minuti dalla richiesta iniziale, ho comunicato via messaggio la volontà di annullare l’intervento (“Ok annulli la richiesta ho trovato una alternativa grazie”). Tale richiesta di annullamento è stata sostanzialmente ignorata e il tecnico si è comunque presentato presso la mia abitazione. L’operatore intervenuto: era privo di badge identificativo o divisa aziendale; è arrivato con auto personale; non ha mostrato alcun tesserino o documentazione identificativa; solo successivamente è risultato collegato alla società Apache Srl. In una situazione di emergenza e pressione psicologica, mi sono sentita di fatto obbligata a consentire l’intervento, pur essendo già insospettita dalle modalità operative adottate. Solo sul posto, in situazione di emergenza e senza reale possibilità di valutare alternative, mi è stato comunicato verbalmente un costo di €320 + IVA esclusivamente per l’apertura della porta, senza preventivo scritto e senza dettaglio delle voci di costo. L’apertura è avvenuta in pochi minuti mediante semplici strumenti manuali. Tuttavia: il cilindro non è stato smontato; la chiave è rimasta bloccata all’interno della serratura; il problema non è stato quindi completamente risolto. Temendo ulteriori danni e ulteriori aumenti di costo, ho interrotto personalmente l’intervento e ho successivamente incaricato un secondo fabbro locale che, due giorni successivi, ha completato il lavoro di estrazione della chiave e sistemazione della serratura per €80 + IVA. Ho corrisposto ad Apache Srl l’importo di €390,40 tramite POS, come da ricevuta SumUp, nella quale compare unicamente la dicitura generica “importo personalizzato”, senza descrizione dettagliata della prestazione effettuata. Alla richiesta di fattura dettagliata: mi è stato inizialmente risposto che sarebbe stata inviata; ad oggi non ho ancora ricevuto documentazione fiscale dettagliata; non mi sono stati forniti dati aziendali completi né generalità del tecnico intervenuto. Ritengo che quanto accaduto configuri una pratica commerciale gravemente scorretta ai sensi del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), in particolare per: mancata trasparenza preventiva sui costi; assenza di preventivo scritto; sproporzione evidente tra prestazione resa e importo richiesto; utilizzo della situazione di urgenza del consumatore; documentazione fiscale incompleta e generica; mancata gestione della richiesta di annullamento dell’intervento. Dalle verifiche effettuate presso operatori locali, il costo medio per: apertura porta semplice: €90 – €180; diritto di chiamata emergenza: €50 – €80; risulta ampiamente inferiore all’importo richiesto. Pertanto: Diffido formalmente Apache Srl a emettere entro 5 giorni fattura fiscale dettagliata ai sensi dell’art. 21 DPR 633/1972, con indicazione precisa di: diritto di chiamata; manodopera; descrizione tecnica dell’intervento; eventuali materiali utilizzati. Chiedo il rimborso parziale dell’importo corrisposto, quantificato in €240,40, ritenendo congruo un importo massimo di €150 per l’intervento effettivamente eseguito. Chiedo inoltre: denominazione completa della società; sede legale; PEC; nominativo del tecnico intervenuto. In assenza di riscontro entro 10 giorni dal ricevimento della presente, procederò a: segnalazione presso AGCM per pratica commerciale scorretta; segnalazione alla Guardia di Finanza per verifica fiscale; attivazione procedura di chargeback presso il mio istituto bancario; eventuale segnalazione alle associazioni consumatori competenti. Preciso che la presente contestazione riguarda esclusivamente le modalità commerciali e tariffarie applicate dalla società e non costituisce alcuna valutazione personale nei confronti del singolo operatore intervenuto. Distinti saluti,
Contestazione formale intervento - richiesta fattura dettagliata e rimborso per pratica scorretta
Spett.le Apache Srl, con la presente intendo contestare formalmente l’intervento effettuato presso la mia abitazione in data 13/05/2026, a seguito della richiesta effettuata tramite il servizio “Pronto Intervento Fabbro Monza - 24h Serrature / Pronto Intervento 24”. In data 13/05/2026, a seguito della rottura della chiave all’interno della serratura della porta di ingresso della mia abitazione, ho effettuato una ricerca online trovando il servizio “Pronto Intervento Fabbro Monza - 24h Serrature”, ritenendo in buona fede di contattare un fabbro locale della zona di Monza e Brianza. Il sito e la denominazione utilizzata risultavano infatti idonei a far credere al consumatore di rivolgersi a un operatore locale. Solo successivamente ho scoperto che il servizio fungeva da intermediario e che il tecnico intervenuto apparteneva in realtà alla società Apache Srl, diversa da quella che appariva al momento della ricerca. Durante il contatto iniziale mi è stato comunicato esclusivamente un costo di uscita pari a €70 + IVA, senza alcuna indicazione chiara circa possibili costi ulteriori, tariffe massime o ordine di grandezza economico dell’intervento. A seguito della rapidità sospetta con cui stava venendo organizzato l'intervento ho iniziato a nutrire dubbi sulla trasparenza del servizio. Per tale motivo, alle ore 20:56, entro circa venti minuti dalla richiesta iniziale, ho comunicato via messaggio la volontà di annullare l’intervento (“Ok annulli la richiesta ho trovato una alternativa grazie”). Tale richiesta di annullamento è stata sostanzialmente ignorata e il tecnico si è comunque presentato presso la mia abitazione. L’operatore intervenuto: era privo di badge identificativo o divisa aziendale; è arrivato con auto personale; non ha mostrato alcun tesserino o documentazione identificativa; solo successivamente è risultato collegato alla società Apache Srl. In una situazione di emergenza e pressione psicologica, mi sono sentita di fatto obbligata a consentire l’intervento, pur essendo già insospettita dalle modalità operative adottate. Solo sul posto, in situazione di emergenza e senza reale possibilità di valutare alternative, mi è stato comunicato verbalmente un costo di €320 + IVA esclusivamente per l’apertura della porta, senza preventivo scritto e senza dettaglio delle voci di costo. L’apertura è avvenuta in pochi minuti mediante semplici strumenti manuali. Tuttavia: il cilindro non è stato smontato; la chiave è rimasta bloccata all’interno della serratura; il problema non è stato quindi completamente risolto. Temendo ulteriori danni e ulteriori aumenti di costo, ho interrotto personalmente l’intervento e ho successivamente incaricato un secondo fabbro locale che, due giorni successivi, ha completato il lavoro di estrazione della chiave e sistemazione della serratura per €80 + IVA. Ho corrisposto ad Apache Srl l’importo di €390,40 tramite POS, come da ricevuta SumUp, nella quale compare unicamente la dicitura generica “importo personalizzato”, senza descrizione dettagliata della prestazione effettuata. Alla richiesta di fattura dettagliata: mi è stato inizialmente risposto che sarebbe stata inviata; ad oggi non ho ancora ricevuto documentazione fiscale dettagliata; non mi sono stati forniti dati aziendali completi né generalità del tecnico intervenuto. Ritengo che quanto accaduto configuri una pratica commerciale gravemente scorretta ai sensi del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), in particolare per: mancata trasparenza preventiva sui costi; assenza di preventivo scritto; sproporzione evidente tra prestazione resa e importo richiesto; utilizzo della situazione di urgenza del consumatore; documentazione fiscale incompleta e generica; mancata gestione della richiesta di annullamento dell’intervento. Dalle verifiche effettuate presso operatori locali, il costo medio per: apertura porta semplice: €90 – €180; diritto di chiamata emergenza: €50 – €80; risulta ampiamente inferiore all’importo richiesto. Pertanto: Diffido formalmente Apache Srl a emettere entro 5 giorni fattura fiscale dettagliata ai sensi dell’art. 21 DPR 633/1972, con indicazione precisa di: diritto di chiamata; manodopera; descrizione tecnica dell’intervento; eventuali materiali utilizzati. Chiedo il rimborso parziale dell’importo corrisposto, quantificato in €240,40, ritenendo congruo un importo massimo di €150 per l’intervento effettivamente eseguito. Chiedo inoltre: denominazione completa della società; sede legale; PEC; nominativo del tecnico intervenuto. In assenza di riscontro entro 10 giorni dal ricevimento della presente, procederò a: segnalazione presso AGCM per pratica commerciale scorretta; segnalazione alla Guardia di Finanza per verifica fiscale; attivazione procedura di chargeback presso il mio istituto bancario; eventuale segnalazione alle associazioni consumatori competenti. Preciso che la presente contestazione riguarda esclusivamente le modalità commerciali e tariffarie applicate dalla società e non costituisce alcuna valutazione personale nei confronti del singolo operatore intervenuto. Distinti saluti,
Contestazione formale intervento - richiesta fattura dettagliata e rimborso per pratica scorretta
Spett.le Apache Srl, con la presente intendo contestare formalmente l’intervento effettuato presso la mia abitazione in data 13/05/2026, a seguito della richiesta effettuata tramite il servizio “Pronto Intervento Fabbro Monza - 24h Serrature / Pronto Intervento 24”. In data 13/05/2026, a seguito della rottura della chiave all’interno della serratura della porta di ingresso della mia abitazione, ho effettuato una ricerca online trovando il servizio “Pronto Intervento Fabbro Monza - 24h Serrature”, ritenendo in buona fede di contattare un fabbro locale della zona di Monza e Brianza. Il sito e la denominazione utilizzata risultavano infatti idonei a far credere al consumatore di rivolgersi a un operatore locale. Solo successivamente ho scoperto che il servizio fungeva da intermediario e che il tecnico intervenuto apparteneva in realtà alla società Apache Srl, diversa da quella che appariva al momento della ricerca. Durante il contatto iniziale mi è stato comunicato esclusivamente un costo di uscita pari a €70 + IVA, senza alcuna indicazione chiara circa possibili costi ulteriori, tariffe massime o ordine di grandezza economico dell’intervento. A seguito della rapidità sospetta con cui stava venendo organizzato l'intervento ho iniziato a nutrire dubbi sulla trasparenza del servizio. Per tale motivo, alle ore 20:56, entro circa venti minuti dalla richiesta iniziale, ho comunicato via messaggio la volontà di annullare l’intervento (“Ok annulli la richiesta ho trovato una alternativa grazie”). Tale richiesta di annullamento è stata sostanzialmente ignorata e il tecnico si è comunque presentato presso la mia abitazione. L’operatore intervenuto: era privo di badge identificativo o divisa aziendale; è arrivato con auto personale; non ha mostrato alcun tesserino o documentazione identificativa; solo successivamente è risultato collegato alla società Apache Srl. In una situazione di emergenza e pressione psicologica, mi sono sentita di fatto obbligata a consentire l’intervento, pur essendo già insospettita dalle modalità operative adottate. Solo sul posto, in situazione di emergenza e senza reale possibilità di valutare alternative, mi è stato comunicato verbalmente un costo di €320 + IVA esclusivamente per l’apertura della porta, senza preventivo scritto e senza dettaglio delle voci di costo. L’apertura è avvenuta in pochi minuti mediante semplici strumenti manuali. Tuttavia: il cilindro non è stato smontato; la chiave è rimasta bloccata all’interno della serratura; il problema non è stato quindi completamente risolto. Temendo ulteriori danni e ulteriori aumenti di costo, ho interrotto personalmente l’intervento e ho successivamente incaricato un secondo fabbro locale che, due giorni successivi, ha completato il lavoro di estrazione della chiave e sistemazione della serratura per €80 + IVA. Ho corrisposto ad Apache Srl l’importo di €390,40 tramite POS, come da ricevuta SumUp, nella quale compare unicamente la dicitura generica “importo personalizzato”, senza descrizione dettagliata della prestazione effettuata. Alla richiesta di fattura dettagliata: mi è stato inizialmente risposto che sarebbe stata inviata; ad oggi non ho ancora ricevuto documentazione fiscale dettagliata; non mi sono stati forniti dati aziendali completi né generalità del tecnico intervenuto. Ritengo che quanto accaduto configuri una pratica commerciale gravemente scorretta ai sensi del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), in particolare per: mancata trasparenza preventiva sui costi; assenza di preventivo scritto; sproporzione evidente tra prestazione resa e importo richiesto; utilizzo della situazione di urgenza del consumatore; documentazione fiscale incompleta e generica; mancata gestione della richiesta di annullamento dell’intervento. Dalle verifiche effettuate presso operatori locali, il costo medio per: apertura porta semplice: €90 – €180; diritto di chiamata emergenza: €50 – €80; risulta ampiamente inferiore all’importo richiesto. Pertanto: Diffido formalmente Apache Srl a emettere entro 5 giorni fattura fiscale dettagliata ai sensi dell’art. 21 DPR 633/1972, con indicazione precisa di: diritto di chiamata; manodopera; descrizione tecnica dell’intervento; eventuali materiali utilizzati. Chiedo il rimborso parziale dell’importo corrisposto, quantificato in €240,40, ritenendo congruo un importo massimo di €150 per l’intervento effettivamente eseguito. Chiedo inoltre: denominazione completa della società; sede legale; PEC; nominativo del tecnico intervenuto. In assenza di riscontro entro 10 giorni dal ricevimento della presente, procederò a: segnalazione presso AGCM per pratica commerciale scorretta; segnalazione alla Guardia di Finanza per verifica fiscale; attivazione procedura di chargeback presso il mio istituto bancario; eventuale segnalazione alle associazioni consumatori competenti. Preciso che la presente contestazione riguarda esclusivamente le modalità commerciali e tariffarie applicate dalla società e non costituisce alcuna valutazione personale nei confronti del singolo operatore intervenuto. Distinti saluti,
Problema con Tiscali
Inoltriamo questo reclamo contro il gestore tiscali per comportamento NON autorizzato nei nostri confronti da un anno a questa parte. Esattamente un anno fa abbiamo cambiato gestore telefonico passando da tiscali a vodafone, ricevendo conferma da parte di quest'ultima che il passaggio era andato a buon fine. Il nuovo abbonamento vodafone prevedeva Fibra e linea telefonica fissa , con mantenimento del vecchio numero di telefono. Il nuovo abbonamento vodafone è iniziato ufficialmente il 20 febbraio 2025, come da contratto allegato. Nonostante vodafone avesse garantito che il passaggio dal vecchio operatore - tiscali - alla loro gestione sarebbe stata effettuata quale comune pratica senza ostacoli o difficoltà, ci siamo ritrovati a ricevere ben DUE bollette, quelle del nuovo operatore e quelle del vecchio - tiscali -, che ha continuato a prelevare gli importi dal conto corrente e si è resa irreperibile sia tramite contatto telefonico che mail. Oltre il danno la beffa; ci siamo ritrovati con la fibra di vodafone (sul Pc) e la linea fissa telefonica costantemente malfunzionante: provando a chiamare il nostro numero di casa rispondeva la voce registrata - a nome di tiscali, NON vodafone!! - che dava errore. Siamo riusciti a inoltrare disdetta a tiscali a fine Marzo 2026, riuscendo a rintracciare per puro caso un loro contatto su Instagram, attraverso il quale ci hanno informato che chiedendo la "cessazione del servizio" - (quale servizio, dato che la linea telefonica non solo non funzionava ma SOPRATTUTTO eravamo passati da un anno ad altro operatore??) - ci ritroveremo senza linea telefonica fissa perdendo pure il nostro numero! Ulteriore stranezza: vodafone conferma di gestire anche la nostra linea telefonica fissa sebbene telefonando al nostro numero ha risposto sempre e solo tiscali.. Ma la presa per i fondelli purtroppo NON è finita: in data mercoledì 29 aprile, tiscali ha inviato un sms asserendo che "la disdetta del servizio era in corso", e di SPEDIRE IL MODEM all'indirizzo da loro allegato entro 30 giorni: peccato che suddetto modem sia stato da noi prontamente spedito un anno fa IMMEDIATAMENTE dopo aver attivato l'abbonamento col nuovo gestore vodafone! Questo è veramente inconcepibile e non possiamo tollerare ulteriori atteggiamenti menzogneri nei nostri confronti. Inutile aggiungere che è tuttora impossibile rintracciare anima viva al famigerato "numero clienti 130". Chiediamo pertanto il rimborso degli importi delle bollette sottratti senza alcun diritto da parte di tiscali da febbraio 2025 ad oggi. Nonché l'annullamento della richiesta del modem, in quanto da noi già rispedito al mittente esattamente UN ANNO FA. In allegato la documentazione a riprova di quanto riportato.
Danno occulto noto, assistenza umiliante
DIFETTO NOTO, PROMESSE DISATTESE, ASSISTENZA INDEGNA MA SOPRATTUTTO SCONTO OFFENSIVO. Volkswagen Tiguan di sei anni, 80.000 km, sempre custodita in garage e sempre tagliandata presso la rete ufficiale Volkswagen. Mi ritrovo improvvisamente con infiltrazioni d’acqua nell’abitacolo, ristagni, muffa e danni elettronici causati dal sistema di drenaggio del tetto panoramico. Solo dopo inizio a scoprire che si tratta di una problematica ampiamente nota e segnalata da moltissimi proprietari dello stesso modello, quindi tutt’altro che episodica. NB la mia sempre garage. Avevo formalmente denunciato il vizio occulto tramite PEC, ma avevo deciso di non procedere per vie legali confidando nelle continue rassicurazioni ricevute da Autocentri Balduina circa il riconoscimento di uno sconto importante vista la natura del problema, i costi elevati e i gravissimi disagi subiti. Dopo circa un mese di fermo vettura mi viene però comunicato che il preventivo sarebbe ulteriormente aumentato per nuovi componenti da sostituire (un'altra centralina), passando da circa 2.290 euro ad oltre 3.380 euro, con ulteriore rassicurazione telefonica: “stia tranquillo, le verrà riconosciuta una significativa agevolazione”. Risultato finale dopo circa due mesi senza auto sostitutiva: conto da oltre 3.380 euro e “sconto” finale di poco più di 100 (CENTO!) euro, cioè circa il 3% del totale. Una cifra non solo ridicola rispetto all’intera vicenda, ma sinceramente OFFENSIVA dopo mesi di attesa, promesse ripetute, disagi enormi e totale scarico di responsabilità verso un cliente che aveva sempre scelto la rete ufficiale Volkswagen proprio per avere affidabilità, assistenza e tutela. Il problema non è stato soltanto il guasto, ma il modo in cui è stato gestito: vorrei dire che è stata un'esperienza che mi ha fatto perdere completamente fiducia sia nel marchio Volkswagen sia in Autocentri Balduina, dirò invece come l'ho vissuta: una vera umiliazione.
NON HO FATTO NESSUN CONTRATTO E MI MANDANO LE FATTURE DA PAGARE
Buonasera, continuo a ricevere fatture da pagare ma che non ho mai fatto un contratto, tra l’altro io vivo in via Francesco Santavicca 5 e la fattura è intestata a via Francesco Santavicca 70/B. Aspetto una vostra risposta
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