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Diete dimagranti: quali scegliere e quali evitare

18 giugno 2020
diete

Iperproteiche o a blocchi? Sono spesso costose, non semplici da capire e da seguire, oltre che inutili e pericolose per la salute. Sotto la lente sono finite le più famose diete, indiscusse protagoniste di libri e riviste. Le abbiamo analizzate per valutarne pro e contro: ti sveliamo le 7 che è bene evitare.

Come funziona la dieta South Beach

Dieta iperproteica e ipocalorica che consiste in 3 fasi.

In generale si consiglia di seguire la fase 1 per due settimane, chi deve perdere molto peso può protrarla per più tempo. È previsto il consumo di uova, pesce e carni magre, latticini a basso contenuto di grassi, qualche varietà di legume, verdure ma non tutte, qualche noce o mandorla al giorno e infine i sostituti dello zucchero (dolcificanti). È vietata anche la frutta.

Durante la fase 2 è possibile reinserire gradualmente i cereali integrali (pane, pasta, riso ecc), la frutta a “basso contenuto di zuccheri”, il cioccolato fondente e le verdure che prima erano vietate (carote, zucca, patate).

Nella fase 3, invece, è possibile mangiare “come si vuole”, anche se il consiglio rimane quello di evitare i cibi con alto indice glicemico, che è il valore che indica la velocità di innalzamento della glicemia in seguito all'assunzione di un alimento.

Valutazione: pessima
Durante la prima fase il solo consumo di alcune verdure e legumi non è in grado di soddisfare l’apporto giornaliero di fibra consigliato. Inoltre, con questo regime, è molto facile superare il livello massimo di assunzione giornaliera di colesterolo. Viene promosso il consumo di dolcificanti senza indicazioni su tipologie o quantità. Per quanto riguarda il mantenimento, non ci sono indicazioni in quanto viene detto che “ognuno deve trovare un’alimentazione adatta a se stesso”. Una nota negativa va data al consiglio di riprendere la fase 1 ogni qual volta si aumenti di peso, in quanto è confermato scientificamente che le fluttuazioni frequenti di peso sono dannose per la salute.

Contro

  • Si rischia di adottare abitudini nutrizionali scorrette
  • A lungo termine può rappresentare un fattore di rischio per la salute
  • Costo elevato