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Titolo: Grave sovraffollamento e condizioni inadeguate presso l’Aeroporto di Pisa – 2 agosto 2026
Spett. Toscana Aeroporti S.p.A., in data 02/08/2026, intorno alle ore 18:00, mi trovavo presso l’Aeroporto di Pisa per la partenza del mio volo FR6101 in partenza alle ore 19.40. Lo scalo era in condizioni di estremo sovraffollamento: non vi era posto per sedersi, né sulle sedute disponibili né a terra, poiché i passeggeri erano seduti ovunque fosse possibile. Molte persone erano quindi costrette a rimanere in piedi. Il forte affollamento rendeva inoltre gli ambienti molto rumorosi, al punto che gli annunci aeroportuali risultavano difficilmente comprensibili. Anche la temperatura all’interno dello scalo era elevata. La situazione è risultata particolarmente problematica per le persone anziane o con scarsa mobilità costrette a rimanere in piedi in assenza di posti disponibili. Ritengo che, considerato il numero di passeggeri previsto, debbano essere garantite condizioni adeguate di accoglienza, accessibilità e fruibilità dello scalo. Chiedo pertanto di verificare quanto accaduto e di fornirmi un riscontro sulle cause di tale situazione e sulle eventuali misure che intendete adottare per evitare il ripetersi di condizioni analoghe.
Reclamo formale e diffida ad adempiere per mancata consegna parziale
Oggetto: Reclamo formale e diffida ad adempiere per mancata consegna parziale e mancato montaggio - Ordine n. 160XXXXX83 Spett.le IKEA Italia Retail S.r.l., Con la presente si formula formale reclamo in merito all'ordine in oggetto, effettuato in data 27 maggio relativi all'acquisto di un divano SÖDERHAMN, della relativa fodera in tessuto Tallmyra verde scuro (combinazione: chaise longue + elemento a 1 posto + bracciolo) e del servizio di montaggio a domicilio, interamente pagato anticipatamente. Mentre le strutture del divano sono state regolarmente consegnate in data 3 luglio, la relativa fodera ad oggi non è mai pervenuta. Si evidenzia che la prima spedizione della fodera era ufficialmente in programma per il 15 luglio. A seguito del mancato recapito, in data 27 luglio ho provveduto ad aprire una pratica di reclamo tramite il Vostro servizio clienti telefonico. Successivamente, la consegna è stata riprogrammata manualmente dai Vostri sistemi per il 12 agosto, data anch'essa ampiamente superata senza aggiornamenti certi sul tracking. A causa della mancata consegna della fodera, elemento indispensabile per l'assemblaggio della serie SÖDERHAMN, il servizio di montaggio da me regolarmente pagato non è mai stato effettuato. Di conseguenza, mi trovo da mesi con il divano smontato e inutilizzabile che ingombra l'abitazione. Ribadisco l'assoluta volontà di TRATTENERE le strutture del divano già in mio possesso, rifiutando qualsiasi ipotesi di reso totale dell'ordine. Ai sensi dell'art. 61 del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), Vi invito e diffido formalmente a risolvere il blocco logistico entro e non oltre 7 giorni dal ricevimento della presente, procedendo a: - Fornire una data certa, definitiva e immediata di consegna della fodera Tallmyra verde scuro originaria, coordinando contestualmente l'uscita dei montatori e riconoscendo un indennizzo economico/buono sconto per il grave disagio arrecato (divano imballato e stanza inutilizzabile da mesi). - Modificare manualmente l'ordine attuale (qualora la fodera Tallmyra risultasse ancora bloccata o indisponibile), sostituendola con le rispettive componenti della nuova fodera Johanneshov verde scuro (Chaise-longue cod. 406.294.14, Elemento 1 posto cod. 606.294.13, Bracciolo cod. 006.294.11), purché quest'ultima sia in pronta consegna in tutte le sue parti nei magazzini logistici italiani. Si richiede che tale sostituzione avvenga senza costi extra e con prenotazione immediata della nuova data di montaggio. - Procedere, in ultima istanza, alla risoluzione parziale del contratto con il rimborso immediato della quota economica relativa alla fodera non pervenuta e del servizio di montaggio non goduto, consentendomi di mantenere la struttura del divano per provvedere a una nuova copertura. In mancanza di un riscontro risolutivo entro il termine indicato, mi riservo il diritto di tutelare i miei diritti nelle sedi opportune e tramite le associazioni dei consumatori. Cordiali saluti,
Probblema con struttura prenotata tramite Booking.com
Buongiorno, siamo una famiglia italiana di quattro persone e vi contattiamo per chiedere se Altroconsumo possa assisterci in relazione a un grave disservizio verificatosi durante il nostro soggiorno presso il Vivant Residence di Recife, Brasile, prenotato tramite Booking.com. Durante il soggiorno siamo rimasti chiusi fuori dall’appartamento per circa quattro ore, senza poter recuperare i nostri documenti, bagagli, effetti personali e medicinali. Eravamo inoltre con i nostri due figli minorenni, di 9 e 14 anni. Dinamica dell’accaduto La struttura ci ha successivamente comunicato che all’interno dell’appartamento era stata installata una serratura/dispositivo di sicurezza che, una volta attivato, impediva l’apertura della porta dall’esterno. Noi, tuttavia, non eravamo stati informati dell’esistenza di tale dispositivo, né delle modalità di funzionamento o delle eventuali conseguenze della sua attivazione. Non possiamo sapere con certezza come il dispositivo sia stato attivato. È possibile che, anche involontariamente, uno dei nostri figli lo abbia attivato, ma si tratta esclusivamente di un’ipotesi e non abbiamo alcun elemento per affermarlo con certezza. Riteniamo però importante che, indipendentemente dalla causa dell’attivazione, gli ospiti non fossero stati informati dell’esistenza della serratura e che non fosse disponibile una soluzione alternativa immediata per consentirci di rientrare nell’appartamento. Abbiamo contattato immediatamente la struttura e il gestore locale. Dalle comunicazioni WhatsApp in nostro possesso risulta che il gestore ha riconosciuto il problema e inizialmente ha discusso con noi una possibile forma di rimborso/compensazione. Successivamente, tuttavia, la comunicazione si è interrotta e non abbiamo ottenuto una soluzione adeguata. Conseguenze economiche La situazione ha avuto conseguenze particolarmente rilevanti perché, non potendo rientrare nell’appartamento e recuperare i nostri effetti personali e documenti, abbiamo perso il volo già acquistato per Fernando de Noronha. Siamo stati quindi costretti ad acquistare nuovi biglietti aerei per un importo di € 1.973. Abbiamo inoltre perso una notte di soggiorno a Fernando de Noronha, già pagata e non rimborsabile, per un importo di € 144, e abbiamo sostenuto una perdita di circa € 64 relativa al noleggio del buggy, prenotato e pagato ma non utilizzato a causa delle conseguenze dell’accaduto. A ciò si aggiungono i notevoli disagi subiti dalla nostra famiglia, tra cui circa quattro ore trascorse fuori dall’alloggio con due minori, senza accesso ai nostri effetti personali, la perdita del volo, lo stress e il tempo perso durante una vacanza familiare. Per tali ragioni abbiamo quantificato in € 2.000 la richiesta per i danni e i disagi morali subiti dalla famiglia, rimettendoci naturalmente alla valutazione dei vostri legali circa la possibilità di richiedere tale voce e circa la sua corretta qualificazione giuridica. La nostra richiesta economica complessiva ammonta pertanto a € 4.181, così composta: € 1.973 – nuovo volo acquistato a seguito della perdita del volo originario; € 144 – notte di soggiorno persa e non rimborsabile; circa € 64 – noleggio del buggy non utilizzato; € 2.000 – richiesta per danni e disagi morali. Coinvolgimento di Booking.com Precisiamo che Booking.com non è stato coinvolto immediatamente. Inizialmente abbiamo cercato di risolvere il problema direttamente con la struttura e con il gestore locale. Solo successivamente, non avendo ottenuto una soluzione adeguata, ci siamo rivolti a Booking.com chiedendo assistenza e il riconoscimento delle conseguenze economiche subite. Booking.com ci ha successivamente proposto un rimborso pari al 20% del costo della prenotazione, che riteniamo non proporzionato alle conseguenze economiche dell’accaduto. Non intendiamo tuttavia attribuire automaticamente a Booking.com la responsabilità del problema tecnico verificatosi nell’appartamento. Vorremmo piuttosto che fosse valutata da un professionista la responsabilità dei diversi soggetti coinvolti, compresi la struttura, il gestore locale e Booking.com nell’ambito della propria attività di intermediazione. Documentazione disponibile Possiamo fornire tutta la documentazione in nostro possesso, tra cui: prenotazione Booking.com; ricevute dei pagamenti; comunicazioni WhatsApp con la struttura e il gestore locale; messaggi nei quali viene riconosciuto il problema e viene discussa una possibile compensazione; biglietto aereo originariamente acquistato; ricevuta del nuovo volo da € 1.973; documentazione relativa alla notte persa (€ 144); documentazione relativa al noleggio del buggy; comunicazioni e proposta di rimborso di Booking.com; eventuale ulteriore documentazione relativa alle spese e ai disagi subiti. Vi chiediamo quindi di indicarci se, sulla base della situazione descritta e degli importi sopra indicati, Altroconsumo ritenga di poterci assistere o intervenire nei confronti dei soggetti coinvolti e, in particolare, se riteniate sussistano i presupposti per richiedere il rimborso delle spese sostenute e un eventuale risarcimento per i disagi subiti. Siamo disponibili a trasmettere immediatamente tutta la documentazione e una ricostruzione cronologica dettagliata dei fatti. Ringraziandovi anticipatamente per l’attenzione, restiamo in attesa di un vostro riscontro. Cordiali saluti, Roberta Quinto
Spedizione gravemente danneggiata
Spett. Poste Italiane Sono titolare del contratto per la spedizione n° CE009577060IT Brevemente, la spedizione internazionale che ho inviato in Romania in data di 14/07/2026 è stata danneggiata in itinere da persone ignote. In un primo momento mi è stata comunicata la restituzione del pacco al mittente, invece lo stesso è stato trattenuto per quasi un mese, senza alcuna giustificazione e senza specificare il motivo e l'entità del danno. Dopo questo mese, la spedizione è stata tuttavia consegnata al destinatario (senza previa comunicazione) in uno stato pietoso, con metà del contenuto mancante e l'altra metà in un avanzato stato di alterazione. Le mie affermazioni sono supportate da prove scritte, ovvero verbali e costatazioni da parte della Posta Romena. Ho presentato vari reclami, sia tramite mail, sia allo sportello dell'ufficio postale. Le risposte che ho ricevuto da parte delle Poste Italiane sono pietose ed indegne di una nazione civile. Ultimo riscontro che ho avuto ieri, 25/08/2026, mi comunica che un rimborso non sarà possibile, dato che l'imballaggio non era idoneo alla spedizione. Questa si chiama intollerabile presa per i fondelli. Anche un bambino da asilo capirebbe che, qualora l'imballaggio non fosse stato idoneo, la spedizione non sarebbe stata presa in carico allo sportello. Ribadisco e confermo che ogni mia affermazione è supportata da prove scritte, che sono pronta a mettere a disposizione in qualsiasi momento. Aggiungo, in fine, che al momento della spedizione il valore del pacco , dell'ammontare di 500 euro, era stato debitamente dichiarato, come si evince dalla ricevuta rilasciata dall'ufficio postale dopo la presa in carico. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti. Resto a disposizione per comunicazioni Gabriela Graur
HP istant Ink
Buongiorno, reclamo per Istant -Ink HP. l'abbonamento alle cartucce istant ink non ha mai funzionato, nel senso che dopo il primo invio non ho più ricevuto altre cartucce,nononostante i regolari pagamenti di 5,49€ ogni mese. Avendo terminato le cartucce ,le ho ordinate via Amazon e quando finalmente ho ricevuto quelle di Istant -ink le ho tenute di scorta e ho disdetto l'abbonamento. quando tre gg fa ho provato a istallare le cartucce HP non sono state riconosciute perchè l'abbonamento era cessato!! trovo questo molto scorretto!! io le ho pagate fino a giugno 2026 e devono funzionare!! Ho segnalato tutto questo ad HP ma ovviamente.... cosa potete fare per farmi riavere i soldi spesi inutilmente??( sei mesi!) Roberta Cossalter
Reclamo nei confronti di Amazon – mancato rispetto della consegna Prime, gestione dell’annu
Spett.le Altroconsumo, con la presente desidero sottoporre alla Vostra attenzione una vicenda riguardante un ordine effettuato su Amazon e chiedere la Vostra valutazione circa la correttezza della condotta tenuta da Amazon nella gestione della mancata consegna, dell'annullamento dell'ordine e del successivo rimborso. Il mio intento non è semplicemente ottenere il rimborso dell'importo pagato, che Amazon ha infine disposto a seguito dell'annullamento dell'ordine, ma chiedere che venga valutata la correttezza della procedura adottata e, in particolare, se sia legittimo che, a seguito del mancato rispetto del termine di consegna previsto, il consumatore debba attendere ulteriormente diversi giorni per riottenere la disponibilità del proprio denaro. Ricostruzione dei fatti In data 24 agosto 2026 ho effettuato un ordine su Amazon, usufruendo della consegna Prime prevista per il giorno successivo, 25 agosto 2026. Il prodotto era stato acquistato come regalo e la consegna entro la data indicata era quindi per me importante. Il giorno previsto per la consegna, intorno alle ore 17:00, ho ricevuto una comunicazione con cui Amazon mi informava che la consegna era stata riprogrammata al 30 agosto 2026. Il problema non consisteva semplicemente nel fatto che il prodotto sarebbe arrivato qualche giorno più tardi: a quel punto il prodotto aveva perso completamente la propria utilità per me, essendo stato acquistato per essere consegnato come regalo. A causa del mancato rispetto della consegna prevista, sono stato costretto a lasciare il lavoro prima del previsto per procurarmi un regalo alternativo. Ho quindi cercato di contattare il servizio clienti Amazon per chiedere l'annullamento dell'ordine. Dopo diversi tentativi attraverso il chatbot e diverse chat, sono finalmente riuscito a parlare con un'operatrice. Quest'ultima mi ha spiegato che avrei dovuto attendere che il pacco venisse consegnato, per poi procedere con il reso e attendere successivamente il rimborso. Ho contestato questa soluzione perché la ritengo particolarmente penalizzante per il consumatore: il mancato rispetto della consegna è dipeso da Amazon/dalla sua organizzazione della spedizione, ma la soluzione prospettata avrebbe comportato che io dovessi attendere la consegna di un prodotto che non mi serviva più, effettuare successivamente il reso e attendere ancora prima di poter riottenere il mio denaro. In altre parole, a fronte di una consegna che doveva avvenire il 25 agosto, mi veniva chiesto di attendere fino al 30 agosto, ricevere un prodotto ormai inutile, restituirlo e attendere ulteriormente il rimborso. È proprio questo aspetto che desidero sottoporre alla Vostra attenzione: perché il consumatore dovrebbe essere costretto ad attendere la consegna e la successiva restituzione di un bene che non desidera più proprio perché il professionista non ha rispettato il termine di consegna previsto? La successiva comunicazione dell'operatore Dopo ulteriori tentativi sono riuscito a parlare con un secondo operatore. Gli ho chiesto espressamente di annullare l'ordine e, alla mia richiesta, mi ha risposto testualmente: “Ti confermo di aver emesso la richiesta di rientro al corriere, il pacco torna indietro e verrà emesso il rimborso completo.” Ho quindi ritenuto, sulla base di questa comunicazione, che la richiesta di rientro fosse stata effettivamente effettuata e che il problema fosse stato risolto. Tuttavia, successivamente, l'ordine risultava ancora attivo e con consegna prevista per il 30 agosto. A seguito di un ulteriore contatto con il servizio clienti, l'ordine è stato infine annullato. Il problema del rimborso Durante l'ultima conversazione con l'operatrice ho chiesto quando avrei riottenuto il mio denaro. L'operatrice mi ha indicato come termine il 2 settembre 2026. La cosa mi è stata chiara soltanto dopo aver chiuso la conversazione, poiché durante la chat avevo inizialmente interpretato la risposta come “entro due giorni”. Di conseguenza, per un ordine pagato il 24 agosto, il mio denaro potrebbe tornare nella mia disponibilità soltanto il 2 settembre, quindi dopo diversi giorni dal pagamento. La somma è di circa 35 euro. Comprendo perfettamente che per Amazon si tratti di una somma modesta. Per me, invece, in questo momento, non è una somma irrilevante. Proprio per questo motivo mi ha dato particolarmente fastidio dover attendere ulteriormente per riottenere il denaro relativo a un acquisto che non ho ricevuto nei tempi previsti e che ho chiesto di annullare proprio a causa del mancato rispetto della consegna. Non sto sostenendo che Amazon debba necessariamente rimborsare ogni acquisto immediatamente in qualsiasi circostanza. Chiedo però a Voi di verificare se, nel caso specifico di mancata consegna entro il termine concordato e conseguente richiesta di risoluzione/annullamento prima che il bene sia stato ricevuto dal consumatore, sia corretto applicare la procedura prospettatami dall'assistenza, secondo la quale avrei dovuto attendere la consegna, effettuare il reso e soltanto successivamente ottenere il rimborso. Chiedo in particolare di valutare l'applicabilità dell'art. 61 del Codice del Consumo, che disciplina il ritardo nella consegna e prevede, in caso di risoluzione del contratto, il rimborso delle somme versate senza indebito ritardo. Vorrei quindi sapere se, nel mio caso, Amazon possa legittimamente subordinare la restituzione delle somme al rientro fisico del prodotto, considerando che il prodotto non è mai stato ricevuto da me e che la richiesta di annullamento è stata determinata dal mancato rispetto della consegna prevista. Documentazione disponibile Sono in possesso della documentazione relativa all'intera vicenda, tra cui: conferma dell'ordine effettuato il 24 agosto; indicazione della consegna Prime prevista per il 25 agosto; comunicazione della riprogrammazione della consegna al 30 agosto; registrazione delle chat con il servizio clienti; screenshot delle comunicazioni degli operatori; comunicazione relativa all'annullamento dell'ordine; indicazione del termine previsto per il rimborso, ossia il 2 settembre. Dispongo inoltre della registrazione integrale delle conversazioni con gli operatori, nella quale è presente anche la dichiarazione relativa alla presunta richiesta di rientro al corriere. Richiesta ad Altroconsumo Chiedo pertanto il Vostro supporto per valutare: se la gestione adottata da Amazon in seguito al mancato rispetto della consegna prevista sia conforme alla normativa a tutela dei consumatori; se sia corretto subordinare il rimborso alla consegna e successiva restituzione del prodotto quando il consumatore non lo ha mai ricevuto e chiede l'annullamento a causa della mancata consegna entro il termine previsto; se il termine indicato da Amazon per il rimborso, nel mio caso fino al 2 settembre, sia compatibile con quanto previsto dall'art. 61 del Codice del Consumo; se le comunicazioni contraddittorie fornite dagli operatori, in particolare la dichiarazione secondo cui era già stata emessa una richiesta di rientro al corriere, meritino una specifica valutazione sotto il profilo della correttezza delle pratiche commerciali e dell'assistenza post-vendita. Non intendo contestare il semplice fatto che la consegna sia stata posticipata: ciò che desidero sottoporre alla Vostra attenzione è il meccanismo che, a seguito di un mancato rispetto della consegna da parte del professionista, trasferisce sul consumatore le conseguenze economiche dell'attesa, costringendolo a rimanere privo della disponibilità del proprio denaro per diversi giorni anche quando il bene non è più utile e non è mai stato ricevuto. Ringrazio anticipatamente per la valutazione della vicenda e resto a disposizione per fornire tutta la documentazione in mio possesso. Cordiali saluti
Reclamo formale ordine n. WWW 202600318608 (rif. annullamento NUL 202600028671)
Spettabile Servizio Clienti Futbol Emotion, Vi scrivo in merito all'ordine n. WWW 202600318608 dell'11 Luglio, regolarmente confermato e saldato per un importo pari a 69,98 €. In data 13 Agosto, l'ordine è stato annullato da voi unilateralmente (con codice di annullamento NUL 202600028671) adducendo una presunta "mancanza di stock". Vi segnalo che gli stessi identici articoli (stessi modelli e taglie) sono tuttora presenti e disponibili sul vostro sito. Inserendo nuovamente gli stessi articoli nel carrello, il totale risulta ora pari a 119,97 € (con un aumento ingiustificato di 49,99 €). La creazione di un codice di annullamento interno (NUL 202600028671) e il rimborso forzato non sanano l'inadempimento del contratto originario (WWW 202600318608) né la pratica commerciale scorretta (D.Lgs. 206/2005). Chiedo formalmente di consentirmi l'acquisto al prezzo originario di 69,98 € o l'emissione di un voucher compensativo di 49,99 €. Distinti saluti, Fei Yue
Mancato rimborso ordine del 8/7/26
Buongiorno, con la presente desidero rinnovare il mio reclamo in merito al rimborso dell’ordine n. 867401 del 8/7/2026 euro 102,64, che a oggi, 24/08, risulta ancora non accreditato nonostante i numerosi solleciti e le rassicurazioni ricevute. In data 16/7, a seguito della mancata evasione dell’ordine, ho richiesto l’annullamento che mi è stato subito confermato con l’indicazione che il rimborso sarebbe stato emesso sul metodo di pagamento originario (carta di credito) entro 7 giorni lavorativi. Dopo questo, agli altri due solleciti in data 27/7 e 4/8 avete fatto riferimento a rallentamenti operativi che stanno allungando i tempi di rimborso, ma rassicurandomi che non c’è alcuna intenzione di evitare il rimborso. All’ultimo sollecito del 18/8, nessuna risposta… Vi invito pertanto a provvedere con urgenza all'accredito della somma dovuta e a fornirmi un riscontro scritto contenente gli estremi dell'operazione effettuata. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti. M.P.
Mancato rimborso ordine del 8/7/26
Buongiorno, con la presente desidero rinnovare il mio reclamo in merito al rimborso dell’ordine n. 867401 del 8/7/2026 euro 102,64, che a oggi, 24/08, risulta ancora non accreditato nonostante i numerosi solleciti e le rassicurazioni ricevute. In data 16/7, a seguito della mancata evasione dell’ordine, ho richiesto l’annullamento che mi è stato subito confermato con l’indicazione che il rimborso sarebbe stato emesso sul metodo di pagamento originario (carta di credito) entro 7 giorni lavorativi. Dopo questo, agli altri due solleciti in data 27/7 e 4/8 avete fatto riferimento a rallentamenti operativi che stanno allungando i tempi di rimborso, ma rassicurandomi che non c’è alcuna intenzione di evitare il rimborso. All’ultimo sollecito del 18/8, nessuna risposta… Vi invito pertanto a provvedere con urgenza all'accredito della somma dovuta e a fornirmi un riscontro scritto contenente gli estremi dell'operazione effettuata. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti. M.P.
Si facilita il riciclaggio
Sono a segnalare la totale inadeguatezza dei sistemi di sicurezza della piattaforma. Un estraneo ha cambiato a mia insaputa il metodo di ricezione del pagamento e Subito, senza alcuna preventiva comunicazione, ha effettuato il pagamento a chi nulla aveva a che fare con l'account. Ciò sebbene il cambio del metodo di pagamento fosse di pochi minuiti antecedente al pagamento e senza minimamente accertarsi che il conto paypal fosse a me riferibile, adempimento imposto non solo dalla diligenza richiesta ad un operatore professionale nell'adempimento del mandato, ma dalla normativa antiriciclaggio. A pare la questione risarcitoria, segnalerò questo pericoloso sistema alla Banca d'Italia (per l'antiriciclaggio), all'Autorità garante del mercato (per pratiche scorrette) ed all'arbitro Bancario (per la dissennata gestione dei fondi).
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