Bacheca dei reclami
Reclama Facile si propone di instaurare un utile dialogo tra imprese e consumatori per risolvere questi problemi in via amichevole, favorendo il raggiungimento di un accordo condiviso.
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addebito diretto irrevocabile
sono stanco delle pratiche di ebay di totale protezione per gli acquirenti e della totale avversione per i venditori, per questo motivo ho deciso di revocare l'addebito diretto sulla mia postepay evolution. IMPOSSIBILE ebay non permette la revoca, il mandato resta anche se sgancio la carta dal sito. E' assolutamente incredibile che da quando ho agganciato la carta a ebay la mia carta sia diventata di loro proprietà. Io con ebay non ho debiti la mia cassa su ebay è a posto eppure non posso sganciare la carta dall'addebito diretto. Sia sui forum dedicati che in Poste mi hanno detto che voglio liberare la carta da ebay la devo chiudere e prenderne un altra. E' corretta una cosa del genere ?
Reclamo per ritardo nella riparazione del microonde
Spett. Candy In data 18/10/2022 ho acquistato presso il Vostro negozio un Microonde Candy pagando contestualmente l’importo di 129.90. A distanza di 15/09/2024 dall’acquisto, il prodotto presenta difetti che lo rendono non conforme allo scopo per cui è stato acquistato. In particolare, un odore a bruciato nella parte superiore Il 30/09/2024 vi ho contatto telefonicamente tramite servizio garanzia per richiedere la riparazione del prodotto in garanzia e vi ho consegnato a tal scopo il prodotto il 03/10/2024. Nonostante i numerosi solleciti, finora il guasto non è stato riparato. Alla luce di quanto sopra e tenuto conto che ai sensi dell’art. 130 e segg. del D.Lsg. 206/05 la riparazione deve avvenire entro un congruo termine in base alla natura del bene e al suo utilizzo, richiedo la sostituzione del prodotto senza spese a mio carico o, in alternativa, la risoluzione del contratto con rimborso del prezzo d’acquisto. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti.
Prodotti mancanti!
Buongiorno, ho effettuato l’ordine n. 1017659499 in data 28/01/25. Il pacco, consegnato in data 05/02/25, è privo dei seguenti articoli: 2 pz Enterelle Plus 24 Capsule 1 pz Quercimmun 30 Compresse Rivestite 1 pz Pic Siringa 5ml Scrivo questo reclamo perché pretendo il rimborso di questi articoli!
mancato il rimborso
spett.farmaè in data 13/01/2025 ho aquistato in sito un mepiform del valore 71.42€ e numero ordine 1017525288 e il 17/01 ho ricevuto mail che mancava questo prodotto e rimborso entro 10 giorni ,fino oggi non ho ancora ricevuto questo rimborso! sono clienti da qualche anni !fate il rimborso Gentile cliente, ci dispiace doverla informare che per un errore di giacenza in magazzino il suo ordine #1017525288 non è andato in totale allestimento per cui procederemo nel più breve tempo possibile e comunque entro i prossimi 10 giorni al rimborso. Di seguito il dettaglio della merce mancante: 1pz. - Mepiform Medicazione Cicatrici 10x18cm 5 Pezzi
pacco spedito da mineo a sesto s giovanni non recapitato al destinatario venuti rosalba
Spett. [sda filiale di vimodrone ( mi)], Sono titolare del contratto per [pacco spedito a venuti rosalba sest s. giovanni ] n° [eg00000786213] [Dicono pacco in consegna , ma ancora non e' stato consegnato] In mancanza di un riscontro entro qualche giorno dal ricevimento della presente, non esiterò ad agire per vie legali a tutela dei miei diritti. in allegato la lettera di vettura dell'avvenuta spedizione
Rimborso non ricevuto per merce non consegnata
Non ho ricevuto il rimborso per la merce non consegnata dell’ordine numero 1017493431 intestato a Milani Dania come da mail del 15/01/25: Gentile cliente, ci dispiace doverla informare che per un errore di giacenza in magazzino il suo ordine #1017493431 non è andato in totale allestimento per cui procederemo nel più breve tempo possibile e comunque entro i prossimi 10 giorni al rimborso. Di seguito il dettaglio della merce mancante: 1pz. - Vitamina D 2000 U.I. 168 Compresse Masticabili Rinnoviamo le nostre scuse e rimaniamo a disposizione. Farmaè
Mancato Rimborso
Spett. Farmaè, in data 19/01/2025 ho acquistato presso il Vostro sito online diversi prodotti pagando contestualmente l’importo di 31,83€ Numero ordine 1017568263. Il 24/01/2025 ricevo una vostra mail in cui mi si informa che per un errore di giacenza di magazzino, il mio ordine non era andato in totale alleatimento, e che avreste provveduto al rimborso entro 10 giorni, per altro email ricevuta a pacco già consegnato. Il cod. dell'art. mancante è il seguente 983533744 per un importo di 8,25€. Ad oggi non ho ancora ricevuto il rimborso, nonostante due solleciti già inoltrati da una vostra operatrice. In data 31/01/2025 ho effettuato un altro ordine online presso il Vostro sito online pagando contestualmente l’importo di 19,58€ di due prodotti. Numero ordine 1017687987 Oggi, a distanza di quasi una settimana dall'ordine effettuato, che già avrebbe dovuto essere stato spedito in 24/48 ore da come c'è scritto sul vostro sito, ricevo nuovamente una Vostra email che sempre per un errore di giacenza il mio ordine non è andato in totale allestimento per mancanza di entrambi i prodotti, ma questa volta addirittura scrivete che il rimborso avverrà in 14 giorni, neanche 10 come la email dell'altro ordine. Bisognerebbe avere più rispetto per i clienti, visto si paga anticipatamente la merce, nonostante sul vostro sito non siano segnalati i prodotti una volta esauriti, e mi pare siano parecchi i prodotti che non avete in giacenza a magazzino ma che in ogni caso lasciate a catalogo sul sito. Spero che entrambi i rimborsi avvengano quanto prima, perché in mancanza di un riscontro concreto da parte Vostra dal ricevimento della presente, non esiterò ad agire per vie legali a tutela dei miei diritti.
Contestazione addebito 500 euro
Buonasera, Vi scrivo per segnalarvi nuovamente quanto successo a dicembre 2024 con il servizio di car sharing e+Drivalia a Torino. Il 21/12 ho noleggiato un'auto con il servizio e+Drivalia, durante il noleggio ho bucato una ruota/l'auto aveva già una ruota bucata. A inizio noleggio non sembrava ci fosse questo problema, ma dopo più di metà del noleggio mi sono accorta del danno così chiamo il servizio clienti per segnalarlo. Appena ne ho avuto la possibilità ho lasciato l'auto e richiamato il servizio clienti per mettere fuori uso la macchina in quanto non era possibile utilizzarla visto il problema (come segnalato i parcheggi riservati al car sharing sono spesso occupati da macchine di proprietà private e, di conseguenza non mi è stato possibile parcheggiare lì). Il customer care avvia la procedura e mi conferma che mi verranno restituiti i soldi del noleggio. Il 30 dicembre ricevo una notifica di addebito per "Danno con responsabilità del cliente, con o senza controparte". Chiamo il servizio clienti che avvia la contestazione. Non ricevo più nessuna notizia, richiamo il car sharing più volte per chiedere info, alzano la priorità del ticket ma non ho nessuna risposta (ho mandato segnalazioni anche via mail senza alcun riscontro). L'unica notifica del car sharing la ricevo con l'addebito delle spese per la marca da bollo e il rinnovo dell'abbonamento con profilo sospeso (cosa che non pensavo potesse succedere non potendo usufruire del servizio). Richiamo il servizio clienti e mi viene detto che il problema non fa riferimento alla gomma bucata ma a danni alla carrozzeria, io contesto questa segnalazione e chiedo un riscontro il prima possibile. Dopo più di un mese io continuo ad avere il profilo sospeso, continuo ad avere una richiesta di addebito di 500 euro e continuo ad avere versioni diverse su questo danno. In tutto ciò, Drivalia ha un gestione di altri due ticket (se non 3) a nome mio su richieste di altri rimborsi, segnalazioni di codici sconto non funzionanti, ecc. A fine gennaio ricevo un riscontro via mail sulla conferma da parte loro dell'addebito. Nonostante la mia risposta contestando l'addebito, la comunicazione si interrompe nuovamente e non ricevo più nessun riscontro. Oggi (06/02) chiamo il customer care per avere informazioni e, mi viene detto che la contestazione è stata chiusa. Io non ricevo nessuna notifica in merito e apro una nuova contestazione. Vista la segnalazione del danno, mi aspetto che l'addebito venga cancellato. Grazie, Chiara
TRUFFA
Spett. [NOME AZIENDA] In data [DATA] ho sottoscritto il contratto per [DESCRIZIONE DEL SERVIZIO] concordando un corrispettivo pari a [€]. [DESCRIZIONE DEL PROBLEMA] In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti.
Mancata restituzione caparra per divano non consegnabile
Spett. Poltronesofà In data 06/12/2024 ho effettuato presso il Negozio Poltronesofà Filopanti a Bologna un ordine per l’acquisto di un divano angolare ARVIGO, versando una caparra pari a € 570. Nel giorno concordato per la consegna, 29/01/2025, si è presentato presso la mia abitazione un addetto della ditta di trasporti che non appena entrato nell’appartamento per una ricognizione preventiva (senza divano) ha dichiarato che le misure del controsoffitto all’ingresso di casa impedivano la consegna del divano stesso. Nonostante le mie ripetute richieste di fare almeno un tentativo, l’addetto negava tale prova, confermando in modo categorico l’impossibilità ad effettuare la consegna, adducendo come motivazione l’incompatibilità delle misure del divano con quelle del controsoffitto (nel corridoio all’ingresso di casa) combinate con la larghezza dell’angolo del corridoio per andare verso il soggiorno in cui collocare il divano. È importante precisare che l’addetto era sprovvisto di metro, che ha dovuto chiedere alla sottoscritta per provare a dare (su mia richiesta) una conferma fattuale di quanto stava dichiarando sulla base di una valutazione “a occhio”. A seguito di telefonata con il negozio, mi è stato prospettato come unica possibile via d’uscita quella di verificare la possibilità di riconsegna attraverso la finestra, con oneri totalmente in capo alla sottoscritta (inclusa la verifica delle misure della finestra e verifica che tale opzione fosse effettivamente percorribile) oltre ai costi di riconsegna. Nel pomeriggio dello stesso 29 gennaio mi recavo di mia iniziativa in negozio, dove, tralasciando l’imbarazzante assenza di un minimo rudimento di approccio orientato al cliente e capacità/volontà di fornirmi chiare informazioni sullo stato della pratica, dopo più sollecitazioni (della sottoscritta) sono stata posta di fronte ad un aut aut: perdere la caparra, o “provare” a proseguire con l’iter di consegna, contattando (se volevo) un nominativo di fiducia del negozio, a cui rivolgermi per verificare la fattibilità di consegna con braccio meccanico. A mia richiesta di maggiore chiarezza sull’iter descritto in modo farraginoso (non veniva specificato chi deve chiamare chi), mi veniva confermato che “probabilmente” (???) sarebbe stato lo stesso addetto della ditta di elevatori stesso a contattarmi e poi, confermata la possibilità di proseguire, a coordinarsi con la ditta di trasporti per una riconsegna. A fronte di una totale confusione e incertezza sulle indicazioni e informazioni che provavo a fatica ad ottenere e mettere in ordine, una cosa sola mi veniva comunicata in modo certo e perentorio: avrei perso la caparra per cui “mi conveniva” fare un ulteriore investimento di tempo e denaro per fare almeno un tentativo con l’elevatore. Mi veniva anche negata in modo certo la possibilità di un cambio di divano/riconvertire la caparra persa per l’acquisto di un divano differente di misure più ridotte. Tale diniego mi veniva giustificato sulla base di non meglio precisate regole dell’azienda e contrattuali indipendenti dalla volontà dell’addetta responsabile del negozio con cui stavo parlando, che tuttavia, pur nell’incertezza generale dimostrata sull’iter, su questo appariva certa e senza dubbi sull’opportunità di prospettare eventuali ulteriori verifiche interne all’azienda stessa. Successivamente a contatto telefonico in data 30/01 da parte del titolare della ditta di elevatori, lo stesso (tramite verifica/sopralluogo tramite google maps sulla strada e finestra) confermava telefonicamente la disponibilità a svolgere la consegna attraverso la finestra che affaccia sul retro, al costo di 150 euro. Contestualmente, mi veniva comunicata la necessità di ottenere autorizzazione del Comune di Bologna per occupazione di suolo pubblico, procedura interamente a mio carico sia come spesa che in merito all'iter di richiesta. In data 5/2 venivo contattata dalla ditta di trasporti, per “sollecitarmi” ad avviare senza ulteriori ritardi le pratiche di richiesta suolo pubblico al Comune, considerato il fatto che il divano è “parcheggiato” in magazzino. Dopo aver preso visione sul sito del Comune della procedura per la richiesta di suolo pubblico, in data 6/2 comunicavo a mezzo e-mail al negozio Poltronesofà la mia impossibilità a procedere considerata l'onerosità dell'operazione, i cui costi (sia in termini di impegno temporale per la gestione di tutta la pratica, tempo di cui non dispongo, che costi effettivi per avere l'autorizzazione), già di per sé elevati, si sommerebbero a quelli aggiuntivi dovuti al secondo trasporto e all’utilizzo dell’elevatore. Contestualmente, richiedevo la restituzione della caparra versata entro 7 giorni sulle coordinate bancarie fornite. Nel pomeriggio, venivo raggiunta telefonicamente dall’addetta “junior” di Poltronesofà, che mi comunicava l’assenza in negozio della responsabile per oggi, ma mi chiedeva conferma che davvero non volessi “approfittare” dell’opportunità del braccio meccanico. A mia richiesta di contestualizzare meglio l’ “offerta”, considerati i costi aggiuntivi interamente a mio carico (che di vantaggioso nulla hanno) ribadiva che il vantaggio è quello di non perdere la caparra, per la quale il contratto che ho sottoscritto con Poltronesofà non prevede restituzione. A corollario di questa esperienza surreale e kafkiana, mi veniva precisato che dovrei recarmi in negozio a firmare una rinuncia al contratto sottoscritto in data 06/12/2024, ovviamente con contestuale conferma da parte mia di rinuncia alla caparra. Preciso che in nessun momento di tutto il processo di vendita mi è stato richiesto di fornire un dettaglio delle misure del mio appartamento né prospettata la necessità di un sopralluogo precedente alla scelta e acquisto del divano proposto. Durante la vendita il 6/12 (a divano già scelto) mi veniva semplicemente chiesta conferma che le misure dei passaggi del mio appartamento fossero “standard”, trattandosi di un divano monoblocco non divisibile. Nella prima visita in negozio in data 24/9/2024, in cui chiedevo un divano angolare delle dimensioni del mio, segnalavo all’addetta qualche perplessità sul fatto che le misure del divano che mi veniva proposto fossero leggermente superiori a quelle del mio attuale divano, ma la venditrice mi rassicurava dicendo che si trattava di una piccola differenza che non avrebbe dato problemi e non ponendo alcun accenno a possibili problemi di consegna (dovuti non solo alle dimensioni, ma, come poi mi è stato comunicato, al fatto che trattasi di divano non divisibile). Considerato tutto il quadro riportato, incluse le modalità con cui è stata condotta la vendita, (mancata) consegna e l’assistenza post-mancata consegna, torno pertanto a chiedere la restituzione della caparra, e comunico che in mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti. Cordiali saluti, V.G.
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