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Diete dimagranti: quali scegliere e quali evitare

02 gennaio 2020
diete

Iperproteiche o a blocchi? Sono spesso costose, non semplici da capire e da seguire, oltre che inutili e pericolose per la salute. Sotto la lente sono finite le più famose diete, indiscusse protagoniste di libri e riviste. Le abbiamo analizzate per valutarne pro e contro: ti sveliamo le 7 che è bene evitare.

Come funziona la dieta dell'Indice Glicemico

Il concetto di indice glicemico (IG) è stato elaborato negli anni '70 da Crapo, un ricercatore californiano dell'Università di Stanford, e messo a punto dal dr. David Jenkins nel 1981. L’IG misura la capacità di un determinato alimento, contenente carboidrati, di alzare i livelli di glucosio nel sangue (glicemia) una volta digerito. La scala degli indici glicemici è stata costruita ponendo il glucosio puro come standard di riferimento, a cui è stato arbitrariamente assegnato il valore 100 (100% dell'assorbimento intestinale).

Gli IG vengono generalmente classificati in 3 categorie:

  • bassi (IG<35)
  • medi (35<IG<50)
  • alti (IG>50)

Un IG alto provocherà una risposta glicemica alta, mentre un IG basso provocherà una risposta glicemica bassa. Chi consuma alimenti con IG medio-basso potrà perdere i chili in eccesso.

Valutazione: accettabile
Esistono diversi studi a supporto dei benefici di una dieta a basso indice glicemico. Il consumo di alimenti a basso indice glicemico sembra infatti avere un ruolo nella prevenzione di patologie come diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, obesità, tumore del colon e carcinoma mammario.Tuttavia gli studi sono ancora in corso e non sono quindi arrivati a conclusioni definitive. In particolare non esiste un'unica lista di indici glicemici validata dalla comunità scientifica.
La difficoltà del calcolo dell’indice glicemico risiede anche nel fatto che può essere influenzato da numerosissimi fattori, tra cui il tipo di amido, la modalità' di cottura, il tipo di lavorazione e raffinazione, il contenuto, la presenza nello stesso pasto di altri nutrienti (es. grassi, proteine). Positiva la promozione del consumo di alimenti integrali. Spesso nelle tabelle sono inclusi anche alimenti come carne, formaggi e salumi che hanno un IG pari a 0, ma solo perché non contengono carboidrati: attenzione quindi a non considerarlo come un incentivo al consumo.

Pro

  • Promuove il consumo di alimenti integrali
  • Sconsiglia gli alimenti contenenti carboidrati raffinati

Contro

  • Non esiste un'unica lista di indici glicemici validata dalla comunità scientifica