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Diete dimagranti: quali scegliere e quali evitare

30 agosto 2017
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30 agosto 2017

Iperproteiche o a blocchi? Sono spesso costose, non semplici da capire e da seguire, oltre che inutili e pericolose per la salute. Sotto la lente sono finite le più famose diete, indiscusse protagoniste di libri e riviste. Le abbiamo analizzate per valutarne pro e contro: ti sveliamo le 7 che è bene evitare.

Cos'è la Dieta Scarsdale e come funziona

Dieta inventata negli anni ‘70 dal cardiologo americano Herman Tarnower. Regime dietetico ipocalorico (da 850 a 1200 kcal al giorno), iperproteico a basso contenuto di carboidrati e grassi. I macronutrienti sono così ripartiti: 43% di proteine, 34.5% di carboidrati e 22.5% di grassi. Consiste in 2 fasi: la fase "d'urto", in cui non sono ammessi legumi e cereali e bisogna rispettare in maniera rigorosa le tipologie e le combinazioni degli alimenti previsti, e la fase "di stabilizzazione", che non prevede menù da seguire in maniera rigida, ma una lista degli alimenti “permessi” a cui attenersi. È consentito consumare anche pane, pasta, riso integrale e latte scremato. In entrambe le fasi non c'è nessuna indicazione per quanto riguarda le quantità.
Valutazione: mediocre
Apporti di macronutrienti sbilanciati rispetto a quelli di riferimento, troppo a favore delle proteine (43%) a discapito di carboidrati e grassi. Nonostante sia una dieta dichiaratamente ipocalorica (850-1200 kcal al giorno), potendo assumere porzioni “illimitate” degli alimenti permessi non vi è alcuna garanzia che l’introito calorico sia limitato. Potrebbe risultare inefficace per soggetti abituati ad abbuffarsi. Per una persona sana, seguire questa dieta una volta sola, per 28 giorni, non comporta particolari pericoli per la salute. Invece, ripeterla più volte e per periodi più lunghi può mettere seriamente in pericolo la propria salute, sottoponendo reni e fegato a un duro stress. Si è inoltre a rischio di numerose carenze nutrizionali: acidi grassi essenziali, vitamine liposolubili e sali minerali. L’apporto di fibra è invece garantito dalla possibilità di consumare liberamente frutta e verdura e dall’aggiunta, nella seconda fase, anche dei cereali integrali (pane, pasta, riso…). Con l’esclusione dei legumi vengono eliminate le proteine di origine vegetale. Non vi sono distinzioni per peso, età e sesso del soggetto.

Contro

  • Costo medio - alto
  • Escludendo gruppi di alimenti si rischiano carenze nutrizionali