Bacheca dei reclami

Reclama Facile è un servizio a disposizione di tutti gli utenti registrati al nostro sito che ha l’obiettivo di mettere in contatto il consumatore con l’azienda di suo interesse per risolvere i problemi che possono verificarsi nei quotidiani rapporti di fornitura di prodotti o servizi.
Reclama Facile si propone di instaurare un utile dialogo tra imprese e consumatori per risolvere questi problemi in via amichevole, favorendo il raggiungimento di un accordo condiviso.
Tramite Reclama Facile potrai inviare un reclamo direttamente all’azienda di tuo interesse seguendo la nostra procedura guidata e avrai la possibilità di pubblicare il tuo reclamo sulla nostra Bacheca.
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A. G.
16/07/2026

Più di 30 giorno, senza rimborso,

O ordinato uno decespugliatore, a scoppia, a la consegne o pagato 80€, mi ano mi aveva mandato uno a batteria che aveva uno valore di 20€, io lo seguito il direttivo per il rimborso, sono più di 30 giorno lavorativo e ancora senza rimborso.

In lavorazione
P. M.
16/07/2026

Reclamo

Il giorno 13/07/26 ho fatto un ordine sul vostro sito Durante il chekout mi è stata data la possibilità di aderire ad un programma di sconti al costo di €1 . Ho aderito fornendo il n. della carta. Nei giorni successivi mi sono trovato un adebbito di € 75 al Club Rabajas a cui non avevo mai aderito, avendo autorizzato un prelievo solo per 1€. Vorrei avere informazioni circa il vostro rapporto con il club Rabajas (visto che l'attivazione del link è partita dal vostro sito durante un acquisto dei vostri prodotti) e su come posso recuperare questa somma. Richiedo pertanto il rimborso dell ‘ addebito e la disattivazione dell’abbonamento.

In lavorazione
I. B.
16/07/2026

problema con consegna

Spett.le Dyson In data 12 luglio 2026 ho acquistato presso il Vostro negozio online un asciugacapelli Dyson Supersonic Nural pagando contestualmente l’importo di 349,00. L'ordine è il n. 1884723153 L'asciugacapelli tuttavia non mi è stato consegnato. La DHL, corriere a cui voi avete dato l'incarico di consegna, ha dichiarato di aver consegnato il pacco nella data di ieri all'indirizzo da me indicato (Via privata Tarvisio 6 Milano) e ha anche inviato al mio indirizzo e maill una prova di cosegna in cui si legge che la merce sarebbe stata consegnata a "Diana la rossa custode" persona che non conosco e che non corrisponde alla persona del mio custode, che si chiama John, è un uomo e non ha ricevuto niente! Risulta quindi dal documento della stessa DHL che il phon non è stato consegnato al custode dello stabile (che è un'altra persona, come posso dimostrare con il suo contratto di lavoro) ma ad un'altra persona a me sconosciuta ed è dunque documentale il vostro inadempimento all'obbligo di consegnare il prodotto, il cui prezzo mi avete chiesto di pagare in anticipo, cosa che ho fatto, fidandomi . Vi invito pertanto a recapitarmi quanto prima, e comunque non oltre 30 gg dalla data dell’ordine, il prodotto da me acquistato. In difetto, mi riservo il diritto di richiedere la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni subiti. Attendo un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, valendo la stessa quale messa in mora ai sensi e per gli effetti dell’art. 1219 c.c. Ilaria Bertolozzi via privata Tarvisio 6 20125 Milano tel. 340/8666525

In lavorazione
A. D.
16/07/2026

squadra montaggio IKEA

Spett. Ikea, In data 23 aprile 2026 ho ordinato una Vs. cucina Stensund ed ho contestualmente richiesto il servizio trasporto e montaggio presso la mia abitazione pagando un importo totale di 3996,21 euro (n. ordine 1598094748) Come da accordi, in data 9/7 i 121 (dicasi centoventuno!!!) colli dell'ordine sono stati consegnati dalla squadra AF Logistics la quale non ha trovato alcuna difficoltà o impedimento ad effettuare il lavoro. Tutti i colli, grandi e piccoli, sono stati trasferiti in breve tempo dal furgone parcheggiato in cortile al locale pianoterra dove dovrà essere montata la cucina che si trova a 15 metri di distanza. Come da programmazione, ieri, 15 luglio, è arrivata la squadra addetta al montaggio che, tuttavia, ha immediatamente sollevato obiezioni sull'idoneità del locale e, dopo aver telefonato ai Vs. uffici, se ne è velocemente andata via impedendo ogni possibile spiegazione. Alla mia ripetuta richiesta di fornire un verbale per giustificare un simile comportamento, gli operatori hanno sgarbatamente risposto di non essere tenuti a verbalizzare alcunché, che non avevano tempo da perdere e di chiamare l'assistenza clienti. Ho quindi chiamato l'assistenza clienti che ha prontamente ed acriticamente giustificato l'operato dei montatori e mi ha informato che l'art.14 delle condizioni di vendita stabilisce una serie di condizioni ambientali che, a loro dire, non erano rispettate. Per inciso, faccio presente che il documento in questione - 25 pagine a caratteri minuscoli - mi è stato probabilmente fatto firmare al momento dell'acquisto, insieme ad una mole infinita di altri documenti, ma non viene fornito in formato cartaceo in quanto disponibile esclusivamente online. Al momento della progettazione e del successivo ordine, ho fatto presente che la casa era in fase di ristrutturazione ed ho fornito documentazione fotografica relativa. Qualche accenno a questo art. 14 sarebbe stato opportuno ma non c'è stato. Non avendo in mano un verbale del mancato montaggio, comunque, non so quali siano esattamente le ragioni di questo rifiuto che mi sembrano oggettivamente molto pretestuose. Seppure l'appartamento è effettivamente ancora incompleto, l'open space di 45 mq nel quale la squadra avrebbe dovuto lavorare, è assolutamente agibile, spaziosa, sicura, completa di pavimentazione, intonaco (per scelta non desidero mettere piastrelle di rivestimento), impianti e certificazioni (inclusa la stratigrafia anticipatamente richiesta da Ikea per il montaggio dei pensili). Per documentare la sua decisione presso gli uffici Ikea, ho notato che la squadra di montaggio ha fatto fotografie degli esterni (balcone, cortile, giardino...) che sono oggettivamente in disordine ma che nulla hanno a che fare con il locale cucina che ci siamo premurati di completare in tutte le sue parti proprio in vista del montaggio dei mobili. L'unica motivazione che posso ipotizzare è la momentanea assenza dell'infisso definitivo alla finestra su una delle pareti della zona cucina che, tuttavia, non comporta alcun impedimento né al montaggio del sottostante bancone né pericolo per gli operatori. Preciso che il locale in oggetto si trova al pianterreno e che la finestra, posta a circa 90 centimetri da terra, oltre ad essere sigillata da una protezione semitrasparente provvisoria, si affaccia su un cortile privato e chiuso ad estranei. Se Ikea non interverrà per porre rimedio a questo incidente e rivedere le "valutazioni" dei suoi montatori, sarò costretto a dedurre che ci sia la chiara volontà di trovare cavilli per giustificare pesanti aggravi di spesa. Per tornare a fare il montaggio, Ikea chiede infatti il versamento del 60% dell'importo già pagato per questo servizio ovverosia ulteriori 300 euro da aggiungere ai 570 già addebitati in fase di ordine. In caso contrario, considerata la soggiacenza dell'azienda alle motivazioni pretestuose delle sue maestranze o, peggio ancora, una voluta politica atta a far lievitare gli introiti, mi chiedo inoltre che garanzie ho che una eventuale nuova squadra di montaggio si comporti in maniera corretta. Ieri stesso ho inoltrato una PEC al Servizio Reclami ed ho allegato una fotografia del locale "inagibile" che allego anche al presente reclamo. Concludo dicendo che quanto da me affermato può essere confermato da più di una persona presente sul luogo in quel momento. Renato Blangero

In lavorazione
D. C.
16/07/2026

Reclamo nei confronti di Mondo Convenienza per grave inadempimento contrattuale e richiesta tutela.

In data 30/05/2026 ho acquistato presso il punto vendita Mondo Convenienza di Frosinone una camera da letto e un divano, provvedendo al pagamento integrale dell’ordine. Prima della conclusione del contratto avevo espressamente comunicato alla venditrice che avrei effettuato l’acquisto esclusivamente se la consegna fosse avvenuta entro il mese di giugno, in quanto sono in gravidanza e prossima al parto e avevo la necessità di organizzare la mia abitazione prima della nascita di mio figlio. Tale condizione era per me essenziale. Per consentire il rispetto di tale termine ho anche accettato di modificare il mio ordine, sostituendo alcuni articoli con altri che mi erano stati indicati come già disponibili presso il magazzino, proprio per accelerare la consegna. Inoltre, ho scelto di saldare immediatamente l’intero importo dell’ordine, proprio per evitare eventuali ritardi o problematiche amministrative, confidando nelle rassicurazioni ricevute dal personale di Mondo Convenienza. Successivamente ho ricevuto numerose conferme telefoniche da parte del Servizio Clienti che il pagamento era stato regolarmente registrato, che l’ordine era confermato e che la consegna sarebbe avvenuta senza alcun problema. La prima consegna, prevista per il 22 giugno, è stata annullata. Mi è stato comunicato telefonicamente che la merce era stata inviata per errore a Torino invece che a Genova e che avrebbe dovuto tornare a Genova prima di poter essere consegnata presso il mio domicilio. Anche la seconda consegna, prevista per il 25 giugno, è stata annullata. In quell’occasione mi è stato invece comunicato che i mobili a Torino non erano mai stati, fornendomi quindi una versione completamente diversa rispetto a quella comunicata in precedenza. Durante tutta la gestione della pratica ho ricevuto informazioni tra loro contraddittorie, senza mai ottenere una spiegazione chiara e coerente. Successivamente, e solo dopo il pagamento integrale dell’ordine e l’annullamento delle consegne, mi è stato comunicato telefonicamente che avrei dovuto pagare un ulteriore importo di 1.650 euro per un presunto servizio “fuori zona”, costo che non mi era mai stato comunicato durante la trattativa, non era presente nel preventivo e non mi era stato indicato prima della conclusione del contratto. E indicato solo dopo la seconda disdetta della consegna e solo tramite comunicazione telefonica. Se tale costo mi fosse stato comunicato fin dall’inizio, non avrei mai concluso il contratto. Presso il punto vendita di Frosinone mi è stato inoltre riferito che probabilmente la persona che aveva seguito il mio ordine non era sufficientemente preparata per gestire una pratica di questo tipo. Ritengo inaccettabile che eventuali errori di organizzazione o di formazione del personale ricadano sul cliente. A causa di tali disservizi sono stata costretta ad annullare l’ordine e mi sono ritrovata, in un momento particolarmente delicato della mia vita, senza la camera da letto e senza il divano acquistati, con notevoli disagi personali e organizzativi. Mi è stato comunicato che il rimborso sarebbe stato effettuato entro sette giorni. Tuttavia, il rimborso è stato eseguito solo parzialmente. Nella mia area clienti risultavano infatti predisposti due bonifici, entrambi datati 23/06/2026: * € 330,60; * € 1.836,00. Il primo importo è stato accreditato, mentre il secondo è rimasto per settimane indicato come “in lavorazione”. Ho contattato ripetutamente il Servizio Clienti per comprendere il motivo del ritardo, ma ogni volta mi è stato risposto soltanto che il bonifico era “in lavorazione”, senza alcuna spiegazione concreta né una data certa di accredito. Successivamente ho inviato diversi reclami tramite PEC. In risposta, Mondo Convenienza mi ha inviato una PEC in data 10/07/2026, nella quale dichiarava di aver preso in carico la mia richiesta di rimborso e mi comunicava che sarei stata contattata entro il 15/07/2026. Non comprendo il motivo per cui, a distanza di settimane dalla predisposizione del rimborso del 23/06/2026, sia stato previsto un ulteriore contatto anziché procedere direttamente all’accredito delle somme già riconosciute come dovute. Alla data del 15/07/2026 non avevo ricevuto né il contatto promesso né il rimborso completo. Successivamente Mondo Convenienza ha inoltre comunicato che riteneva il semplice rimborso delle somme versate sufficiente a definire la pratica, dichiarando di non voler riconoscere alcun ulteriore importo a titolo di risarcimento dei danni. Ritengo di aver subito un grave inadempimento contrattuale, caratterizzato da informazioni errate e contraddittorie, dalla richiesta di un costo aggiuntivo comunicato soltanto dopo il pagamento dell’ordine, dall’annullamento di due consegne già programmate, dal mancato rispetto degli impegni assunti e da un ingiustificato ritardo nella restituzione delle somme dovute. Tutta questa vicenda mi ha causato un notevole disagio personale e organizzativo, aggravato dal fatto che avevo chiaramente comunicato fin dall’inizio la mia gravidanza e la necessità di ricevere i mobili entro il mese di giugno proprio per preparare la casa all’arrivo di mio figlio. Chiedo pertanto l’intervento di Altroconsumo affinché vengano tutelati i miei diritti, venga valutata la correttezza del comportamento tenuto da Mondo Convenienza e mi venga riconosciuto il risarcimento dei danni subiti, oltre alla completa definizione della vicenda.

In lavorazione
A. A.
16/07/2026
Bestbuyshopping

PROBLEMA IPHONE RICONDIZIONATO

Spett. Bestbuyshopping In data 17 settembre 2025 ho acquistato tramite AMAZON un Apple iPhone 13 256GB - Mezzanotte (Ricondizionato) pagando contestualmente l’importo di € 339,90. A distanza di qualche mese dall’acquisto, il prodotto presenta difetti che lo rendono non conforme allo scopo per cui è stato acquistato. In particolare, la batteria non si ricarica, resta bloccata all'1% ed il telefono è inutilizzabile. In 11 marzo vi ho contattato tramite Amazon e con i vostri consigli il telefono si è riavviato; ora a distanza di qualche mese il problema si è ripresentato, ho mandato una nuova richiesta tramite Amazon per rimandarvi l'apparecchio per una verifica/sostituzione, ma a distanza di alcune settimane, non mi avete ancora risposto in merito alla riparazione/sostituzione del prodotto in garanzia. Nonostante i solleciti, finora il guasto non è stato riparato. Alla luce di quanto sopra e tenuto conto che ai sensi dell’art. 130 e segg. del D.Lsg. 206/05 la riparazione deve avvenire entro un congruo termine in base alla natura del bene e al suo utilizzo, richiedo la sostituzione del prodotto senza spese a mio carico o, in alternativa, la risoluzione del contratto con rimborso del prezzo d’acquisto. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad agire le vie legali a tutela dei miei diritti. Allegati: Conferma ordine/Copia contratto d’acquisto Ricevuta di pagamento

In lavorazione
V. S.
16/07/2026

Mancata consegna con ripetuti solleciti e mai una risposta

Spett. Jolly casa s.r.l. In data 18/05/2026 ho acquistato presso il Vostro negozio online un tavolo pagando un acconto tramite bonifico. Ad oggi 06/07/2026 non ho ancora ricevuto il mio ordine e nemmeno una risposta alle PEC inviate. Chiedo gentilmente di parlare con una persona FISICA e non con il robot che risponde in automatico ai messaggi, non solo la vostra azienda ha molta mole di lavoro, ma anche tante altre, ma rispettano le consegne. Vi invito pertanto a recapitarmi quanto prima, e comunque non oltre 30 gg dalla data dell’ordine, il prodotto da me acquistato. In difetto, mi riservo il diritto di richiedere la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni subiti. Attendo un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, valendo la stessa quale messa in mora ai sensi e per gli effetti dell’art. 1219 c.c. Allegati: Conferma ordine Ricevuta di pagamento

In lavorazione
A. R.
16/07/2026

Problema con il rimborso di un articolo reso

Spett. Amazon In data 14 maggio 2026 ho acquistato presso il Vostro negozio online un "Samsung Galaxy S26 Ultra Smartphone AI, 256GB, 3 anni di Garanzia, Privacy Display Integrato, Processore Potente, Assistente Foto, Camera 200 MP, 5000 mAh, Sky Blue [Versione italiana]" pagando contestualmente l’importo di 1.165,17 €. Alla consegna del prodotto, avvenuta il 14 maggio, potendone visionare direttamente le caratteristiche, ho deciso di avvalermi del diritto di recesso ai sensi dell’art. 52 e segg. del D.Lsg. 206/05. Vi ho inviato una comunicazione in tal senso tramite chat entro 14 gg dalla consegna. Mi avete risposto accettando la richiesta di reso e dandomi istruzioni per la restituzione della merce. Ho provveduto come da vostre indicazioni ed ho avuto conferma dell’arrivo del prodotto presso di Voi il 16 giu 2026. Tuttavia ad oggi, trascorsi 38 giorni, non ho ancora ricevuto il rimborso del prezzo pagato pari a 1.165,17 €. Vi invito a corrispondermi quanto prima tale somma tramite riaccredito sul mezzo di pagamento utilizzato per l’acquisto. Attendo un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, valendo la stessa quale messa in mora ai sensi e per gli effetti dell’art. 1219 c.c. Allegati: Dettagli dell'ordine Fattura di pagamento Ricevuta di consegna del reso

In lavorazione
N. L.
16/07/2026
Vente-unique

Reclamo formale, diffida ad adempiere e costituzione in mora – Ordine n. IT2605280103

Spett.le Vente-unique.it, In data 28 maggio 2026 ho acquistato presso il Vostro negozio online un tavolo da pranzo modello "Firelia", pagando contestualmente l’importo di € 664,77. Tale cifra è comprensiva del costo del tavolo e dei servizi professionali di spedizione, consegna al piano e montaggio. Con la presente, la scrivente contesta formalmente la condotta della vostra azienda in merito alla gestione del reso a fronte di risoluzione per difetto di fabbrica del suddetto ordine, qualificando le vostre ultime comunicazioni come palesemente false, pretestuose e contrarie alla realtà storica dei fatti. Al momento del montaggio a domicilio, ho riscontrato immediatamente che il tavolo presentava gravissimi difetti di conformità. Il mobile risultava del tutto instabile e traballante quando in configurazione da 4 persone, presenta un piede - che dovrebbe essere centrale - del tutto asimmetrico (con i fori per avvitarlo al binario non paralleli l'uno rispetto all'altro e non correttamente posizionati al centro del tavolo), oltre a presentare evidenti bolle e alterazioni di colore sul rivestimento della lastra in MDF. Contestualmente, ho richiesto alla squadra di montatori da voi incaricata di lasciare gli imballi originali presso la mia abitazione, prevedendo la necessità di un reso. I montatori si sono rifiutati categoricamente, portando via i cartoni e asserendo che tale ritiro rientrava nelle direttive aziendali tassative. Tale condotta della vostra filiera logistica ha privato la sottoscritta, sin da subito, dei mezzi necessari per un normale confezionamento del bene. A fronte dei difetti di fabbrica prontamente segnalati, la vostra assistenza ha inizialmente tentato di liquidare la pratica proponendomi soluzioni palliative e inadeguate, quali un buono sconto di € 100,00 o la sostituzione completa del prodotto. Considerata la scarsissima qualità del mobile e la gravità dei vizi, ho legittimamente rifiutato tali opzioni: il difetto di conformità riscontrato è talmente grave da giustificare l'immediata risoluzione del contratto di vendita. Ho pertanto rigettato il buono e la sostituzione, pretendendo la restituzione del tavolo a vostre spese, con il conseguente e integrale rimborso di tutte le spese sostenute, pari a € 664,77. Fin da subito ho specificato che le operazioni di smontaggio e imballaggio dovessero essere a vostro totale carico, sia perché i vostri montatori mi avevano sottratto gli incarti specifici, sia perché — date le dimensioni colossali del tavolo — sarebbe stato impossibile e sproporzionato per me reperire imballaggi alternativi adeguati a garantire la sicurezza del trasporto. Nei giorni successivi è seguito un estenuante rimpallo di comunicazioni, in cui la vostra assistenza esigeva che fossi io a imballare il pesante tavolo pur sapendo che i vostri stessi montatori mi avevano sottratto i cartoni. La svolta è avvenuta il 26 giugno 2026. In tale data, ho avuto un'interlocuzione telefonica risolutiva con un operatore del Servizio Clienti, il quale mi ha espressamente rassicurata dicendo: «Non si preoccupi, a queste cose pensiamo noi; lei deve solo avvolgere il tavolo in sacchi di plastica, poi all'arrivo del corriere ci occuperemo noi dello smontaggio nei nostri hub e della preparazione tecnica per il trasporto, sappiamo che lei non ha i cartoni». Subito dopo questa telefonata, in data 26 giugno, la vostra azienda mi ha inviato una e-mail formale in cui confermava di aver accettato la mia richiesta di rimborso integrale del tavolo e che il corriere Bartolini mi avrebbe contattata per il ritiro. Appare evidente che abbiate agito in modo ingannevole: avete formalizzato per iscritto l'accoglimento della mia richiesta di rimborso (da me pretesa alle mie condizioni di assistenza totale), omettendo volutamente i dettagli logistici nelle e-mail, ma confermandoli a voce per indurmi a credere che la procedura sarebbe stata gestita interamente a vostro carico. Fidandomi di quanto pattuito, ho preparato il tavolo avvolgendolo nella plastica. La situazione è degenerata il 15 luglio 2026. Il corriere si è presentato per il ritiro ma si è categoricamente rifiutato di prendere in carico il tavolo poiché non smontato e privo di imballaggi in cartone. Al contempo, io mi trovo nell'impossibilità oggettiva di smontare il mobile: le viti di fissaggio dei piedi risultano bloccate e inamovibili, a causa di un evidente difetto di fabbrica o di un errato e violentissimo serraggio effettuato con avvitatori professionali dai montatori da voi inviati. Contattato immediatamente il vostro Servizio Clienti, avete risposto in data odierna (16 luglio 2026) con una e-mail vergognosa in cui smentite voi stessi e gli accordi del 26 giugno, pretendendo che io acquisti autonomamente dei cartoni "colossali", che smonti le viti difettose facendomi "aiutare da amici o conoscenti" per preparare i colli. Ad aggravare ulteriormente questa condotta ostruzionistica e scorretta, subito dopo avermi inviato la suddetta e-mail di rifiuto in data odierna, la vostra azienda ha deliberatamente disattivato e bloccato i canali di comunicazione sul vostro sito. Attualmente, nella mia area personale, il tasto "Rispondi" è disabilitato e il form di contatto online restituisce costantemente un errore generico di sistema, impedendomi di fatto di replicare per iscritto alla vostra falsa ricostruzione dei fatti. Appare evidente come tali condotte siano configurabili come pratiche commerciali scorrette che ledono il consumatore ponendo oneri sproporzionati che de facto impediscono l'esercizio dei propri diritti. Si ribadisce pertanto che: 1)L'operazione di smontaggio è inesigibile: Le viti risultano bloccate a causa di difetti del prodotto o dell'errata installazione da parte dei vostri montatori professionisti (servizio da me regolarmente pagato). 2) L'obbligo di imballaggio è a vostro carico: Avendo la vostra filiera logistica sottratto i cartoni originali, spetta a voi ripristinare lo stato dei luoghi fornendo materiale idoneo al trasporto. 3) La condotta è discriminatoria: Prevedere l'invio di personale per lo smontaggio e il ritiro del tavolo esclusivamente in caso di "sostituzione" dello stesso, negandolo invece in caso di "risoluzione con rimborso", configura una pratica commerciale scorretta volta a penalizzare il consumatore. Tutto ciò premesso, tenuto anche conto del tempo trascorso da quando la problematica è stata segnalata e delle infruttuose interlocuzioni, la scrivente VI DIFFIDA E METTE IN MORA a provvedere, entro e non oltre 7 (sette) giorni dal ricevimento della presente: Al disassemblaggio del tavolo in loco a cura di vostro personale tecnico incaricato; Al ritiro dello stesso con contestuale fornitura di idoneo imballo da parte del trasportatore; Al rimborso integrale e immediato di quanto pagato, pari a € 664,77. In mancanza di un riscontro positivo entro il termine indicato, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti per ottenere la risoluzione giudiziale del contratto, la restituzione delle somme e il risarcimento del danno da occupazione forzata di suolo privato (atteso il grave intralcio logistico che il vostro mobile inservibile arreca all'interno della mia abitazione). Sto inoltre provvedendo a depositare una dettagliata denuncia presso l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) per pratica commerciale scorretta e condotta ostruzionistica. La presente vale a tutti gli effetti di legge quale atto di costituzione in mora e interruzione di ogni termine di prescrizione e decadenza. Con riserva di ogni diritto. Distinti saluti, NMLM

In lavorazione
M. V.
16/07/2026

Account bloccato maxv12345

Buongiorno, mi è stato bloccato definitivamente l'account per una tuta Nike che inspiegabilmente è stata reputata falsa. La tuta in questione è del Manchester United stagione 2010-2011 ed è stata comprata nuova in un negozio noto di Roma (https://www.chiappinisport.com/). Come aggravante, Vinted ha trasferito il mio pagamento per il quale era in corso un reso accordato per un articolo non corrispondente a descrizione. Chiedo, quindi che venga riattivato l'account e conclusa la pratica di reso.

In lavorazione

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